30th ottobre, 2008

Alice Mobile si rinnova con le tre nuove offerte Flexi

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Telecom presenta la nuova linea di offerte senza fili per la connessione mobile: Alice Mobile Flexi. Nel mirino tre possibili offerte per i consumatori.

Non possiamo certo scrivere che Alice Casa abbia ricevuto consensi da parte degli internauti, i quali la giudicano troppo costosa e limitativa rispetto alla concorrenza delle linee naked; ecco dunque che Telecom presenta al mercato una nuova linea di prodotti “senza fili” ad alta velocità, sfruttando le ormai conosciute reti UMTS/Hsdpa.

Questa volta si tratta di tre pacchetti, chiamati “Flexi”, distinti per prezzo e tipologia di servizio, che riassumiamo così:

  • Alice Mobile Datakit 10 Flexi: 10€ al mese per avere una chiavetta USB (UMTS/Hsdpa) con 20 ore di traffico Internet al mese;
  • Alice Mobile PC 20 Flexi: 20€ al mese per avere una chiavetta USB (UMTS/Hsdpa) con 30 ore di traffico Internet al mese;
  • Alice Mobile DataKit 25 Flexi: 25€ al mese per avere una chiavetta USB (UMTS/Hsdpa) con 100 ore di traffico Internet al mese.

Il contratto che occorre sottoscrivere prevede un tempo minimo obbligatorio di adesione pari a 2 anni (24 mesi), la possibilità di pagare direttamente nella bolletta Telecom Italia (qualora il cliente avesse anche attivo un numero di fonia fissa) e uno scatto anticipato di 15 minuti. Quest’ultima voce stride un pò con l’effettiva libertà di navigazione: quando il cliente si collega deve rimaner collegato almeno 15 minuti, pena la perdita di preziosi minuti di connessioni non rimborsati.

Se invece si vuole disdire il servizio prima dei 24 mesi contrattuali, sarà necessario versare l’intera quota concordata, ovvero 240, 480 oppure 600 euro, dipendentemente dall’offerta sottoscritta.

28th ottobre, 2008

Tre Italia: è sparito il credito dal telefonino

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Preoccupazione tra i clienti 3: moltissime sim si ritrovano senza traffico e dunque senza la possibilità di effettuare nuove chiamate. Un cracker?

Ore di tensione in casa Tre Italia. L’operatore è infatti sotto la pressione di continue telefonate di assistenza clienti che dichiarano di non poter più telefonare in quanto il loro credito si è misteriosamente dissolto nel nulla. Anche il forum Mondo 3, punto di riferimento italiano, ha iniziato a segnalare lo strano fenomeno.

Moltissime SIM telefoniche dunque non contengono più credito, e la spiegazione finora edotta di questi addebiti (fino a 50 euro in pochi secondi) si può ritrovare nei propri tabulati telefonici, con la generica dicitura di “Contenuti sotto copertura 3″. C’è chi arriva a ipotizzare la comparsa di un hacker, utilizzando però una terminologia errata; si tratterebbe di un cracker, come ben sanno i nostri lettori.

Tempi davvero duri per l’operatore di telefonia: prima si è dovuto difendere dall’accusa di inviare bollette milionarie ai propri clienti e rispondere all’Authority competente; oggi deve nuovamente formulare una dichiarazione ufficiale convincente su questo gravissimo inconveniente.

27th ottobre, 2008

Oscuramento di siti web, i provider perdono la pazienza

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K2Smokes e RebelSmokes vendevano online sigarette nel nostro paese violando la legge sui Monopoli di Stato. Al posto di indagare, si è preferito oscurarli.

“E’ inaccettabile e contrario alla normativa comunitaria e italiana che gli operatori di accesso italiani siano destinatari di provvedimenti relativi a fatti che non li riguardano, poiché interamente posti in essere da soggetti esteri”, questo è il nocciolo della questione sollevato dai principali providers italiani. Tutto nasce, per semplicità, dall’ennesimo blocco a due siti che vendono sigarette online ( K2Smokes e RebelSmokes ), allo stop da qualche giorno e al relativo impegno da parte dei providers di inibire l’accesso. Un’azione che questi ultimi hanno eseguito, allineandosi alla legge in vigore e alla sentenza del Tribunale di Milano, ma ora depositando una richiesta di annullamento del sequestro preventivo al GIP.

