25th novembre, 2008

Nell’anno 2012 la banda larga non sarà sufficiente per tutti

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La domanda di nuovi allacciamenti subirà un’impennata tale da superare l’offerta: il mercato della banda larga in crisi nel 2012. A dirlo la Nemertes Research.

E così, alla fine della leggenda, abbiamo anche una data precisa: il 2012. Secondo le ricerche americane, condotte da Nemertes Reasearch, la banda internet entro l’anno 2012 sarà al collasso perchè le richieste di connettività (domanda) avranno superato di gran lunga le possibilità tecnologiche (offerta). E non è colpa del p2p, ma prorprio di una architettura di accesso che andrebbe rivista, corretta e aggiornata in base a nuovi parametri: ad ogni utenza deve corrispondere una tipologia ben definita di accesso.

Peccato che così facendo viene meno quella che si definisce neutralità della rete (net-neutrality), ma di fronte a operatori sempre più in concorrenza sul centesimo che spingono le loro apparecchiature oltre alla portata massima, cosa si può fare? Si dovrebbe investire su nuove infrastrutture, finanziando la ricerca, quello spettro di scienza che nel nostro paese tanto florido non è (basta pensare ai molti cervelli che migrano all’estero per cercare fondi e strutture).

Ci aspettano dunque altri quattro anni di benessere connettivo, e poi code ancora più lunghe delle attuali per il download di contenuti, sia da programmi peer to peer che da siti web. Con buona pace dello streaming online.

(tratto da Punto-Informatico)

22nd novembre, 2008

EhiBid.it, il sito di aste al ribasso messo all’asta su eBay

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L’amministratore di EhiBid.it ha deciso di mettere all’asta il suo sito web. E ha scelto eBay.it per pubblicizzare la sua iniziativa. Vediamo come sta andando.

La notizia è rimbalzata velocemente nelle comunità e nei forums dedicati ai webmasters: su ebay c’è un’asta molto interessante da seguire, è in vendita EhiBid.it. Ovviamente ogni giorno il mercato dei domini e siti internet (i domini, spiegato in modo semplicistico, sono i nomi dei siti) si rinvigorisce di nuove offerte, ma senza dubbio un nome così importante non può passare inosservato. Infatti EhiBid.it è un sito che gestisce le famose “aste al ribasso”, un settore di cui abbiamo già parlato nel nostro appronfondimento di qualche settimana fa, Le aste al ribasso online: abilità o gioco d’azzardo illegale?. Il nostro punto di vista è stato molto duro, e ha sollevato anche la perplessità di qualche blogger.

Ma torniamo al dominio messo su eBay, la cui pagina d’asta è raggiungibile cliccando qui. Nel momento in cui viene pubblicato questo articolo (cioè pochi minuti dopo la mezzanotte) l’asta ha raggiunto quota 501 euro e le offerte registrate sono 16. Tra gli offerenti si alternano utenti con feedback nullo (cioè che non hanno ricevuto alcun “voto” dalla comunità) e utenti già ben consolidati nell’ambiente eBay. Ma l’offerta appare ancora molto bassa, soprattutto per le aspettative dell’amministratore/venditore, che nella descrizione confida in una cifra più consistente dell’attuale. Non solo per il guadagno fine a se stesso, ma anche per allinearsi ad una tipologia di siti che in questo periodo sono molto ben frequentati nel nostro paese e non accennano certo a diminuire la loro prolificazione nella grande rete.

Seguiremo lo sviluppo dell’asta fino al termine, fissato per il 27 novembre prossimo alle ore 20:15.

21st novembre, 2008

Arriva la controproposta al disegno di legge Anti-BLOG

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Arriva la controproposta alla proposta di legge “Anti-Blog”. A presentarla è Roberto Cassinelli, membro della Commissione Giustizia della Camera.

Vi ricordate la proposta di legge “Anti-Blog“, che abbiamo commentato nel nostro articolo Fare il Blogger è una attività d’impresa: il governo si prepara ? Bene, ci sono novità interessanti. E’ nata, a cura di un noto membro del PDL la controproposta, ribattezzata “Salva-Blog”.

Roberto Cassinelli (Pdl), membro della commissione Giustizia della Camera, ha presentato una controproposta da lui ribattezzata “Salva-Blog” con l’intento di limitare la burocrazia ai soli siti internet che realmente sviluppano una attività economica, lasciando liberi i piccoli Blog personali. «Segniamo un deciso passo avanti» commenta sul proprio blog Cassinelli «rispetto alle proposte della sinistra che aveva ipotizzato l’inserimento di nuovi obblighi e di registrazioni per i blog. La legge risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni, senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli. Per questo mi piace ribattezzare la mia legge come legge “salva-blog” in piena antitesi con il ddl “ammazzablog” presentato dall’ex sottosegretario all’editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi».

