11th novembre, 2008

La nuova truffa su eBay arriva con il Vaglia Postale veloce

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Riporto una piccola intervista fra me e Marco, un ragazzo che desiderava comprare un pc portatile su eBay e invece ha rischiato la truffa.

Ti piace quell’oggetto. Lo vedi nel negozio sotto casa ma costa una montagna di soldi, e tu, che fatichi ad arrivare alla fine del mese, non puoi proprio permettertelo. Poi un giorno accendi il computer e visiti eBay, il sito d’aste internazionale. Scopri che c’è l’oggetto dei tuoi sogni, e costa la metà. Ti fai due conti in tasca: ce la puoi fare. Ma da qui in poi inizia la storia che raccontiamo oggi, sotto forma di intervista, con l’amico Marco che ci ha contattato per raccontarci la sua esperienza.

D: Allora, Marco, com’è iniziato tutto?
R: Stavo cercando, da qualche giorno, un pc portatile. La crisi nera che in questo periodo ricopre il mondo non permette certo di entrare in negozio e comprare l’ultimo modello, così, con un pò di slancio mi sono detto: “perchè non usare eBay?”. Dopotutto io sono uno studente, che lavoricchia saltuariamente. Quindi non ho molti soldi a disposizione.

D: Bè, mi sembra una buona idea. Si trovano tante cose a buoni prezzi…
R: Anche io ho sempre pensato così. E nelle precedenti occasioni, trovandomi ad usare eBay per piccoli acquisti, tutto era sempre filato liscio. Fino ad oggi, purtroppo.

D: Cos’è successo?
R: Vedi, Bruno, oggi le nuove truffe su eBay non sono più basate sullo phishing. Carpire i dati personali degli account è stato solo il primo passo. Oggi dobbiamo fare i conti col secondo passo importante: il fatto che usano poi questi account, all’insaputa dei legittimi proprietari, per istituire false aste online.

D: Interessante… mi spieghi meglio come funziona la truffa?
R: Come ti ho detto prima, il truffatore usa i dati che è riuscito ad ottenere grazie ad una attività di phishing. Con questi dati, accede al sistema eBay e crea un’asta. Solitamente propone in vendita oggetti di interesse, come ad esempio un portatile ultimo modello che in negozio costerebbe 1000 euro a poco più di 200 euro. Poichè solitamente le aste create sono multiple, riesce a recuperare un buon numero di offerenti.

D: E poi?
R: E poi succede che questi offerenti arrivano, perchè il mondo è – per fortuna – pieno di brave persone. Queste stesse persone sono convinte di aver fatto un buon affare, probabilmente il migliore affare della loro vita…

D: E invece hanno perso i soldi!
R: Si, ma non è così immediata la perdita. Quando l’asta arriva a conclusione, poniamo ad esempio che “vincano” 15 offerenti. Se il truffatore ha disposto, nell’esempio più semplice, 200 euro a oggetto senza rilanci, allora ha un potenziale di 3000 euro. Questo è il valore economico più basso, perchè in realtà ci possono essere infiniti rilanci d’asta e quindi il prezzo aumenta.

D: Che metodo di pagamento chiedono in queste truffe?
R: Bravo, hai centrato il punto. Dopo la fine dell’asta, arrivano le e-mail con i dati per il pagamento. E’ qui c’è un primo campanello d’allarme poichè spesso il testo è questo:
Grazie per l’acquisto, l’oggetto verrà inviato a pagamento ricevuto. Per pagamento accetto esclusivamente il Vaglia Postale Veloce. Ecco l’informazioni su quale deve effettuare il versamento: Nome: xxxx, Cognome: xxxxx, Indirizzo: xxxxxxxxxxxxxxx, Città: xxxxxxxx, CAP: xxxxx, TEL: xxxxxxx Per la parola chiave del Vaglia Veloce la prego di mettere SALVE. Domani mattina aspetto la sua conferma di pagamento e dopo provvederò a fare la spedizione. Cordiali Saluti.
Con una piccola ricerca su Google si possono trovare molteplici discussioni, alcune perfino nel forum ufficiale di eBay stessa, dove gli utenti si avvertono circa le truffe di questo tipo. Solo a titolo di curiosità, ti lascio il link di questa pagina.
TUTTE le truffe hanno numeri telefonici che ricorrono più volte, mentre i nomi e le località variano moltissimo. C’è chi, con lo stesso numero di cellulare, ieri era a Roma e oggi abita in Francia!

