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	<title>WikiBanda.it &#187; Lato Oscuro</title>
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		<title>Anche la rete si scontra con il problema &#8220;pane&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 22:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>

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		<description><![CDATA[La rete non è solo tecnologia, computer e software ad alta velocità; è anche discussione di problemi, di carenze della nostra società e di idee. Anche noi parliamo dei 180 quintali di pane che ogni giorno avanzano, ma in chiave diversa.
La notiziona è apparsa ieri, in tutti i telegiornali nazionali, all&#8217;ora di pranzo, ed in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La rete non è solo tecnologia, computer e software ad alta velocità; è anche discussione di problemi, di carenze della nostra società e di idee. Anche noi parliamo dei 180 quintali di pane che ogni giorno avanzano, ma in chiave diversa.</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-996" title="Solo a Milano ogni giorno vengono gettati 180 quintali di pane..." src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2010/01/1257268848570pane.jpg" alt="" width="299" height="353" />La notiziona è apparsa ieri, in tutti i telegiornali nazionali, all&#8217;ora di pranzo, ed in rete dove &#8211; per primo il corriere (<a href="http://www.corriere.it" >www.corriere.it</a>) &#8211; ha commentato che <strong>ben 180 quintali di pane vengono buttati</strong> ogni giorno solo a Milano. Ora, premesso che i retroscena e tutto l&#8217;allegro carosello mediatico che ha circondato la notizia è facilmente rintracciabile semplicemente con una Googolata (oppure facendo click <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_04/pane_3df2af80-f902-11de-9441-00144f02aabe.shtml"  target="_blank">qui</a>), il punto che vorremmo evidenziare è un altro, e <strong>riguarda il problema &#8220;pane&#8221; in modo più &#8220;concreto&#8221;</strong>.</p>
<p>Il pane pronto alla mattina, quando molti di noi lo acquistano dal fornaio è soffice, croccante, caldo, e invitante. Ma già sotto mezzogiorno, quando ormai nelle case è adagiato nelle ceste di vimini per essere consumato, <strong>si innesca un processo</strong> che porta a due conclusioni: <strong>o diventa duro</strong> che l&#8217;unico modo per romperlo è prendere un martello, <strong>oppure diventa molliccio</strong>, disgustosamente filante, come fosse una gomma da masticare americana. Per non parlarne a fine giornata, dove ormai lo stato di durezza arriva ai limiti della sopportazione (nostra e del dentista), e non si trova altro rimedio che buttarlo via. <strong>Ovviamente questa considerazione</strong> sulla qualità del pane acquistato non viene certamente evidenziata dai noti giornalisti nostrani, <strong>molto più interessati ad intervistare il &#8220;povero&#8221; fornaio</strong>, che <strong>incassa fino a 6 Euro al kg</strong>, perennemente ritratto come colui che con fatica arriva alla fine del mese.</p>
<p><em>Cosa si può fare, allora?</em> Una proposta, provocatoria, potrebbe essere quella di non acquistare più il pane. <strong>Noi siamo troppo velocemente diventati la generazione del consumismo facile</strong>, del tutto pronto, di internet e della &#8220;leggerezza&#8221;. <strong>Già i genitori</strong>, senza andare troppo indietro nel tempo, <strong>facevano il pane in casa</strong>. E con ottimi risultati, perchè anche a distanza di giorni non diventa una suola da scarpe, ma restava sempre &#8211; quantomeno &#8211; masticabile. Senza dimenticare <strong>un notevole risparmio</strong>: un kilo di pane fatto in casa non è sicuramente costoso come lo stesso kilo di pane comprato dal fornaio. Ed <strong>alla semplicità di preparazione</strong>: in commercio ci sono centinaia di modelli di macchine per la sua preparazione. E&#8217; sufficiente inserire gli ingredienti, premere un bottone et&#8230; voilà!</p>
<p>Il pane è servito.</p>
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		<title>La nuova truffa su eBay arriva con il Vaglia Postale veloce</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 23:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto una piccola intervista fra me e Marco, un ragazzo che desiderava comprare un pc portatile su eBay e invece ha rischiato la truffa. 