Ma chi è Roberto Cassinelli? Dal suo profilo si può leggere: “Sono nato a Genova nel 1956, sono sposato ed ho due figli. Svolgo la professione di avvocato. Ho sempre avuto la passione per la politica; sono stato eletto al Consiglio Comunale di Genova, per la prima volta, a 25 anni. In Forza Italia sin dalla sua nascita, oggi sono Deputato del Popolo della Libertà.” Potete visitare anche il suo Blog , dove l’Onorevole ha pubblicato il testo integrale della proposta ( clicca qui ), oppure ancora inviare all’indirizzo e-mail salvablog@robertocassinelli.it tutto ciò che si ritiene utile ai fini della stesura della controproposta stessa.

“E’ una legge che applica l’art. 21 della Costituzione e libera blog, social network e community dai lacci e lacciuoli stabiliti dalla legge per i prodotti editoriali”. Roberto Cassinelli presenta così la sua proposta di legge, recante modifiche all’art. 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, che rischia di individuare come “prodotto editoriale” – sottoponendola alla relativa normativa – anche la diffusione on-line di opinioni e di libera circolazione delle idee. “Questa proposta di legge – spiega ancora Cassinelli – limita l’estensione degli obblighi di cui all’art. 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 7, ai soli prodotti editoriali realizzati su prodotto cartaceo, escludendo perciò la registrazione in tribunale di ogni sito internet. Tale obbligo permane soltanto per i cosiddetti ‘giornali on-line’, ovvero quei siti internet simili, se non identici, alla stampa tradizionale, con una redazione giornalistica regolarmente stipendiata e con la vendita di spazi pubblicitari al proprio interno“. Sono questi ultimi, in estrema sintesi, i criteri, puntualmente codificati, che la proposta di legge Cassinelli individua in sette punti diversi, ricorrente uno dei quali fa scattare l’obbligo di iscrizione in tribunale per quei siti che abbiano come scopo “la diffusione o la pubblicazione di notizie di attualità, cronaca, economia, costume o politica”. Dal punto di vista politico, Cassinelli ricorda che la legge da lui proposta “risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni, senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli. Per questo mi piace ribattezzare la mia legge come legge ‘salva-blog’ in piena antitesi con il ddl ‘ammazzablog’ presentato dall’ex sottosegretario all’editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi”. Quel testo, lo ricordiamo, prevedeva l’iscrizione al Registro degli operatori della Comunicazione per tutti i blog. “Una misura assolutamente illiberale e inaudita che metteva il bavaglio alla libera circolazione delle idee” conclude Cassinelli, “per cui apprezziamo che lo stesso onorevole Levi abbia deciso di fare retromarcia ritirando il capitolo della sua proposta dedicato ad Internet”.

(tratto dall’intervento CASSINELLI (PDL) PRESENTA UN DDL “SALVA-BLOG”)

19th novembre, 2008

Perchè il 70% degli italiani preferisce Telecom Italia?

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Attualmente ben il 70% degli italiani sceglie Telecom Italia come società telefonica. Siamo lenti a cambiare oppure è un discorso di qualità?

Navigando nel web, mi sono soffermato a riflettere sulle parole di un commento inserito da un appassionato di connettività, casualmente mio omonimo, nella rubrica “Il Salvaprezzi” del Corrriere della Sera (www.corriere.it). Leggetelo, è davvero interessante.

Se Telecom ha il 70% del mercato è perchè il 70% dei clienti rimane in Telecom e non emigra massicciamente verso altre compagnie, non perchè telecom è monopolista. Ognuno è libero di scegliere la compagnia telefonica che vuole. Tra l’altro i costi per passare ad altre compagnie, sfruttando le continue campagne pubblicitarie, possono essere praticamente zero. Dunque chiediamoci perchè ben il 70% degli italiani rimane con telecom e, aggiungo io, perchè molti, dopo esperienze con altri gestori, ritornano esasperati in telecom. [...] Come mai? Come mai la domanda della campagna pubblicitaria di tele2 “perchè pagare di piu?” non ha i risposte? Io mi sono fatto alcune idee in proposito e su questo telecom non c’entra, anzi. Ho l’impressione che la comparsa dei nuovi operatori abbia fatto del bene a telecom: una cosa è gestire un mercato da monopolista come fece telecom fino ad anni fa, una cosa è un mercato dove c’è la possibilità del confronto su tutto, non solo sui prezzi. Questo mercato è attivo da anni e se si è attestato su queste posizioni è perchè dal confronto, pur con le sue tariffe obbligatoriamente più alte per legge, telecom ne esce rafforzata.[...]
Cordiali saluti al forum
Bruno
( link originale dell’intervento )