D: Vaglia veloce postale?
R: Si, chiedono espressamente il vaglia veloce postale. Ha un costo pari a 10 euro e quando hai bonificato la somma non riesci più a recuperarla, in quanto il beneficiario andrà a ritirarla in qualsiasi ufficio postale della sua zona. E poi, come nei migliori films, scapperà!

D: Non ho capito però come hai fatto ad accorgerti che ti stavano truffando.
R: E’ stato un mio scrupolo. Il nome dato automaticamente da eBay nell’email in cui mi avvisava di essermi aggiudicato l’asta e quello del beneficiario del vaglia non combaciavano. Ho telefonato al numero scrittomi e ho capito che la persona dall’altra parte della cornetta era uno straniero. Allora, senza esitare, ho cercato il numero e il nome su Google, scoprendo l’amara verità.

D: Qual’è la tua opinione in merito a questi avvenimenti?
R: Non posso che disapprovare e cercare di diffondere il più possibile questa notizia in modo che altre persone non vengano truffate in modo così subdolo. Tuttavia eBay dovrebbe considerare l’ipotesi di aprire un canale di collegamento con gli utenti che hanno subito truffe di questa tipologia oppure – per loro fortuna – l’hanno scampata bella. Il web è fatto dalle persone, e da loro dev’essere guidato.

E noi, non possiamo che essere d’accordo con lui e denunciare a tutto il web queste attività illecite.

10th novembre, 2008

Fare il blogger è una attività d’impresa: il governo si prepara

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La Commissione Cultura della Camera sta in questi giorni lavorando segretamente ad un decreto legge per tassare i blogger. Se n’è accorto Minotti.

La linea che abbiamo denunciato poco tempo fa nel nostro articolo “Quella sottile linea che divide un blog da un giornale online“, è stata varcata. Il Governo italiano vuole passare il Rubicone: far iscrivere tutti i Blog al ROC, il Registro degli Operatori di Comunicazione. Ad accorgersi che nel silenzio più completo la commissione Cultura del Parlamento sta portando avanti il progetto è Daniele Minotti, il noto avvocato che collabora con Punto Informatico e al quale affida la diffusione del comunicato.

L’articolo che inchioderebbe di fatto milioni di blogs sarebbe il seguente:
Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale).

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet).

1. L’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro.

(PDL 1269)

L’insidia maggiore si nasconde proprio nel punto 3 dell’articolo: sebbene a prima vista – ribadisce Minotti – sembra che siano esclusi la maggior parte di bloggers, nella realtà non è affatto così. Secondo la definizione di attività d’impresa dell’Agenzia delle Entrate, un Blog che ha al suo interno i banner Adsense di Google o qualsiasi altro prodotto affiliativo (banners, links testuali, etc) è da considerarsi una impresa a tutti gli effetti. Perciò va adeguatamene tassata e il titolare deve onorare le spese dell’apertura e della gestione di una apposita Partita IVA. Ciò significa che se il Blogger non svolge una attività professionale sul web si ritrova a dover pagare di tasca propria la sua passione.

Cosa succederà, dunque? Qual’è lo scenario apocalittico che devono aspettarsi i Blogger? Se passa il disegno di legge, per prima cosa una vera e propria fuga dall’Italia di tutti i piccoli Blog. Infatti i quattro soldini che Adsense fruttava ai Blog servivano proprio per il suo mantenimento, e non per pagare gli stipendi dell’Agenzia delle Entrate. Gli studenti non potranno più fare i blogger; e chi di loro resisterà, dovrà onorare ogni anno tasse IVA e contributi INPS.

Come dire, chi è ricco continuerà ad arricchirsi, e chi è povero, peggiorerà la sua condizione.

9th novembre, 2008

Chiedono aiuto via e-mail, voi cosa fate? Vi fidate oppure no?

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Ci hanno insegnato ad aiutare i bisognosi. Ma nel web 2.0 le richieste arrivano anche via e-mail. Ma sono ugualmente strazianti. E voi, cosa fate?

La e-mail di richiesta di aiuto familiare è senza dubbio la più straziante. Ormai ne riceviamo una alla settimana e spesso la cancelliamo senza troppo pensarci sopra, dato che la società ci ha insegnato che dietro ci sono spesso intere organizzazioni volte a truffarci. In queste e-mail, solitamente scritte in modo corretto e con forte sentimento umano dell’aiuto ai più bisognosi, vorrebbe nascondersi spesso una famiglia di origine poverissima, dove la madre (il padre mai, perchè la femmina statisticamente viene più aiutata; teoria sociologica) lavora ove c’è un collegamento ad internet. Assume quindi di aver trovato il vostro indirizzo elettronico nei meandri nella grande rete e vi scrive.

