4th dicembre, 2008

Berlusconi proporrà un regolamento per il web nel prossimo G8

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Il Premier Italiano Silvio Berlusconi affronta il tema internet & Legge e propone il suo inserimento nell’ordine del giorno del prossimo G8.

Berlusconi propone di parlare del tema internet & web 2.0 nel corso del prossimo G8, la riunione degli otto capi di Stato più influenti al mondo. “Una proposta di una regolamentazione internazionale del sistema di Internet, in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo”, dice il Premier, ponendo le basi per creare un documento unico che regolamenti uno strumento oggi privo di regole politiche ma che continua ad espandersi a macchia d’olio.

Potrebbe essere l’occasione propizia anche per delineare congiuntamente soluzioni efficaci alle problematiche di diritti d’autore (ovvero nell’uso di file sharing o programmi p2p); sperimentare nuove tecnologie di ricerca per catturare i pedofili; ovvero ancora discutere sulla legge che vorrebbe imporre il Governo per la registrazione al RoC di tutti i blog che diffondono conoscenza.

L’unica cosa che fa storcere il naso oggi è che, a livello mondiale, il tema internet non rispecchia proprio il primo posto nelle priorità: ci sono molte situazioni ben più gravi che andrebbero celermente risolte. E non parlo della crisi economica, della social card, o dei titoli della Lehman Brothers: perchè non parlare un pò anche del genocidio culturale nel Tibet?

3rd dicembre, 2008

Beppe Grillo è pronto a portare il Blog in Svizzera

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Il comico genovese avverte forti pressioni minacciose sulla libertà digitale e predispone un piano per una fuga in Svizzera del suo BeppeGrillo.it.

Se ti chiami Beppe Grillo, sei un comico di successo che parla – male – della politica italiana e hai un blog che potrebbe essere oscurato, o peggio, chiuso, hai due possibilità: o ti metti in riga e segui la via del conformismo sociale, oppure scappi a gambe levate.

«Il blog rischia di essere chiuso – spiega il comico genovese alla redazione di Libero.it – Sì, mi sono scelto un angolino tranquillo e sicuro, ed è anche un posto carino. Se rischio di finire al gabbio sono pronto… Scherzi a parte, non ho paura di essere arrestato in Italia, ma il mio blog rischia veramente di essere censurato, oscurato, chiuso; e io voglio essere pronto per ripartire immediatamente in un Paese sicuro che me lo consente con Beppegrillo.ch o Beppegrillo.eu. Sono un po’ preoccupato perché ogni mese c’è qualche leggina, qualche decretino che riduce le libertà e che viene annunciato sempre per il bene della Rete».

Ma non è una fuga corporea, ma di dati: il trasferimento riguarderebbe solo il blog, non il comico, che vorrebbe continuare il soggiorno in Italia. Se mi dovessero impedire di continuare scrivere quello che voglio, lo trasferirei, conclude Grillo.

Fonte della Notizia: Libero Notizie.it
3rd dicembre, 2008

Anche Messina ordina una fetta di WiMax a Linkem

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Anche la Sicilia si prepara al varo ufficiale della tecnologia WiMax: il sindaco di Messina firma l’accordo strategico con Linkem per un 2009 “da leoni”.

Il Comune di Messina ha siglato un’accordo con Linkem per la realizzazione di un rete mobile WiMax che coprirà l’intera città e le relative frazioni. Lo scopo di questo accordo è portare finalmente la banda larga anche a coloro che ancora non ne hanno la possibilità e consentirà un collegamento in mobilità per sviluppare tutta la tecnologia VoIP, e-mail e multimedialità a portata di mano.

L’installazione fisica degli apparati sarà oggetto di lavori nel corso dell’anno prossimo, 2009.

(Comunicato Stampa ufficiale del Comune di Messina, tratto dal sito web)

Oggi, venerdì 28, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sala Giunta di palazzo Zanca, il sindaco Giuseppe Buzzanca e l’assessore alle politiche di e-government, Carmelo Santalco, hanno presentato l’intesa per la realizzazione di un sistema di telecomunicazione cittadino con la tecnologia Wi – Max, che consente l’interconnessione alla rete su grandi superfici facendo a meno dei collegamenti con fili o cavi.

L’accordo è stato firmato per il Comune, dal sindaco Buzzanca e dal dott. Daniele Rota, amministratore delegato della società Linkem SpA, società italiana di telecomunicazioni, che si è aggiudicata la licenza del Wi -Max in 13 Regioni italiane, tra cui la Sicilia, partecipando alla gara indetta dal Ministero delle Comunicazioni, e completata a marzo scorso.