In effetti Bruno non ha torto e ha colpito un punto critico dell’offerta telefonica italiana: sebbene le società telefoniche (non Telecom) propongano prodotti a minore costo, l’assistenza e l’affidabilità maggiore sono caratteristiche dei clienti Telecom Italia. L’esasperazione dei clienti Tele2, Wind, Tiscali, e di molte altre società deriva proprio dal fatto che quest’ultime non hanno nel proprio organico personale tecnico qualificato nè la possibilità di gestire autonomamente in loco le apparecchiature di rete. Affidando quindi questa competenza tecnica alle mani dei tecnici Telecom, ne deriva un allungamento dei tempi di risoluzione dei disservizi, e un conseguente calo del livello di soddisfazione dei clienti.

E voi, lettori di questo blog, cosa ne pensate?

19th novembre, 2008

Vodafone accellera e arriva a 14.4 megabit in mobilità

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E’ ancora di Vodafone Italia il primato della connessione mobile più veloce: 14.4 megabit al secondo. E c’è la promessa per un 2009 mobile in 12 comuni digital divisi.

14.4 megabit al secondo: il primato è di Vodafone Italia. La società telefonica lo annuncia insieme a Paolo Romani, sottosegretario alle Comunicazioni e radunando un buon numero di giornalisti. Perchè si sa, la stampa è sempre importante: rappresenta visibilità e promozione per un’azienda come Vodafone che da sempre ci tiene ad essere presente alle sfide sulla connettività mobile. E di sfida si può davvero parlare, perchè sebbene le tariffe italiane sono ancora assurde (troppo alte), Vodafone pensa già ad una vera e propria rivoluzione della connessione a banda larga ritenendo di poter in pochi anni coprire l’intero paese con i servizi HSDPA.

“In Italia – ha dichiarato Paolo Bertoluzzo, amministratore delegato di Vodafone Italia – l’8 per cento della popolazione risulta ancora priva della connettività DSL. Un utile contributo a ridurre questo divario può arrivare dalle potenzialità offerte dalle infrastrutture di accesso radio, eventualmente anche condividendole tra gli operatori. In tre anni, con un investimento stimabile in meno di 500 milioni di euro, sarebbe possibile ridurre all’1 per cento la popolazione non raggiunta dalla banda larga” (intervento tratto da Punto-Infomatico.it).

Ma ecco la bomba finale: Vodafone per tutto il 2009 intende, una volta al mese, coprire un comune oggi sprovvisto di banda larga. Quindi nel prossimo anno dodici comuni fortunati si ritroveranno a poter navigare con l’operatore mobile. Noi, da veri golosi, aspettiamo solo il momento di pubblicare la lista dei 12 fortunati comuni.

18th novembre, 2008

myTechnology.eu mette in palio due R4 Revolution con MicroSD

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Con un commento puoi vincere ben due R4 Revolution con microSD per Nintendo DS e DS Lite sul blog myTechnology.eu . Perchè non provare?

Se vi piacciono i siti che offrono premi in cambio della vostra partecipazione, non potete certamente mancare all’iniziativa del Blog myTechnology, che offre, per coloro che aderiranno, due R4 Revolution con microSD per Nintendo DS e DS Lite. L’amministratore del Blog, Paolo Colombo (per la rete “Reloaded”) ha messo infatti in palio due R4 ai fortunati due estratti di una maxi estrazione che si svolgerà domenica 23 novembre.

Ma vediamo come si partecipa: per i partecipanti lettori, sarà unicamente richiesto l’inserimento di un commento sull’articolo dell’iniziativa (che potete raggiungere cliccando qui) prestando attenzione ad immettere un indirizzo e-mail attivo e funzionante. Ovviamente, non saranno presi in considerazione commentatori furbi che vorranno deprecabilmente spammare cercando di aumentare le possibilità di vincita. I proprietari di siti e blog, invece, hanno la possibilità di ottenere anche un ulteriore “biglietto” qualora decidano di segnalare l’iniziativa sulle loro pagine. Anche in questo caso si richiede di assolvere ad un’unica formalità: il sito che sponsorizzerà l’iniziativa deve essere attivo da almeno un mese.