Secondo l’Associazione Italiana Internet Providers (AIIP) i due siti avrebbero commercializzato nel nostro paese sigarette senza tener conto della legge sui monopoli di Stato (che esiste comunque solo nel nostro paese) e per questa ragione il GIP, anzichè aprire le indagini verso gli indagati, avrebbe chiesto l’inibizione d’accesso. Un pò come è successo con ThePirateBay (http://www.wikibanda.it/caduti-nella-rete/litalia-affonda-the-pirate-bay-inibito-laccesso-al-sito-torrent-scozzese/), dove gli operatori si son ritrovati investiti di un nuovo potere, che Punto Informatico oggi definisce “sceriffi della rete” (forse in onore del buon vecchio cartone).

Infatti se per gli utenti finali tutto questo può trasformarsi in un lieve disservizio, per gli operatori (tra i quali spicca in prima posizione Telecom Italia) si trasforma in un disavanzo notevole di lavoro in più, che va a sommarsi all’insoddisfazione di clienti che invece vorrebbero una rete neutrale (ovvero senza filtraggi di sorta). Anche perchè ieri è toccato a ThePirateBay, oggi a questi due siti, domani al nostro blog?

25th ottobre, 2008

WiMax, ma quando arrivi a combattere il Digital Divide?

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Anche se le società si dichiarano pronte e le prime installazioni di antenne sarebbero già avviate da tempo, il wimax è un ospite da troppo tempo atteso.

Ci era stato presentato più di un anno fa come la panacea di tutti i mali del digital divide, sua maestà il WiMax, come la nuova tecnologia emergente, come il futuro delle connessioni mondiali. Ma lentamente, offuscato poi da altre notizie, si sta trasformando in un ospite da troppo tempo atteso e mai arrivato. Abbiamo già parlato di Linkem, delle sue offerte e delle sue potenzialità e ora attendiamo Aria, società fondata da Mr Gilo. Nello stesso articolo dedicato a quest’ultima abbiamo anche sottolineato come i maggiori introiti di investimento di un’ altra società, Retelit, arrivano non da organizzazioni italiane, ma dalle Poste Libiche (di cui il Colonnello Gheddafi è il padrone).

Ma dopo tutte queste argomentazioni, il WiMax dov’è?

In buona sostanza ad oggi è ancora molto sulla carta, o meglio, sui byte che vengono promossi in rete in comunicati stampa dalle stesse Società che si aggiudicarono in asta alcune frequenze d’utilizzo. In uno di questi, Aria ha ancora una volta promesso che a brevissimo verranno attivate le prime installazioni (e di conseguenza le prime utenze), pur tuttavia non fornendo ancora il dettaglio delle proprie offerte commerciali.
La copertura, esplica il comunicato, sarà concessa dapprima nelle zone colpite dal digital divide, fattore gradito e mossa commerciale estremamente sottile da parte della Società; verranno via via attivati 100 comuni del nord, centro e sud Italia.

Sicuramente il particolare periodo di crisi borsistica non aiuta una celere prolificazione di questi servizi, e forse non è nemmeno il momento migliore per pianificare una sponsorizzazione di massa per potenziali consumatori, i quali potrebbero addirittura snobbare l’evento.

Ma allora quando partirà il WiMax?

21st ottobre, 2008

Occupo a pc spento e modem acceso il 98% di banda!

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Spesso cade la connessione, Telecom dice che il problema è mio, occupo a pc spento e modem acceso il 98% di banda. Connessione: Alice 7 Mega; modem/router: Sitecom DC204. (via SOSLinea)

Dalle ricerche che ho potuto fare in rete, il SiteCom DC204 è un semplice modem a connessione usb, autoalimentato dal pc. Quindi a pc spento il modem non può funzionare perchè gli viene meno proprio la corrente elettrica dalla porta usb che lo alimenta. Se proprio a Telecom ritengono che sia il modem l’oggetto che occupa in modo indiscriminato la banda, puoi provare a cambiarlo facilmente facendotene prestare uno da un amico; ti sconsiglio tuttavia il nuovo acquisto, perchè temo che il problema risieda non nel modem, ma nel tuo pc. Solitamente questi larghi usi di banda sono dovuti a virus e malware che trovano terreno facile su una connessione da modem “semplice” e di conseguenza spero tu abbia già preso tutte le necessarie contromisure (come firewall, antivirus, scansioni con anti-spyware e malware). Così fosse non ti resta che telefonare nuovamente in Telecom per far controllare la linea.

