La Chiesa censura il Papabanner: e la libertà di pensiero?
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Il famoso banner che ritrae il Pontefice mentre “condanna il blog” dopo tre anni di proliferazione viene rimosso dal web. Ne parla l’autore, Burbero Scontroso, e 500 webmaster, indignandosi.
E’ nato tutto per libertà di pensiero, racconta lo stesso Burbero Scontroso, nel suo blog ospitato nella piattaforma Splinder. Ma da quella che era solo una idea di un giovane ragazzo italiano, da subito battezzata come il “papabanner”, di strada ne ha fatta, anche fuori dei nostri confini linguistici. Ben 500 webmaster (su tutti, i blogger) avevano deciso di inserire nelle loro pagine il bannerino che ritrae il Pontefice mentre sotto riporta la frase ironica “Il Papa condanna questo Blog” o nell’altra versione “Sito Scomunicato”.
Non voleva tuttavia trasformarsi in un’ offesa contro il Pontefice, come dichiara lo stesso Burbero Scontroso, soffermandosi su questo punto: “Mi sembra chiaro, a parte il tono ironico, il significato: il banner etichetta in modo goliardico il sito come un luogo in cui si esprimono opinioni (filosofiche, politiche, chiamatele come volete) DIFFORMI da quelle della Chiesa Cattolica (si parla quindi di semplice diritto di critica). Le posizioni della Chiesa sono rappresentate dal Papa, suo principale rappresentante, solo per sineddoche, non si tratta di un attacco personale.
Il tono goliardico è dato dalle frasi. E’ ovvio, che non si tratta di frasi da me falsamente attribuite al Papa col malizioso intento di spacciarle per vere ai poveri gonzi là fuori, nessun sano di mente credo arriverebbe a pensare questo. La ragione viene dai metodi da crociata (per non dire da inquisizione) con cui molti esponenti della Chiesa, come Bertone o Bagnasco, stigmatizzano senza mezzi termini ciò che non li compiace, dando delle assassine alle donne che abortiscono solo per dirne una delle più infami. Mi pareva simpatico autoscomunicarmi per il mio ateismo filosofico e il mio laicismo politico, e così inserirmi idealmente tra le persone invise alla Chiesa”.
Ma cosa è successo? Tutto parte da una forte pressione da parte di alcuni esponenti della Curia, che evidentemente non hanno colto la medesima libertà di pensiero del Blogger e hanno optato per informare la Polizia Postale di una eventuale azione legale. La Polizia a sua volta ha avvisato l’azienda che fornisce lo spazio web a Burbero Scontroso, e così risalendo al Blogger, che si è ritrovato poi con il sito oscurato per precauzione.
Cosa succederà adesso? Apparentemente nulla, il caso finisce già qui. Perchè di fatto non c’è una denuncia in atto e quindi è da catalogarsi solo come un “caloroso consiglio a non rifarlo più” da parte della Curia. “Questa non è proprio censura in effetti, – sottolinea Burbero scontroso - ma un modo tutto italiano di ottenere lo stesso risultato: non è che ti impediamo di fare una cosa, tu la puoi fare, ma sappi che se lo fai dovrai vedertela con gente molto più potente di te che, magari anche a torto, può vincere in tribunale perché si può permettere dei buoni avvocati”.
Il PapaBanner avrà un futuro? Sembra di si, almeno leggendo le parole del suo creatore, che sottolinea la volontà di andare avanti. “Sposterò i banner su un server americano, li renderò a prova di ambiguità, darò al banner una pagina tutta sua fuori da questo blog (se la merita) e scriverò a tutti i siti che si schierano dalla parte dei laici e a quelli che combattono per la libertà di espressione“, parola di Burbero Scontroso.