Il termine dell’iniziativa è giovedì 20 novembre 2008 alle ore 24:00, e gli eventuali commenti inseriti dopo non saranno ritenuti validi, perciò, ci sono ancora poche ore per poter partecipare all’estrazione finale.

Cos’è l’R4 Revolution? Si tratta di una cartuccia utilizzata per realizzare backup di giochi, per riprodurre musica, video (solo in formato DPG) e file di testo su console Nintendo DS e Nintendo DS Lite. Questa flashcard viene inserita direttamente nello Slot-1 della console di gioco e necessita solo di una scheda di memoria microSD . Spesso è utilizzata anche per caricare sulla console giochi prelevati gratuitamente da Internet o da reti P2P; tale pratica è legale in Italia solo se si è in possesso della copia originale del gioco. (Fonte: WikiPedia)

In bocca al lupo!

17th novembre, 2008

PC sottocosto contro la crisi economica, ma niente qualità

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In questo periodo di crisi economica il commercio sforna continuamente offerte di notebook a prezzi scontatissimi. Ma la qualità ne risente.

Come già tutti i lettori di questo Blog sanno, l’economia nel nostro paese sta attraversando un periodo di grandissima difficoltà. Le grandi banche mondiali falliscono oppure per salvarsi sono pronte ad aggrapparsi ai pantaloni dello Stato; le imprese licenziano i dipendenti che non corrono i cento metri in due secondi netti dall’ufficio al bagno e le famiglie non arrivano alla fine del mese.

Sebbene molti giornalisti abbiano dichiarato che l’informatica è un settore, sottoinsieme delle nuove tecnologie, immune a questo disastro economico, non è affatto così. Ma facciamo un esempio concreto. Ipotizzando che questo crack finanziario non fosse mai avvenuto, a quest’ora sarebbe già dovuto avviarsi il salto di qualità verso i portatili con il dispositivo Blu-Ray integrato ad un costo economicamente accessibile. Questo perchè, come abbiamo potuto scoprire ieri, Sony sta preparando una carrellata di titoli Disney e di Film in tale formato per una vendita di massa nel periodo natalizio, nella speranza di fare breccia sul mercato col nuovo formato ad alta definizione. Invece il mercato dei computer si è bloccato nel proporre offerte su oggetti di qualità e valore altamente discutibili, dove non c’è spazio per la nuova frontiera come, appunto, il lettore Blu-Ray o il Wireless N. Queste particolarità si possono avere solo a fronte di una spesa consistente che supera talune volte i mille euro. Questi pc super-scontati, che spesso sono computer portatili, sono veri e propri fondi di magazzino che valgono molto meno di quanto vorrebbero farci credere. Altra nota poi, sono finiti: non è possibile espanderli ulteriormente, quindi chi vorrebbe un giorno aumentare la Ram o cambiare l’hard disk, si troverebbe con le mani legate. La connettività poi è spesso deficitaria del bluetooth, un elemento oggi indispensabile per collegare telefonino o unità esterne opzionali. Fra pochi mesi, non varranno nemmeno la metà di quanto pagati, diventando inutili fardelli domestici. Windows 7, ovviamente, non potrà essere supportato da hardware così striminzito, e quindi sarà necessario rimanere con sistemi operativi poco aggiornati e conseguentemente poco sicuri (a meno che non si abbracci Ubuntu).

Quindi, se avete in mente di acquistare un nuovo computer, un nuovo televisore HD o lettori ad alta definizione da tavolo, aspettate pazienti il nuovo anno o quantomeno il vicino periodo natalizio. Questo sarà un Natale molto magro per il commercio, e chi avrà occhio per scegliere e un pizzico di fortuna, potrà fare ottimi affari. Ricordatevi sempre che i venditori devono vendere per forza i loro prodotti; noi acquirenti invece, non abbiamo alcun obbligo di acquisto.

16th novembre, 2008

Fare il blogger è una attività d’impresa: la Partita IVA

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Se avere un Blog con Google Adsense o altri prodotti diventerà come dirigere una impresa, servirà la Partita IVA. Ma quando, e in quale caso, bisogna aprirla?