19th ottobre, 2008

Disdici il canone TV, l’iniziativa dell’ADUC arriverà via e-mail

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Arriverà direttamente nella casella e-mail di ogni abbonato ADUC la semplice guida per disdire il canone TV, la più vecchia delle tasse italiane.

Pubblichiamo con piacere e interesse l’iniziativa “Disdici il canone TV: ristabilire la legalità” promossa da Aduc, famosa associazione dei consumatori. Ricordiamo a tutti che il canone TV è dovuto anche per chi possiede un pc, in quanto è tecnicamente uno strumento in grado di ricevere le frequenze radio televisive.
Firenze, 18 Ottobre 2008. Se la Rai, il Governo ed il Parlamento non rispettano le leggi, perche’ dovrebbero farlo gli utenti della Rai pagando il canone-imposta tv?
Da anni siamo impegnati per l’abolizione di questa imposta e abbiamo sempre invitato i contribuenti a rispettare la legge pagando l’odioso balzello se in possesso di un apparecchio televisivo. Da troppo tempo, pero’, e’ imbarazzante invocare questo rispetto, quando sono le istituzioni per prime a violare la legge.

Ecco l’elenco di alcune violazioni piu’ eclatanti:

- mancato insediamento della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, cioe’ il controllo del legislatore sull’operato dell’informazione di Stato (1);
- la Rai non ha ancora pubblicato sul proprio sito l’elenco delle consulenze esterne e relativi compensi in violazione della legge n. 244/2007 e della circolare DPCM 16/3/07. Anche una interrogazione parlamentare e un esposto alla procura della repubblica non hanno per il momento dato alcun risultato (2);
- la Rai impedisce ai cittadini di disdire il canone, ignorando le richieste di suggellamento e di disdetta (3);
- richieste intimidatorie e continue di pagamento del canone a coloro che non hanno un apparecchio televisivo (4);
- “condotta della truffa” da parte di incaricati Rai che, intrufolandosi nelle case dei contribuenti in modo arrogante e spesso irrispettoso, invitano chi e’ sprovvisto di tv a firmare dichiarazioni di possesso di apparecchi televisivi spiegando che si tratta solo di una ‘firma per ricevuta’ o per presa visione (5);
- il ministero delle Comunicazioni (oggi Sviluppo Economico) da due anni non risponde a sei interrogazioni parlamentari e un interpello dell’Agenzia delle Entrate su quali apparecchi, oltre al televisore, sono soggetti al canone. Ma la Rai richiede illegittimamente il pagamento del canone anche per il possesso di un pc, di un cellulare o di altri apparecchi non televisivi; (6)
- la Rai viola le norme sulla pluralita’ dell’informazione, dando spazio in maniera sproporzionata ad alcune forze politiche, come recentemente ribadito dall’Autorita’ per le garanzia nelle comunicazioni (e non e’ la prima volta). (7)
- mancata attuazione della legge che prevede l’esenzione dal canone per i cittadini ultrasettantacinquenni con reddito minimo. (8)

Fino a quando non sara’ ristabilita’ la legalita’, lanciamo l’iniziativa “Disdici il canone Rai”.
Non chiediamo ai cittadini di smettere di pagare con “scioperi” o altro, in quanto sarebbero sanzionati. Li informiamo su come disdire il canone legalmente, attraverso la richiesta di suggellamento della propria tv (un impegno a non guardare i programmi televisivi). Ecco il modulo: http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40168
Se la richiesta e’ inviata entro il 31 dicembre 2008, dal 1 gennaio 2009 il canone non sara’ piu’ dovuto. Nonostante sia praticamente impossibile per le autorita’ verificare se qualcuno utilizza o meno il televisore suggellato, invitiamo chi lo fara’ a rispettare la legge, cosi’ come dovrebbero fare le istituzioni…

(1) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=236358
(2) http://www.aduc.it/dyn/parlamento/noti.php?id=223583
http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=213359
(3) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=213523
(4) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=174358
(5) http://www.aduc.it/dyn/rai/comu.php?id=170597
(6) http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=214058
(7) http://www.aduc.it/dyn/tlc/noti.php?id=236984
(8) http://www.abbonamenti.rai.it/generici/PaginaJ1.asp

13th ottobre, 2008

Uscito Mandriva Linux 2009.0

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Esattamente sei mesi dopo Mandriva 2008 Spring è ora disponibile la versione Mandriva Linux 2009.0.