Presenti all’incontro l’assessore alle politiche sociali, Pinella Aliberti; il presidente dell’AMAM, Domenico Battaglia e il vice prefetto, Antonio Contarino, per gli aspetti legati agli impieghi di protezione civile. Il sindaco Buzzanca ha evidenziato l’importanza dell’accordo di programma per le possibilità che l’applicazione delle nuove tecnologie potrà offrire per i servizi alla cittadinanza e ai disabili in particolare.

L’amministrazione comunale con l’intesa per la realizzazione della rete Wi -Max, totalmente finanziata da Linkem, potrà dotare Messina, prima città della Sicilia, di un moderno sistema infrastrutturale di telecomunicazioni radio che non ha bisogno dell’interramento del cavo e delle successive e costose opere di manutenzione. Grazie alla rete WiMax, a Messina si potrà avere il collegamento alla rete e navigare su Internet ad alta velocità, anche in mobilità.

L’intesa raggiunta costituisce, inoltre, una valida risposta per indicare una soluzione agevole nei riguardi della diffusione della banda larga al sud e per favorire il superamento del ritardo che il Paese ha accumulato nei servizi di interconnessione alla rete Internet. La Linkem SpA ha conseguito una solida esperienza nei collegamenti senza fili ( WiFi, Hiperlan e WiMax ) a servizio di centinaia di comuni sul territorio nazionale oltre che dei principali siti italiani ad alta pedonabilità (aeroporti, porti, reti autostradali, centri congressi).

Inoltre, gli elevati standard professionali raggiunti da Linkem, hanno consentito alla società di conquistare importanti piazze all’estero, come l’aeroporto JFK di New York, l’ òHare di Chicago e Heatrow a Londra.

2nd dicembre, 2008

Connessione wireless a energia solare? Si, è Meraki Solar

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Nuove frontiere nella tecnologia wireless: esiste anche il ripetitore alimentato dall’energia del sole. Lo produce Meraki, a Silicon Valley.

Un ripetitore Wireless che funziona a energia solare: esiste!. Si chiama Meraki Solar e viene prodotto dall’omonima ditta di Silincon Valley, la Meraki Inc. Ma non è una invenzione nuova: già nel 2007 infatti era presente questa soluzione per ridurre al massimo l’impatto ambientale dei cavi sottoterra, dei continui scavi stradali e delle spese che la cavetteria comporta. Infatti non sono da sottovalutare i costi di un intervento che annualmente i providers sono chiamati a sostenere per portare la connettività nelle nostre case, tra i quali vi trovano costi di manutenzione e continue richieste di permessi comunali per appalti di scavo su suolo pubblico. Al giorno d’oggi fanno uso di questi sistemi a energia solare un buon numero di centri commerciali, di studi medici e di piccole e medie imprese. Dal punto di vista delle prestazioni, anche di sicurezza, stiamo parlando di un sistema che supporta la cifratura WPA2, la gestione della banda per massimizzarne la qualità e la possibilità di creare e gestire SSID multipli.
E noi, in Italia, cosa aspettiamo a rendere la nostra vita meno legata ai fili che vorticosamente finiranno per strozzarci? Con buona pace dell’ambiente, che ringrazierebbe.
1st dicembre, 2008

Il problema non è il RoC, ma la responsabilità. A dirlo è un blogger

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Guido Scorza, blogger, in un commento pubblicato oggi su PI, parla di legge “anti-Blog” e punta il dito sul fattore responsabilità, andando oltre il senso comune.

Cari bloggers, il problema non è la registrazione del vostro blog o meno al RoC, il Registro per gli Operatori di Comunicazione, ma si deve ricercare altrove. A sostenerlo è Guido Scorza (www.guidoscorza.it) che oggi pubblica nelle pagine di Punto-Informatico un proprio commento sulla notizia che ha fatto il giro della rete in pochi giorni, ovvero la volontà da parte del Governo di rimetter mano alla legge “anti-Blog“.

