Perchè il wireless pubblico non decolla?
Aggancia il Feed! | Chiedi aiuto a SOSLinea | Scrivi sul Forum | Contattaci via e-mail | Leggi le FAQ!Teoricamente tutti i Comuni del nostro paese potrebbero installare nel territorio reti wireless e fornire connettività. Ma non lo fanno: cerchiamo di capire perchè.
Molto spesso nella rete leggiamo di notizie riguardanti installazioni, o presunte tali in via di sviluppo, di connettività wi-fi pubblica. Un modo quindi che avrebbero migliaia di residenti di una stessa città di collegarsi ad internet e di usufruire dei servizi più comuni, come la posta elettronica e la navigazione web. La gratuità per il piccolo utente sarebbe data dal Comune di residenza, che si accollerebbe la spesa, ovviamente inserendola a bilancio alla fine dell’anno. Fin qui sembrerebbe tutto bene, ma invece c’è un’amara sorpresa: dopo anni di discussione, di firme e di protesta, il wireless pubblico non decolla. A questo punto è il caso di fare alcune precisazioni sui motivi che han portato a questo collo di bottiglia tecnologico.
La prima motivazione è senza dubbio economica. La banda larga in Italia è cara, considerevolmente più cara degli altri paesi europei, e pertanto non può essere regalata “al primo che passa”. Da non sottovalutare che è saldamente ancorata ancora al cavo telefonico di Telecom Italia ed è difficile – spesso impraticabile – superare questo vincolo fra l’infrastruttura di rete fisica (doppino, armadio di distribuzione, DSLAM) e l’ex monopolista di mercato. Poi possiamo passare alla seconda motivazione, molto più intrinseca: la sicurezza. Quando si parla di banda larga solitamente l’immagine comune, anche dei non addetti ai lavori, è la faccia del downloader illegale, ovvero dello scaricatore di files detenuti illegalmente su internet. Il problema nasce proprio qui: una wireless libera consentirebbe la diffusione di materiale protetto da copyright, e dunque potrebbe scatenare cause legali da parte dei rispettivi proprietari. Questo secondo problema tuttavia potrebbe facilmente essere superato, come già si sta facendo, classificando tutti gli utilizzatori attraverso password di accesso alla rete univoche e quindi poi creando i relativi file di logs. Una procedura che è diventata d’obbligo anche per tutti i gestori di Internet Point.
Il terzo problema che vogliamo sollevare oggi è quello relativo alle onde radio. Negli ultimi dieci anni, con l’esplosione dei cellulari, abbiamo quantuplicato le apparecchiature che emettono onde elettromagnetiche, così tanto che nemmeno gli esperti ci hanno ancora chiarito le idee sulla loro pericolosità. Ma c’è una buona notizia: l’Health Protection Agency (HPA), un ente governativo americano che si è auto-incaricato di studiare il livello di pericolosità, ha poi dichiarato che non sono stati ancora diagnosticati nell’essere umano qualsivoglia forma di malessere dovuta alla connettività wifi.


Vi siete mai imbattuti in un video dove il protagonista minacciava il suicidio? Se vi succede ancora, avete il dovere di segnalarlo allo staff di YouTube. E’ quanto emerso dai portavoce dell’azienda, che vogliono incoraggiare gli utenti del sito partner di Google a responsabilizzarsi tra loro. Questo perchè, sociamente, ogni comunità anche la più avanzata, abbisogna di regole per assicurare una serena convivenza tra le persone. E nella rete, luogo da sempre libero da responsabilità e (quasi) privo di comandamenti, è necessario crearne di condivise.
Capita a tutti, prima o poi, di avere un periodo di “adsl disturbata”. Succede quando la linea si disconnette sempre, talmente tanto che facciamo fatica a visitare il sito desiderato. In questi casi il segnale adsl (definito “portante”) viene rilevato dal modem/router, però il collegamento è incerto. Diventa, tecnicamente, un collegamento randomico. Allora inizia la fase due: chiamare il call center del proprio operatore.
Un mini schermo trasportabile in giro per la casa, sempre connesso alla banda larga: è l’ultima idea di casa Telecom. Nasce così
Può sembrare una provocazione, ma sotto si nasconde una idea molto precisa: fornire ad ogni utente della rete internet un solo IP, sempre il medesimo, per tutti i collegamenti. E’ quanto è stato ipotizzato dal Ministro Maroni alla redazione de
In piena crisi economica, bisogna alzare le tasse. Lo sanno bene anche ai vertici RAI, che osano di più e chiedono un corposo aumento del canone televisivo. Nello specifico l’idea è di Cappon e Petruccioli, che ammettono come “la raccolta pubblicitaria diminuisce e non ha mai più raggiunto il livello che era stato raggiunto nel 2000. Quando negli anni precedenti cresceva del 10% rispetto all’anno prima”.
Un errore tecnico ha mandato i centralini del call center della società telefonica WIND letteralmente a fuoco. Il problema è emerso per i clienti che hanno attivato l’offerta semiflat “Mega NoLimits”, una tariffa per internet mobile, che si sono trovati senza credito disponibile sulla propria sim. I clienti dunque non hanno potuto navigare e telefonare con il servizio, ma Wind è subito corsa ai ripari ripristinando nell’arco di 48 ore la situazione. A tutti i clienti sono stati riaccreditati i crediti telefonici “scomparsi”.
Come ogni buon blog che si rispetti, anche su wikiBanda.it stiamo provvedendo alla messa in opera delle decorazioni natalizie. Con un giorno di anticipo sulla data storica (secondo la quale sarebbe domani il giorno propizio per queste operazioni) abbiamo rivisto la testata del sito aggiungendoci qualche particolare che richiama la festività.
‘E’ inaccettabile che gli Stati Uniti siano solo al 15/o posto per quanto riguarda l’adozione della banda larga‘: queste le parole pronunciate dal neo Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Anche se la data di ingresso fisico alla Casa Bianca è fissata per il 20 gennaio prossimo, Obama inizia già a pensare ad internet a banda larga per tutte le scuole.
Capita spesso nei forum di settore di leggere alcuni “picchi” di clienti scontenti di uno o dell’altro provider. Tele2 ha voluto fare qualcosa di più per affrontare la clientela scontenta per le deludenti prestazioni delle linee ADSL. Il problema di fondo è senza dubbio la velocità effettiva, da molti utenti registrata ben al di sotto di quanto pattuito e una assistenza tecnica impreparata.