Perchè il wireless pubblico non decolla?

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Teoricamente tutti i Comuni del nostro paese potrebbero installare nel territorio reti wireless e fornire connettività. Ma non lo fanno: cerchiamo di capire perchè.

Molto spesso nella rete leggiamo di notizie riguardanti installazioni, o presunte tali in via di sviluppo, di connettività wi-fi pubblica. Un modo quindi che avrebbero migliaia di residenti di una stessa città di collegarsi ad internet e di usufruire dei servizi più comuni, come la posta elettronica e la navigazione web. La gratuità per il piccolo utente sarebbe data dal Comune di residenza, che si accollerebbe la spesa, ovviamente inserendola a bilancio alla fine dell’anno. Fin qui sembrerebbe tutto bene, ma invece c’è un’amara sorpresa: dopo anni di discussione, di firme e di protesta, il wireless pubblico non decolla. A questo punto è il caso di fare alcune precisazioni sui motivi che han portato a questo collo di bottiglia tecnologico.

La prima motivazione è senza dubbio economica. La banda larga in Italia è cara, considerevolmente più cara degli altri paesi europei, e pertanto non può essere regalata “al primo che passa”. Da non sottovalutare che è saldamente ancorata ancora al cavo telefonico di Telecom Italia ed è difficile – spesso impraticabile – superare questo vincolo fra l’infrastruttura di rete fisica (doppino, armadio di distribuzione, DSLAM) e l’ex monopolista di mercato. Poi possiamo passare alla seconda motivazione, molto più intrinseca: la sicurezza. Quando si parla di banda larga solitamente l’immagine comune, anche dei non addetti ai lavori, è la faccia del downloader illegale, ovvero dello scaricatore di files detenuti illegalmente su internet. Il problema nasce proprio qui: una wireless libera consentirebbe la diffusione di materiale protetto da copyright, e dunque potrebbe scatenare cause legali da parte dei rispettivi proprietari. Questo secondo problema tuttavia potrebbe facilmente essere superato, come già si sta facendo, classificando tutti gli utilizzatori attraverso password di accesso alla rete univoche e quindi poi creando i relativi file di logs. Una procedura che è diventata d’obbligo anche per tutti i gestori di Internet Point.

Il terzo problema che vogliamo sollevare oggi è quello relativo alle onde radio. Negli ultimi dieci anni, con l’esplosione dei cellulari, abbiamo quantuplicato le apparecchiature che emettono onde elettromagnetiche, così tanto che nemmeno gli esperti ci hanno ancora chiarito le idee sulla loro pericolosità. Ma c’è una buona notizia: l’Health Protection Agency (HPA), un ente governativo americano che si è auto-incaricato di studiare il livello di pericolosità, ha poi dichiarato che non sono stati ancora diagnosticati nell’essere umano qualsivoglia forma di malessere dovuta alla connettività wifi.

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