Ecco un esempio della più recente, arrivata stamattina in redazione, con una foto della famiglia:

Hi, My name is Elena, I am 31 year and I live in Russian province. I work in library and I use computer after work when it possible.
I finded your address in internet and I decided to write you this letter.
I have 7-year daughter Angelina, her father abandoned us and we live with my mother.
Due to the financial crisis in our country my mother lost job and our situation became very difficult.
The prices for gas is very high in our region and we cannot use it to heat our home anymore.
The winter is coming and weather become colder each day. We worry if the temperature will below 0 degrees in our home, we will not be able to survive.
For heating our home during winter we need portable stove which give heat from burning wood. We have many wood in our region, but we cannot buy the
stove in local market because it costs equivalent of 193 Euros and very expensive for us.
If you have any old portable stove and you don’t use it anymore, we will be very happy if you can donate it to us and organize transport of its to our address.
We are located 200km from Moscow. This ovens are different, they made from cast iron and weight about 100kg.

I downloaded our picture to free website and you can see it at:

http://elenaga.nextmail.ru/ourpicture.jpg

It is not of very good quality, but it will give you idea how we look.

I pray for your help.
Elena.

Ora la domanda giusta da porsi è: come possiamo sapere se davvero questa stufa a legna arriva a destinazione? Voi sareste pronti a rischiare?

8th novembre, 2008

Anche l’america soffre di carenza di banda larga, e pone limiti

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Chi l’avrebbe detto che anche l’America poteva soffrire di carenza di banda larga? Eppure è così, e molte società stanno ridimensionando le proprie offerte.

Quando parliamo di banda larga e di immense quantità di gigabyte di traffico, l’esempio immediato – e scontato – è l’America. Terra di navigatori, webmasters e professionisti, ha sempre superato il nostro paese per disponibilità di banda internet, ma oggi ci troviamo di fronte ad una involuzione. Infatti molte sono le compagnie di connettività americana che stanno rivedendo i propri listini: AT&T ha da poco avvisato la Federal Communication Commission che effettuerà sperimentazioni per un passaggio ad abbonamenti con formula a consumo e non a banda illimitata; Comcast ha fissato un tetto massimo di 250GB al mese; Frontier Communications ha decimato la sua offerta consumer aggiudicando ad ogni cliente solo 5GB al mese e Time Warner oscilla con limiti tra 5 e 40GB.

Una involuzione dicevamo: di fatto c’è la riscoperta del limite anche della rete connettiva americana, che deve fare i conti con l’avanzamento tecnologico e la crescenta richiesta di nuovi accessi ad alta velocità. Cosa comporterà tutto questo? Una forte riduzione, o quantomeno un muro invalicabile quando raggiunto il tetto massimo, nell’uso dei software di file sharing che consumano banda per ore e ore (come eMule) e, consecutivamente, difficoltà ad utilizzare servizi di ultima generazione come il voIP e lo streaming in diretta.

In Italia, per il momento, la banda larga è tagliuzzata tra i vari operatori (sotto il controllo di Telecom Italia), e sebbene sia in forte ritardo tecnologico, la situazione appare più rosea. Dal punto di vista economico, tuttavia, la tasca degli americani è meno leggera della nostra.

6th novembre, 2008

Anche Crotone è pronto per il WiMax

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Linkem aumenta la copertura del suo wimax raggiungendo Crotone. Il vice Sindaco parla dell’accordo tra la società fornitrice e l’amministrazione comunale.

Arrivata la conferma dell’obiettivo comune tra la società Linkem, aggiudicataria delle licenze del WiMax in 13 regioni italiane, tra cui la Calabria, e l’amministrazione comunale del capoluogo omonimo. E’ Arturo Crugliano Pantisano, vice Sindaco di Crotone, che ammette nel comunicato stampa congiunto il pieno successo dell’accordo: “Una delle linee del primo piano strategico della città voluto dal Sindaco Peppino Vallone e recentemente approvato, quella dell’accessibilità e dell’innovazione tecnologica, si sposa idealmente con quanto è avvenuto oggi attraverso la sottoscrizione di questa intesa”. Unire tecnologia e popolazione, dunque, in una nuova era digitale, sopratutto per fornire “una valida risposta per indicare una soluzione agevole nei riguardi della diffusione della banda larga al sud e per favorire il superamento del ritardo che il nostro Paese ha accumulato nei servizi di interconnessione alla rete Internet“.

Inoltre, il comune di Crotone non sarà chiamato a versare un euro per il progetto: l’intera struttura tecnologica sarà interamente a carico di Linkem. Con gioia dei contribuenti.

