19th dicembre, 2008

Perchè il wireless pubblico non decolla?

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Teoricamente tutti i Comuni del nostro paese potrebbero installare nel territorio reti wireless e fornire connettività. Ma non lo fanno: cerchiamo di capire perchè.

Molto spesso nella rete leggiamo di notizie riguardanti installazioni, o presunte tali in via di sviluppo, di connettività wi-fi pubblica. Un modo quindi che avrebbero migliaia di residenti di una stessa città di collegarsi ad internet e di usufruire dei servizi più comuni, come la posta elettronica e la navigazione web. La gratuità per il piccolo utente sarebbe data dal Comune di residenza, che si accollerebbe la spesa, ovviamente inserendola a bilancio alla fine dell’anno. Fin qui sembrerebbe tutto bene, ma invece c’è un’amara sorpresa: dopo anni di discussione, di firme e di protesta, il wireless pubblico non decolla. A questo punto è il caso di fare alcune precisazioni sui motivi che han portato a questo collo di bottiglia tecnologico.

La prima motivazione è senza dubbio economica. La banda larga in Italia è cara, considerevolmente più cara degli altri paesi europei, e pertanto non può essere regalata “al primo che passa”. Da non sottovalutare che è saldamente ancorata ancora al cavo telefonico di Telecom Italia ed è difficile – spesso impraticabile – superare questo vincolo fra l’infrastruttura di rete fisica (doppino, armadio di distribuzione, DSLAM) e l’ex monopolista di mercato. Poi possiamo passare alla seconda motivazione, molto più intrinseca: la sicurezza. Quando si parla di banda larga solitamente l’immagine comune, anche dei non addetti ai lavori, è la faccia del downloader illegale, ovvero dello scaricatore di files detenuti illegalmente su internet. Il problema nasce proprio qui: una wireless libera consentirebbe la diffusione di materiale protetto da copyright, e dunque potrebbe scatenare cause legali da parte dei rispettivi proprietari. Questo secondo problema tuttavia potrebbe facilmente essere superato, come già si sta facendo, classificando tutti gli utilizzatori attraverso password di accesso alla rete univoche e quindi poi creando i relativi file di logs. Una procedura che è diventata d’obbligo anche per tutti i gestori di Internet Point.

Il terzo problema che vogliamo sollevare oggi è quello relativo alle onde radio. Negli ultimi dieci anni, con l’esplosione dei cellulari, abbiamo quantuplicato le apparecchiature che emettono onde elettromagnetiche, così tanto che nemmeno gli esperti ci hanno ancora chiarito le idee sulla loro pericolosità. Ma c’è una buona notizia: l’Health Protection Agency (HPA), un ente governativo americano che si è auto-incaricato di studiare il livello di pericolosità, ha poi dichiarato che non sono stati ancora diagnosticati nell’essere umano qualsivoglia forma di malessere dovuta alla connettività wifi.

15th dicembre, 2008

Su YouTube minacciano il suicidio? Tu, utente, devi segnalarlo

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YouTube inzia a mettere precisi paletti ai propri servizi online. E’ importante, secondo l’azienda, che tutto parta dal basso, dall’utente comune.

Vi siete mai imbattuti in un video dove il protagonista minacciava il suicidio? Se vi succede ancora, avete il dovere di segnalarlo allo staff di YouTube. E’ quanto emerso dai portavoce dell’azienda, che vogliono incoraggiare gli utenti del sito partner di Google a responsabilizzarsi tra loro. Questo perchè, sociamente, ogni comunità anche la più avanzata, abbisogna di regole per assicurare una serena convivenza tra le persone. E nella rete, luogo da sempre libero da responsabilità e (quasi) privo di comandamenti, è necessario crearne di condivise.

Quindi, le parole che si leggono oggi su YouTube sono “responsabilizzare” e “classificare”. Solo responsabilizzando non si arriverebbe ad un buon risultato: occorre scendere in campo con una azione decisa, anche per salvaguardare un popolo di giovanissimi usufruitori della rete: i minori di 13 anni. Ed è proprio in questo senso, che tutti i video con contenuti sessuali espliciti subiranno una vera e propria classificazione per impedirne la visione ad un pubblico giudicato “da salvaguardare”. E ancora, il difficilissimo problema del cyberbullismo dovrà essere domato con i nuovi strumenti che andranno a regime tra qualche giorno: le percosse gratuite alla persona portatrice di handicap su cui Google è stato chiamato a rispondere hanno lasciato un chiaro segnale preoccupante di quanto possa essere usato male l’anonimato che la rete offre.

