Italia.it: riparte il progetto
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Il portale italiano Italia.it ritorna alla ribalta della stampa dopo un lungo periodo di silenzio e di offline. Le motivazioni sono riconducibili al riacceso interesse dell’attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che vuole rilanciare con forza e decisione il progetto.
Vi ricordate il portale nostrano ITALIA.IT? Nessuno? Eppure dovreste ricordarvi come il nostro paese, fortemente indebitato e pressato dalla morsa dell’inflazione ha potuto metter mano al portafoglio e prelevare 45 milioni di euro per realizzare un solo portale web.
L’ultima volta che nel web si è parlato di questo progetto, a gennaio di quest’anno, è stato per dichiararne la chiusura, il pensionamento anticipato, il fallimento.
Un fallimento dettato da molte ragioni, tra cui sicuramente tiene saldamente testa l’evidente costo esorbitante, anche se successivamente rinegoziato da Ciro Esposito, il Capo Dipartimento dell’Innovazione Tecnologica, che dichiarava l’ammontare complessivo di spesa in 7 milioni di euro in due anni.
Ma ora siamo ad una svolta. Una nuova svolta, si spera positiva, a questo tormentato sito nostrano.
Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, parlando nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi ha assunto di fatto il difficile compito di rilanciare il progetto e di portarlo finalmente a compimento.
«Ho assunto io la gestione del portale Italia.It», ammette la Sottosegretaria – «Non ve ne posso parlare ora, la storia è complessa e ho bisogno di un pò di tempo. Ma ho istituito un comitato per le nuove tecnologie anche per dare una risposta a questi problemi».
Parlando in termini economici, dichiara di non voler chiedere ulteriori contributi a quelli già previsti dal progetto:«Prima di chiedere altri soldi, come ho imparato dalla mia esperienza imprenditoriale, voglio spendere quelli che ci sono».
Conclude così l’intervento: «Spendiamo quelli che abbiamo bene, e poi vedremo se ne servono altri».
Se il budget complessivo dell’operazione è prestabilito in 45 milioni di euro, e ne son stati spesi “soltanto” 7, restano ancora a disposizione 38 milioni di euro. Una cifra più che sufficiente, vogliamo credere, per riconquistare credibilità e certezza per il futuro del nostro Paese nella grande rete.