Il problema della registrazione è un falso problema che non risolve le preoccupazioni che quanti hanno a cuore la sorte dell’informazione online dovrebbero nutrire e che, d’altra parte, si risolve con una norma più equilibrata di quelle che si sono sin qui proposte presi dalla foga del momento: basterebbe una norma che chiarisca che alla registrazione si possa procedere online e in pochi click nello stesso momento in cui si apre il proprio blog, che la registrazione è completamente gratuita (niente marche né balzelli), che non vi sono requisiti né limiti di sorta per ottenerla e che l’AGCOM potrà comunicare i dati acquisiti a seguito della registrazione esclusivamente all’Autorità giudiziaria nell’ambito di un procedimento avente ad oggetto l’eventuale responsabilità penale per il reato di diffamazione del titolare del blog o del sito internet di informazione.

Comprendo perfettamente la posizione di chi ritiene che la Rete debba essere libera ma, come insegnano i padri della Costituzione, non c’è libertà senza responsabilità ed è sacrosanto che chi esercitando una propria libertà ne abusi in danno altrui, si faccia carico dell’eventuale responsabilità da accertarsi, peraltro, nell’ambito di un processo che la stessa carta costituzionale vorrebbe fosse sempre giusto ed equo.
(tratto dall’articolo Internet è libera)

La posizione del blogger è condivisibile. Internet deve poter crescere e svilupparsi, ma non per questo può esimersi dal venir utilizzato con la dovuta responsabilità. E tu, lettore di questo blog, cosa ne pensi?

1st dicembre, 2008

Navigare in giardino o condividere la banda si può, con LinkSys

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LinkSys, divisione di Cisco, propone un access point semi-professionale per condividere la banda con i vicini o navigare in giardino. Conosciamolo meglio.

Il costo della connettività, soprattutto se il desiderio è una linea affidabile, è spesso molto alto. Così è diventata quasi una normale abitudine sociale condividere la propria linea con vicini o parenti e diventa importante scegliere uno strumento adeguato per passare la connettività fuori le “proprie mura”. La soluzione che presentiamo oggi è tecnicamente professionale e ad un prezzo abbastanza accessibile. Si tratta dell’Access Point di LinkSys WAP200E-EU.

Prodotto da LinkSys, ma di derivazione Cisco System, è un access point (802.11 b/g) a 54 Mbps da esterno che permette di coprire teoricamente una distanza, priva di ostacoli, pari a 200 metri. Si può installare direttamente fuori il proprio appartamento in quanto resiste all’acqua (senza tuttavia esagerare) e permette di condividere la propria connessione con altri 50 utenti. Se questi dati possono sembrare fin troppo brillanti per essere veritieri, in campo pratico è stato testato in situazione di copertura pari a 60-70 metri con impedimenti vari e con una connessione a 32 utenti.

I risultati sono stati brillanti: l’apparato è predisposto per le più alte forme di sicurezza, WEP 64bit/128bit, WPA-TKIP/AES, WPA-PSK, WPA-ENT e il comune controllo di accesso a livello di indirizzo MAC. Può gestire SSID multipli, in grado di collegarsi a reti VLAN individuali e quindi gestire separatamente il traffico di rete nelle varie zone di copertura.

Rimangono due piccoli problemi tuttavia da risolvere: il primo è la disponibilità di banda per condividere la medesima connessione in 32 o 50 persone; il secondo è il costo, che oscilla tra i 430 e i 700 euro, dipendentemente dal fornitore.

29th novembre, 2008

Scappano senza pagare il conto: ci pensa FaceBook

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Truffato da cinque clienti fuggiti dopo una cena sostanziosa a gambe levate e senza pagare il conto, un ristoratore australiano ricorre a FaceBook.

Il nome Peter Leary fino a pochi giorni fa non era molto conosciuto. E’ un giovane ristoratore, proprietario di un ristorante a Melbourne (Australia), dove un gruppo di cinque clienti con la scusa di fumare una sigaretta prima del dolce si sono dileguati alla fine di una sostanziosa cena a base di ostriche e vini pregiati.

E fin qui potrebbe essere una storia come tante. Ma il buon Peter, determinato a ottenere il maltolto (340 dollari) della cena servita, ha raccolto più dettagli possibili dai suoi camerieri presenti al momento della fuga. E così arrivò un indizio importante: uno dei clienti aveva chiesto informazioni su una cameriera non più in servizio e si era ripromesso di contattarla attraverso FaceBook. Ed è proprio questo il sito che Peter visitò qualche giorno dopo per rintracciare, in una fotografia comune, uno dei clienti insolventi, scoprendo così che lavorava in un ristorante concorrente poco lontano. Infatti su FaceBook, oltre alla fotografia, il poveretto aveva lasciato anche le proprie generalità.