12th dicembre, 2008

Connessione “ballerina”? il problema non è mai del cliente

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Le spiegazioni fornite ai call center degli operatori adsl troppo spesso sono incerte e deficitarie e mettono il cliente alla ricerca di problemi “fantasma”.

Capita a tutti, prima o poi, di avere un periodo di “adsl disturbata”. Succede quando la linea si disconnette sempre, talmente tanto che facciamo fatica a visitare il sito desiderato. In questi casi il segnale adsl (definito “portante”) viene rilevato dal modem/router, però il collegamento è incerto. Diventa, tecnicamente, un collegamento randomico. Allora inizia la fase due: chiamare il call center del proprio operatore.

La prima spiegazione che viene fornita al cliente è che qualcosa si è “inceppato” negli apparati di rete domestici. Un filtro adsl difettoso, la presa a muro forse provvista di spinotti e spinottini vari, il telefono che probabilmente non funziona più correttamente, il filo telefonico da sostituire. Il povero cliente viene dunque costretto ad estenuanti verifiche sulla propria residenza nonostante il problema manifesto sia recente dopo magari anni di normale attività.

Verifiche che nel 90% dei casi non portano a nulla, poichè il vero problema è quasi sempre riconducibile in centrale, dove è il tecnico a dover gestire nel modo migliore le risorse presenti. Con buona pace di chi vuole adsl sempre più veloci senza preoccuparsi della qualità del servizio.

11th dicembre, 2008

Telecom Italia presenta UEBBI, il wifi news portatile

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Telecom presenta UEBBI, piccolo gadget da spostare per la casa ed essere sempre connessi alla banda larga. Una soluzione utile?

Un mini schermo trasportabile in giro per la casa, sempre connesso alla banda larga: è l’ultima idea di casa Telecom. Nasce così Uebbi, un dispositivo (in foto) che può accedere ai principali contenuti audio, video e di informazione sul portale proprietario, Virgilio. La dotazione forse non è ancora il top, ma già possiede uno schermo da 3,5″ (come il Tom Tom piccolino) a cristalli liquidi, un sistema operativo basato su core Linux e, nemmeno a dirlo, un collegamento permanente WIFI alla rete casalinga.

Le funzioni sono tra le più disparate: oltre alla possibilità di collegarsi per visualizzare le notizie principali della giornata, può accedere alle radio in streaming, al servizio trailer di Dailymotion, alle previsioni del tempo. Può anche funzionare come piccolo lettore portatile di MP3, grazie alla presenza di uno slot di espansione per memorie SD.

Una soluzione utile per un mondo sempre più tecnologico, o solo un’altro dispendioso gadget il più delle volte inutilizzato?

10th dicembre, 2008

Un IP unico per ogni utente della rete: la strada giusta?

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“Assegnare un IP statico ad ogni utente della rete”, è la provocazione del Ministro Maroni ai media. Ma c’è chi ci ragiona sopra davvero.

Può sembrare una provocazione, ma sotto si nasconde una idea molto precisa: fornire ad ogni utente della rete internet un solo IP, sempre il medesimo, per tutti i collegamenti. E’ quanto è stato ipotizzato dal Ministro Maroni alla redazione de Il Mattino di qualche giorno fa. Un IP unico, ovvero un solo numero di identificazione per ogni utente, renderebbero molto più facili le operazioni di rintracciamento di pedofili, downloader illegali e furfanti che utilizzano l’anonimato della rete per perpetrare i loro crimini, come i terroristi.

Una soluzione condivisibile da chi non ha nulla da nascondere (la maggior parte di noi navigatori) ma fa subito spuntare due problemi: uno tecnico e uno burocratico. Il primo, tecnico, è che ogni ISP (il provider di accesso) ha una propria classe di indirizzi IP che assegna ai propri clienti in modo dinamico e dunque l’eventuale adozione di questo provvedimento renderebbe obsoleta tutta l’architettura di rete esistente. Il secondo è di natura burocratica: c’è un serio rischio di violare la privacy personale, quell’area emozionale-affettiva che riguarda il nostro più profondo io, dove non abbiamo piacere che esterni ne entrino in contatto.

9th dicembre, 2008

La RAI chiede un corposo aumento del Canone TV

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La crisi economica colpisce anche la RAI, che chiede subito un corposo aumento del canone TV. Anche chi ha un pc deve pagarlo.

In piena crisi economica, bisogna alzare le tasse. Lo sanno bene anche ai vertici RAI, che osano di più e chiedono un corposo aumento del canone televisivo. Nello specifico l’idea è di Cappon e Petruccioli, che ammettono come “la raccolta pubblicitaria diminuisce e non ha mai più raggiunto il livello che era stato raggiunto nel 2000. Quando negli anni precedenti cresceva del 10% rispetto all’anno prima”.