E’ di pochi giorni fa la notizia che la Commissione Cultura della Camera ha riaperto il dossier sui blog e sui suoi protagonisti, da noi riassunta e commentata nell’articolo Fare il blogger è una attività d’impresa: il governo si prepara. Ed è proprio da uno dei commenti dell’articolo, quello del Blogger Reloaded (www.mytechnology.eu), che oggi vogliamo iniziare una interessante – e speriamo rivelatoria – campagna di informazione sull’argomento. La bozza contenuta nel dossier che riguarda i blog (e i blogger) prevede che qualsiasi sito internet che al suo interno ospita Google Adsense, banner pubblicitari, affiliazioni esterne o qualsiasi forma di sponsorizzazione che convogli denaro nelle tasche del proprietario dello spazio stesso sia definita come attività d’impresa. Senza mezzi termini: è un lavoro, una occupazione. Forse non la prevalente nella vita contributiva di una persona, ma a pari modo deve essere tassata perchè se ciò non avviene, si viene ritenuti evasori.

E su questo punto nel web si trovano i commenti e i consigli più fantasiosi e disparati, che spesso portano in errore il giovane contribuente o lo demoralizzano perchè stigmatizzano costi da capogiro, insostenibili per poche centinaia di euro l’anno. C’è anche chi parla di un limite a 5000 euro: sembrerebbe infatti, che non sia necessario aprire la Partita IVA se non si supera questo limite. Anche in questo caso il bianco si mischia con il nero diventando un irreale grigio: in realtà non esiste un limite prima di procedere all’apertura di una regolare Partita IVA.

Per stabilire in modo concreto come stanno le cose e cosa prevede la legge italiana, è necessario affidarsi a persone qualificate nel loro settore. Riporto quindi sul Blog il video del Dott. Valentino Spataro, esperto nel campo fiscale che collabora con i webmasters già da molti anni attraverso il sito www.civile.it/internet .

13th novembre, 2008

Il Blu Ray soffre la crisi dell’economia, a rischio il mercato di Natale

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La crisi economica si fa sentire anche nel mercato tecnologico: la prima azienda a sollevare la bandiera bianca è Sony, preoccupata per il suo formato Blu Ray.

A cosa serve produrre apparecchiature ad altissima definizione video se poi i consumatori non hanno soldi per comprarle? E’ questo, molto semplificato, l’interrogativo preoccupante che si pongono in queste ore gli esperti negli uffici Sony. Mancano poche settimane a Natale, e la crisi economica mondiale si fa sentire benissimo. Il Blu Ray, fiore all’occhiello tecnologico del Natale 2008 si sta trasformando in un prodotto “snobbato” dalla massa, molto più interessata ai lettori DVD con la funzione “upscaling”.

Questa funzione – upscaling – permette di migliorare, nei limiti dell’ovvio possibile, le immagini dei normali DVD video adattandole per essere trasmesse nei televisori HD (High Definition). Da ciò ne deriva che chi poteva essere interessato all’acquisto di unità Blu Ray preferisce l’alternativa upscaling, molto più conveniente sul mercato. Alcuni analisti sono pronti a giocare la carta dei film Disney ad alta definizione: con questo si vorrebbe creare una sorta di maxi tampone e iniziare a vendere un bel pò di dischi.

Ma è inutile cercare di arrampicarsi sullo specchio: il popolo non ha soldi, e se li ha, servono per cose molto più importanti del Blu Ray di Sony.

13th novembre, 2008

L’Authority dice SI all’aumento del canone Telecom

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Nonostante il periodo buio dell’economia italiana, l’Authority alle Comunicazione approva l’aumento del canone Telecom. 1,26 euro ogni due mesi.

E’ arrivato anche il nulla osta dell’Authority alle Comunicazioni: il colosso telefonico guidato da Franco Bernabè ha facoltà di aumentare il canone degli abbonamenti residenziali. 1,26 euro la cifra che si troveranno a pagare dal 1 Febbraio 2008 tutti gli utenti, esattamente quanto proposto da Telecom: a nulla sono servite quindi le contestazioni, le petizioni online di Altroconsumo e le sbracciate di Unione Consumatori. Il momento di crisi che sta attraversando il nostro paese dovrà fare i conti anche con l’aumento dell’abbonamento, che giustifica Telecom, era ormai stabile dal lontano 2002.

Con il nuovo introito, Telecom si sarebbe impegnata nell’organizzare un complessivo miglioramento della qualità del servizio, anche sviluppando nuovi investimenti nell’infrastruttura telefonica. Tuttavia, come rammenta Il Sole 24 Ore di oggi, rimangono ancora completamente oscuri i meccanismi per verificare l’effettivo utilizzo di questo “tesoretto” che lo Sceriffo di Nottingham riscuoterà tra pochi mesi.

“Continuate a risparmiare!” - frase tratta da Robin Hood, Walt Disney.

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