Fu molto semplice, successivamente, contattare il gestore del locale concorrente per recuperare, dal cliente “beccato” su FaceBook, la somma dovuta maggiorata di una cospicua mancia.

Questa volta è proprio il caso di dirlo, sono “caduti nella rete”…

28th novembre, 2008

knock-out tecnico del Blog di venerdì 28 novembre

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Ci dispiace per il down di oggi pomeriggio.

Il Blog è rimasto isolato e irraggiungibile dai molti clicks giornalieri che – fortuna nostra e pazienza dei cari lettori – WikiBanda.it riceve quotidianamente dalle 16 alle 18 di oggi, venerdì 28 novembre 2008. Non sappiamo ancora con sicurezza a cosa è stato dovuto lo stop inatteso; sicuramente il customer care del nostro servizio di hosting ci risponderà al più presto, non appena tutto l’apparato tecnico sarà tornato pienamente funzionante.

Inseriremo ulteriori aggiornamenti non appena saranno disponibili.

28th novembre, 2008

Da Roma arriva una proposta di legge contro il P2P

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Una nuova proposta di legge contro il P2p appare nell’Ordine del Giorno della Camera dei Deputati. Un nuovo fuoco fatuo o l’inizio di una discussione?

La notizia è quasi, sempre, la stessa. Una nuova proposta di legge contro il p2p. Non cambia troppo l’idea di fondo, cioè impedire il più possibile la proliferazione di materiale privo di bollino SIAE, ma a dirlo questa volta è un’altra persona. La Camera dei Deputati ha votato un Ordine del Giorno proposto da Stracquadanio Giorgio (Popolo delle Libertà) per iniziare a far lavorare la giustizia contro il file sharing anche su base civile.

Il problema infatti è che, nelle moderne indagini, per scoprire il downloader abusivo occorre di fatto sviscerare la sua privacy, ledendo un suo diritto. Questo avviene perchè occorre metter mano – e occhi – alle trascrizioni delle connessioni, i  cosiddetti “logs”, file di immense dimensioni dove viene registrato ogni collegamento dell’utente. In questo Ordine del Giorno la Camera intende confrontarsi su questo tema: “la questione dell’obbligo di riservatezza dei dati rileva sempre più in termini di tutela dei diritti e delle libertà altrui, in particolare per il contrasto alla diffusione, tramite internet, di materiale protetto da diritto d’autore, il cui traffico illecito genera danni per centinaia di milioni di euro per autori e produttori”.

Mentre i politici italiani dibattono sul campo della priorità tra diritto privato e indagini delle forze di polizia, ieri il Consiglio d’Europa ha rifiutato l’emendamento 138, il cosiddetto “Sarkozy” (primo ministro francese), che puniva con la disconnessione le utenze che facevano uso di software peer to peer.

27th novembre, 2008

L’IPhone naviga troppo veloce: bloccato lo spot

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La pubblicità del nuovo IPhone 3G è ingannevole: nei 30 secondi commerciali navigherebbe troppo velocemente. A sentenziarlo è ASA, che ne ha bloccato la diffusione.

A sentenziarlo è stata l’Advertising Standards Authority ( A.S.A. ) inglese, che ha bloccato lo spot di Apple sul nuovissimo IPhone 3G. Il motivo è la denuncia arrivata da ben 17 consumatori, che uniti, hanno provato che il nuovo spot del marchio “della mela” è ingannevole. In questo filmato di 30 secondi infatti, il telefono da centinaia di euro naviga ad una velocità troppo alta per gli standard di rete mobile presente sul mercato. Insomma, c’è il trucco.

La difesa dell’azienda è stata molto semplice: “le prove eseguite in uno spot di pochi secondi sono semplificate al massimo ai soli fini di dare un’idea del prodotto“. Una scusante che non piace nè ai consumatori, che non ritengono di dover sempre sapere per filo e per segno tutte le sfacettature di una nuova tecnologia; tantomeno è piaciuta all’Authority, che ne ha impedito la diffusione finchè non sarà improntata una correzione. Sempre secondo l’azienda, la presenza della scritta in sovraimpressione «Le prestazioni posso variare in base al luogo» sarebbe basta a spiegare la divergenza prestazionale. Peccato che, quelle righe piccolissime, siano quasi invisibili e non sono mantenute in onda per un sufficiente di lettura. Un modello tuttavia, questo, tutto italiano.

Improve the web with Nofollow Reciprocity.

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