Numerosi gli aggiornamenti e le migliorie apportate rispetto alla versione 2008, Mandriva Linux 2009 ha un processo di boot più veloce, LUKS per l’Installer e DiskDrake, nonché un supporto migliore per i netbook. Contiene infatti il driver atl1e che viene utilizzato da molti modelli Asus Eee e da altri netbook.
Il nuovo theme ufficiale – Ia Ora – è stato integrato in KDE 4. Il kernel è stato attualizzato alla versione 2.6.27. Eliminato Firefox 2 e sostituito con Firefox 3.

I pacchetti software aggiornati sono: X.org 7.3, KDE 4.1.2 und 3.5.10, GNOME 2.24, OpenOffice.org 3.0, i driver proprietari NVIDIA e ATI, PulseAudio e diversi altri.

Mandriva Linux 2009 può essere scaricato nelle varianti »One« e »Free« (la versione priva di componenti proprietari). La versione »Free« è disponibile su due CD o un DVD, la versione su DVD esiste anche per x86_64.

Fonte: gnuvox

12th ottobre, 2008

Come difendersi dalle truffe dietro gli Annunci Gratuiti Online

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Alcuni consigli utili (e gratuiti!) per difendersi dalle truffe online diffuse attraverso gli annunci gratuiti, una forte vetrina commerciale.

Sempre più persone, per risparmiare qualche soldino, utilizzano gli annunci gratuiti che si possono trovare su moltissimi siti internet. Possiamo averne un esempio visitando portali come AladinoAnnunci.com oppure Subito.it, dove fioccano ogni giorno nuove offerte di privati e aziende che affidano al web e al nuovo mezzo promozionale la vendita dei loro prodotti. Tuttavia troppo spesso dietro gli annunci gratuiti si nascondono persone senza scrupoli, che grazie all’anonimato che la rete conferisce loro, riescono impunemente a farsi pagare prodotti o servizi per poi sparire nel nulla, lasciando l’acquirente con la truffa in mano. Ma com’è fatto e come si riconosce un annuncio con ottime possibilità di essere una truffa?

Solitamente l’annuncio è scritto in lingua italiana corretta, ha anche una foto del prodotto (il truffatore spesso ha realmente la merce) ma ciò che colpisce di più è senza dubbio il prezzo. E’ concorrenziale, troppo concorrenziale: già questo dovrebbe insospettire il potenziale acquirente. Ricordate sempre, cari amici, che nessuno regala nulla, tantomeno sul web, quindi rintracciare proposte di vendita a 10 euro di un prodotto tecnologico di recente uscita sul mercato, è senza dubbio indice che dietro c’è qualcosa (o qualcuno) che non va. I truffatori più evoluti, tuttavia, si sono accorti che ormai troppe poche persone “abboccano” se l’esca è presentata in questo modo e così hanno iniziato a proporre prezzi maggiormente realistici. Il potenziale acquirente ha però ancora una potente arma in mano: il denaro.

Subito dopo aver visionato l’annuncio, infatti, il potenziale acquirente molto probabilmente invierà una e-mail per conoscere maggiori dettagli sul prodotto, sulla spedizione e sul pagamento. Ed è proprio in questo momento che è bene ricordare queste regole:

  • Diffidare subito da chi scrive con grammatica correttezza l’annuncio e poi nella e-mail non riesce a mettere in ordine ben poche parole di italiano;
  • Andate sempre a ritirare la merce di persona. In questo modo la potete visionare, osservare, delinearne eventuali imperfezioni non citate nell’annuncio;
  • Scegliete, per favorire il ritiro a mano, oggetti vicini al vostro domicilio. Alcune tipologie di prodotto potrebbero necessitare di qualche giorno di test prima di definirsi realmente funzionanti e il vostro venditore potrebbe già essere “scomparso”;
  • Mai, mai e poi mai, pagare prodotti o servizi con la carta PostePay. E’ un metodo nato dagli adolescenti, cioè soggetti spesso privi di conto corrente, che scambiano cifre ridotte con determinati soggetti. Fino a 10 euro molti ritengono si possa rischiare, ma certamente oltre non è consigliabile. Una ricarica della PostePay, infatti, non è rintracciabile e recuperabile;
  • Convincete il vostro acquirente, qualora voi siate il venditore, che l’assegno, anche circolare, è sempre bene cambiarlo insieme in Banca, magari dopo un caffè in compagnia.