5th novembre, 2008

L’identikit del Blogger, un professionista che adora la rete

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Chi sono i blogger? quanti sono? dove abitano, cosa fanno nella vita, chi… Molte domande, alle quali grazie ad un ricerca di Technorati possiamo rispondere.

Per chi non conosce questo servizio, Technorati è il motore di ricerca più famoso dedicato ai blogs, ovvero quei siti, sviluppatisi prima come diari personali e diventati nel breve tempo gli eredi dei forums e di molte community. Semplici da usare, facili da gestire: il sito che state leggendo ora è proprio un blog. Ma torniamo all’argomento principale di questo articolo: Technorati ha pubblicato di recente il suo rapporto annuale sullo status della blogosfera mondiale. Per far ciò, la società ha scelto 1000 Blogger in 66 nazioni dei cinque continenti che formano il nostro pianeta e poi ha analizzato e incrociato i risultati.

Il Blogger tipico è maschio, con un’età solitamente compresa tra i 18 e i 34 anni, dedica dalle 3 alle 10 ore al giorno per aggiornare i contenuti del suo sito ed ha una buona istruzione. E un buon portafoglio, aggiungono alla fine, fattore probabilmente preponderante dato l’alto consumo di tempo per mantenere il proprio blog aggiornato. Il 2% degli intervistati ammette che comunque il suo piccolo sito è anche la fonte principale di guadagno mensile, con un fatturato di almeno 5.000 dollari all’anno.

Tutti insieme i Bloggers immettono nella rete circa 900 mila interventi al giorno, con un aumento pari al doppio del numero dei blogs attivi dal 2002 ad oggi. Una crescita esponenziale che sembra non arrestarsi e che arricchisce ogni giorno di informazioni, commenti e “umanità” il freddo mondo dell’informatica che si basa unicamente su numeri, cifre e interconnessioni. Col tempo, siamo certi, nel glossario di informatica il termine “blogger” avrà un posto d’onore.

4th novembre, 2008

Da Febbraio 2009 il Canone Telecom sarà più caro

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Da febbraio 2009 il Canone telefonico aumenterà di circa un paio di euro; le famiglie saranno chiamate a pagare una bolletta del telefono più cara.

La controtendenza del mercato (e della tecnologia) italiano non ha davvero limite. Anzichè scomparire, come sarebbe auspicabile, il canone telefonico aumenterà. L’odiosa tassa che tutti siamo chiamati a pagare all’ex monopolista Telecom, e che serve ufficialmente a gestire e mantenere funzionante la linea telefonica e i servizi ad essa associati, da febbraio 2009 aumenterà di 1,26€ + iva al mese che, facendo due conti, arrivano a 1,512 € in ogni bolletta.

Altroconsumo, una delle più importanti rappresentanti online dei Consumatori aveva provato a fermare questo ennesimo rincaro di Telecom Italia, opponendosi in modo ferreo e organizzando pure una petizione online. Ma nulla sembra sia servito: gli italiani, in un periodo come questo di profonda recessione del nostro paese (meno soldi in tasca al mese) vanno spennati senza pietà. Dunque, aumentiamo. Anche il canone per le linee Wholesale (cioè quelle che Telecom “presta” agli altri operatori) subirà un ritocco di circa 1,70 €, quindi tutti coloro che hanno scelto una linea solo dati di gestori non Telecom Italia si ritroveranno molto probabilmente – anzi sicuramente – un piccolo aumento di un paio di euro.

Con tutti i nuovi proventi, Telecom Italia intende potenziare le infrastrutture esistenti per iniziare a costruire la rete di seconda generazione.

3rd novembre, 2008

In arrivo sul mercato Wind U120, il netbook secondo MSI

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MSI propone il suo nuovo netbook: Wind U120, riadattamento di nuova generazione del famoso U100. Caratteristiche, prezzi e le prime immagini.

Abbiamo già parlato di netbook, presentando l’Acer Aspire One, il piccolo nostrano che ha rivoluzionato il design “plasticoso e bianco” della linea degli EEEPC Asus, rendendo il portatile ultraleggero non solo maneggevole ma anche esteticamente gradevole. E’ ora il turno però di svelare un nuovo prodotto che rivoluzionerà ancora la gamma: il Wind U120. Potete trovare una bella presentazione in formato flash cliccando sul sito ufficiale a questo indirizzo. Qui sotto invece potete vedere due prime immagini del prodotto e leggerne le principali caratteristiche tecniche.

