Quel farmaco online che non ti salva la vita
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Una delle attività illegali che dobbiamo contrastare in rete è l’acquisto ( e la vendita) di farmaci, soprattutto di quelli che si possono ottenere solo con una specifica ricetta medica. I siti che offrono questi servizi, mascherandosi di continuo, sfuggono al controllo delle forze dell’ordine, diventando una minaccia per la salute pubblica. La prevenzione, come sempre, è la migliore alleata.
L’allarme proviene da Parigi, dall’Epfia, l’associazione europea delle aziende del settore farmaceutico, dove uno studio ha rilevato che sono in costante aumento le ordinazioni di farmici contraffatti (o comunque di illegale provenienza) su internet. Troppo spesso, infatti, è sufficiente ricercare su Google il nome del prodotto desiderato, scegliere uno dei tantissimi siti che si propongono come facili venditori e compilare il form con i dati della carta di credito. Si riceverà in seguito il farmaco a casa, imballato e – nemmeno a dirlo – anonimo.
Potrebbe essere anche un buon servizio a prima vista, di “facile” uso, peccato che spesso «Sono medicinali fasulli che nella migliore delle ipotesi non servono a nulla, a volte sono dannosi e persino letali», ci spiega Domenico Di Giorgio, responsabile per l’Agenzia del farmaco della lotta alla contraffazione e membro della task force europea. E quando si avvera la peggiore ipotesi, è difficile risalire al colpevole. Dapprima l’ordine viene inviato (dal sito del venditore) su un server nordamericano, il quale a sua volta smista le informazioni in paesi dell’est Europa, che a loro volta lo ri-smistano in Cina, Corea, Malaysia o Vietnam, da dove poi finalmente inizia la spedizione del prodotto. Questi siti, ovviamente, vengono ripetutamente aperti e chiusi, trasferiti in altri servers, cambiati con nuovi nomi, ma l’organizzazione è sempre la stessa.
Cosa si acquista più spesso? Illusioni. L’illusione con una pastiglia di perdere peso continuando a mangiare, l’illusione di un genitale maschile più da “macho”, droghe contro la depressione. Si arriva fino all’EPO, una sostanza (l’eritropoietina) che favorisce il trasporto dell’ossigeno nel sangue, spesso usata da alcuni ciclisti (doping).
Senza contare che la vendita di farmaci su internet (sia con ricetta che senza) in Italia è vietata dalla legge.