Il venditore o l’acquirente che, per qualsiasi motivo, fosse reticente a fornirvi ogni informazione inerente l’oggetto, l’acquisto o la vendita, è passabile di truffatore e va segnalato immediatamente allo Staff del Sito che potrà valutare anche la rimozione dell’inserzione.

Mettiamo in pratica queste piccole regole di buonsenso e rendiamo Internet un posto migliore.

10th ottobre, 2008

IPv6: problemi di privacy?

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Ogni connessione ad internet include da parte dei computer l’uso di una stringa numerica che permette la localizzazione( e non solo) degli stessi computer collegati al WWW ( World Wide Web). Parliamo degli indirizzi IP.

In questi ultimi anni il numero dei computer connessi e’ aumentato esponenzialmente, facendo sorgere il problema di un esaurimento degli indirizzi IP che avverrebbe entro il 2010.

Si parla, per es. di circa 1,2 miliardi di computer portatili e circa tre miliardi di persone collegate ad internet in tutto il mondo, quindi appare evidente la preoccupazione circa l’insufficienza degli indirizzi; se poi teniamo in conto il ” fattore commerciale”, ove piu’ aziende usano questi indirizzi che consentono di elaborare profili dettagliati degli utenti Internet col fine di sondare il potenziale consumatore virtuale, il gioco e’ fatto.

Il passaggio al protocollo internet IPv6 sembra essere abbligato; con l’abbandono graduale di quello IPv4.Oltre ai problemi dovuti agli eventuali esborsi economici da parte dell’utenza( per es. permettere che i dispositivi riescano a connettersi in rete, i router andrebbero sostituiti) appare sempre di piu’ lo spettro della comparazione dei dati personali al nuovo protocollo internet, cosa che provocherebbe non pochi problemi per le aziende commerciali che sarebbero costrette a richiedere il consenso preventivo all’utente.

Nell’IPv6, la tracciabilita’ dei computer in rete e quindi dell’identificazione delle persone fisiche crescerebbe: gli indirizzi IP consentirebbero una maggiore identificazione con  una aumentata possibilita’ di violazioni della privacy nonche’ furti di dati sensibili.  L’esigenza di garantire una adeguata protezione e’ un punto importante nella futura intrapresa,  che a questo punto diverrebbe un obiettivo primario.

9th ottobre, 2008

La Internet Key di Vodafone finisce in Parlamento

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L’offerta Internet Mobile di Vodafone finisce anche in Parlamento, oggetto di una interrogazione del Senatore Mario Gasbarri, Partito Democratico.

È in atto in Italia una speculazione di Vodafone e di altri operatori ai danni dei consumatori con Internet Key per la Navigazione sulla Rete Mobile?”, è la domanda che ha posto ieri il senatore del Partito Democratico Mario Gasbarri, in occasione di una interrogazione parlamentare.

“La Vodafone, a partire dall’autunno del 2007, ha avviato una dispendiosa campagna pubblicitaria per vendere ai consumatori una Internet Key al prezzo di 200 euro, con la quale garantiva agli acquirenti la possibilità di connettersi con il proprio computer alla Rete Internet ad una velocità di 7,2 Mbps in downlink (HSDPA) e 2 Mbps in uplink (HSUPA)”. “Vodafone – continua il testo – per il suo ottimale funzionamento mette a disposizione della clientela diversi tipi di contratto-abbonamento obbligatoriamente biennale tanto che il recesso anticipato è sottoposto alla corresponsione di penale da parte dell’utente”.

Il servizio, secondo il Senatore, non corrisponderebbe a quanto promesso dalla Società telefonica nostrana. Infatti per funzionare adeguatamente, la Internet Key ha bisogno di sfruttare a proprio servizio ponti radio da 3 Giga, in grado di sostenere le alte velocità di connessione e di trasmissione dati richieste dalla connessione. Una tecnologia per il momento sostenibile solo nei grandi centri urbani, e quindi non ancora valevole del titolo di “salvatrice dal digital divide”.

Certo è che Vodafone è la prima azienda operante in Italia ad offrire un servizio di connettività mobile flat (45 euro al mese, contratto obbligatorio biennale), mentre ben altre società non si avvicinano neppure ad offrire una mini flat.
Aspettando il rilascio di una risposta ufficiale da parte di Vodafone, c’è da chiedersi: ma davvero l’offerta era così ingannevole ?

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