Arriverà sul mercato a giorni, dotato di alcuni elementi di punta e di sicuro interesse come uno schermo da 10 pollici (che lo rende dunque il più grande fra la categoria), 1GB di memoria RAM ed hard disk da 120GB oppure SSD da 20 o 40GB. Inoltre al suo interno troverà posto un modulo per la connettività 3G, che verrà sicuramente affiancato con una proposta contrattuale ad hoc dal gestore italiano di telefonia WInd.

L’ultimo punto è particolarmente interessante: per connettersi a velocità smodata (7.2 mega dell’Hsdpa) non sarà più necessario dunque acquistare a parte una chiavetta usb e poi installarla nel portatile: la sim troverà posto direttamente sotto il vano batteria, e dunque verrà alimentata dal pc stesso, che si trasformerà per l’occasione in una potente stazione di ricezione.

Per i costi, il netbook si allinea decisamente sopra la media dei concorrenti: l’MSI Wind U120 costerà infatti intorno alle 350 sterline, pari a circa 440 euro. E questo sarà solo il prezzo base: infatti indiscrezioni dicono che sarà disponibile in molteplici versioni, sia con hard disk da 120 GB che con una SSD da 20 o 40 GB.

Probabili quindi ulteriori ritocchi discount o particolari promozioni connesse con l’abbonamento Wind, soprattutto in vista delle festività Natalizie. Dove si sa, dobbiamo esser tutti più buoni. Commercianti compresi.

ps: una curiosità, che sicuramente per molti sarà solo un semplice ripasso. Se smontate il vostro pc fisso, è probabile che dentro vi sia un componente MSI. Infatti questa società da sempre si occupa di sviluppare, produrre e commercializzare schede madri.

Le immagini per questo articolo sono state prese dall’articolo su FudZilla.

2nd novembre, 2008

Vodafone lancia la penna usb di 10 mm per internet mobile

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Novità in casa Vodafone: ora la chiavetta usb per internet mobile è più sottile e può contenere dati di materiale. Un accessorio e 7.2 mega sempre con sè.

Il suo nome è Vodafone Internet Key E180/K3715, ed è una chiavetta usb prodotta dalla Huawei Technologies, azienda già nota nel panorama tecnologico per la realizzazione di altri prodotti informatici. Consentirà, con maggior semplicità per i possessori di un pc fisso o mobile con sistema operativo Microsoft Windows Vista ( o XP ) e Mac per via di una installazione “plug and play”, una connessione pari a 7,2 Mbps in ricezione e 2 Mbps in invio.

E fin qui, nulla di nuovo appare sotto il sole. Peccato però che con i suoi 10 mm di spessore è la chiavetta USB HSPA più sottile sul mercato tecnologico con possibilità di adattarsi anche a reti UMTS o ancora in GSM/GPRS. Ma se nemmeno questo fosse sufficiente a destare la vostra curiosità ecco la chicca: all’interno della penna usb è presente anche una memoria flash da ben 8 GB (attravero microSD card) e quindi la possibilità di non sfruttare più altri archivi rimovibili per portare con voi documenti, musica, film e tutto ciò che volete avere sempre nella tasca.

Infine, per i perfezionisti, il prodotto supporta una serie di servizi utili quali SMS/MMS, PC voice, rubrica telefonica, visualizzazione del flusso e statistiche di traffico.

2nd novembre, 2008

Google pensa di trasferire i suoi server in mare

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Trasferire i server di Google in mare forse non è una idea così bizzarra come si pensa: potrebbe infatti funzionare davvero. Commentiamo i primi dettagli.

Sembra un’idea strampalata, quasi campata in aria, e invece c’è un fondo – tutto marino a quanto pare – di verità. Secondo indiscrezioni che girano in rete da qualche giorno, Google avrebbe intenzione di trasferire un primo segmento dei propri servers – tecnicamente, un datacenter – su delle piattaforme collocate al largo, a pochi chilometri dalla costa. Secondo i tecnici del colosso infomatico, sarebbe più semplice in questo modo raggiungere anche i più lontani meandri del pianeta e non doversi preoccupare per calamità naturali che “a terra” possono sempre sorprendere un’azienda. Ma non è tutto qui: il moto ondoso potrebbe essere convogliato in apposite apparecchiature e sfruttato per il raffreddamento delle macchine stesse, messe a dura prova dall’enorme mole di lavoro giornaliera. Sarà solo googlescienza oppure vedremo fra qualche anno una piattaforma mobile marina di BigG? L’idea sicuramente rimane avvincente.

Improve the web with Nofollow Reciprocity.

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