E allora come si fa a pagare gli stipendi dei conduttori, dei Festival di Sanremo (che qualcuno guarderà), dell’Isola dei Famosi e di tutti gli altri programmi? Ecco la ricetta: “il canone sarebbe insufficiente anche se il governo lo aumentasse di 1,5 euro all’anno”. Una soluzione per limitare l’evasione, sarebbe quello di legarlo a qualche altra bolletta, come ad esempio quella dell’energia elettrica.

Ma sulla qualità della nostra televisione pubblica, nessuno si esprime.

Fonte: Punto-Informatico.

9th dicembre, 2008

Anche WIND ha problemi di fatturazione nelle semiFlat

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Ennesimo bombardamento di telefonate ai centralini WIND: questa volta i clienti lamentano crediti “azzerati” nelle proprie SIM mobile.

Un errore tecnico ha mandato i centralini del call center della società telefonica WIND letteralmente a fuoco. Il problema è emerso per i clienti che hanno attivato l’offerta semiflat “Mega NoLimits”, una tariffa per internet mobile, che si sono trovati senza credito disponibile sulla propria sim. I clienti dunque non hanno potuto navigare e telefonare con il servizio, ma Wind è subito corsa ai ripari ripristinando nell’arco di 48 ore la situazione. A tutti i clienti sono stati riaccreditati i crediti telefonici “scomparsi”.

Ovviamente la mente corre veloce al simile “Caso TRE, dove anche quest’altro operatore mobile ha avuto un disguido tecnico e sempre per una tariffa semi-flat di navigazione mobile. Per sistemare tutti questi problemi, non sarebbe opportuno finalmente implementare una flat totale?

7th dicembre, 2008

Aspettando Natale… si prepara il blog!

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Come ogni buon blog che si rispetti, anche su wikiBanda.it stiamo provvedendo alla messa in opera delle decorazioni natalizie. Con un giorno di anticipo sulla data storica (secondo la quale sarebbe domani il giorno propizio per queste operazioni) abbiamo rivisto la testata del sito aggiungendoci qualche particolare che richiama la festività.

Carino il Babbo Natale che spunta dal camino, no?!

Per tutti coloro che sono partiti per il weekend “bianco”; un augurio di buon fine settimana e prestate attenzione alla strada quando rientrate :)

7th dicembre, 2008

Obama parla di istruzione, portando il web in ogni classe

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Il neo-presidente americano, Barack Obama, sta preparando la sua ricetta per l’America del futuro: più banda larga e un pc in ogni classe.

E’ inaccettabile che gli Stati Uniti siano solo al 15/o posto per quanto riguarda l’adozione della banda larga‘: queste le parole pronunciate dal neo Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Anche se la data di ingresso fisico alla Casa Bianca è fissata per il 20 gennaio prossimo, Obama inizia già a pensare ad internet a banda larga per tutte le scuole.

Ogni classe avrà un pc e si dovranno dunque moltiplicare gli accessi alla banda larga. La stessa modernizzazione del modello educativo americano si baserà principalmente su due punti: l’efficenza energetica, ovvero eliminando inutile sprechi di una risorsa come l’elettricità, e appunto, l’installazione di almeno un pc in ogni aula.

6th dicembre, 2008

Cliente Tele2? All’assistenza risponde l’Amministratore Delegato

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I Clienti Tele2 chiamano per lamentare disservizi sulle proprie linee. Ma a rispondere al telefono, a sorpresa, è Marco Bragadin, Amministratore Delegato della Società.

Capita spesso nei forum di settore di leggere alcuni “picchi” di clienti scontenti di uno o dell’altro provider. Tele2 ha voluto fare qualcosa di più per affrontare la clientela scontenta per le deludenti prestazioni delle linee ADSL. Il problema di fondo è senza dubbio la velocità effettiva, da molti utenti registrata ben al di sotto di quanto pattuito e una assistenza tecnica impreparata.

Ed è così che l’Amministratore Delegato della società, Marco Bragadin, si è recato personalmente alla sede dell’AntiTrust (dove giungevano le telefonate di protesta) e per una intera giornata ha voluto rispondere ai quesiti direttamente per telefono. L’iniziativa, seria e responsabile, è stata lodata tanto dal popolo degli internauti Tele2, quanto dal presidente dell’AntiTrust Antonio Catricalà, che sottolinea come occorre apprezzare la volontà di Tele2 al dialogo con i propri clienti.

L’immagine a lato è tratta dal sito ufficiale, www.tele2.it .

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