Ti piace quell&#8217;oggetto. Lo vedi nel negozio sotto casa ma costa una montagna di soldi, e tu, che fatichi ad arrivare alla fine del mese, non puoi proprio permettertelo. Poi un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riporto una piccola intervista fra me e Marco, un ragazzo che desiderava comprare un pc portatile su eBay e invece ha rischiato la truffa. </em></p>
<p>Ti piace quell&#8217;oggetto. <strong>Lo vedi nel negozio sotto casa ma costa una montagna di soldi</strong>, e tu, che fatichi ad arrivare alla fine del mese, non puoi proprio permettertelo. Poi <strong>un giorno accendi il computer e visiti eBay</strong>, il sito d&#8217;aste internazionale. Scopri che <strong>c&#8217;è l&#8217;oggetto dei tuoi sogni, e costa la metà</strong>. Ti fai due conti in tasca: ce la puoi fare. Ma da qui in poi inizia la storia che raccontiamo oggi, sotto forma di intervista, con l&#8217;amico Marco che ci ha contattato per raccontarci la sua esperienza.</p>
<p><img class="size-full wp-image-807 alignleft" title="Massima attenzione alle truffe su eBay" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/11/ebaybassotti.jpg" alt="" width="282" height="187" /></p>
<p><strong>D: Allora, Marco, com&#8217;è iniziato tutto?</strong><br />
<strong>R: </strong>Stavo cercando, da qualche giorno, un pc portatile. La crisi nera che in questo periodo ricopre il mondo non permette certo di entrare in negozio e comprare l&#8217;ultimo modello, così, con un pò di slancio mi sono detto: &#8220;perchè non usare eBay?&#8221;. Dopotutto io sono uno studente, che lavoricchia saltuariamente. Quindi non ho molti soldi a disposizione.</p>
<p><strong>D: Bè, mi sembra una buona idea. Si trovano tante cose a buoni prezzi&#8230;</strong><br />
<strong>R: </strong>Anche io ho sempre pensato così. E nelle precedenti occasioni, trovandomi ad usare eBay per piccoli acquisti, tutto era sempre filato liscio. Fino ad oggi, purtroppo.</p>
<p><strong>D: Cos&#8217;è successo?</strong><br />
<strong>R: </strong>Vedi, Bruno, oggi le nuove truffe su eBay non sono più basate sullo phishing. Carpire i dati personali degli account è stato solo il primo passo. Oggi dobbiamo fare i conti col secondo passo importante: il fatto che usano poi questi account, all&#8217;insaputa dei legittimi proprietari, per istituire false aste online.</p>
<p><strong>D: Interessante&#8230; mi spieghi meglio come funziona la truffa?<br />
</strong>R: Come ti ho detto prima, il truffatore usa i dati che è riuscito ad ottenere grazie ad una attività di phishing. Con questi dati, accede al sistema eBay e crea un&#8217;asta. Solitamente propone in vendita oggetti di interesse, come ad esempio un portatile ultimo modello che in negozio costerebbe 1000 euro a poco più di 200 euro. Poichè solitamente le aste create sono multiple, riesce a recuperare un buon numero di offerenti.</p>
<p><strong>D: E poi?</strong><br />
<strong>R: </strong>E poi succede che questi offerenti arrivano, perchè il mondo è &#8211; per fortuna &#8211; pieno di brave persone. Queste stesse persone sono convinte di aver fatto un buon affare, probabilmente il migliore affare della loro vita&#8230;</p>
<p><strong>D: E invece hanno perso i soldi!</strong><br />
<strong>R: </strong>Si, ma non è così immediata la perdita. Quando l&#8217;asta arriva a conclusione, poniamo ad esempio che &#8220;vincano&#8221; 15 offerenti. Se il truffatore ha disposto, nell&#8217;esempio più semplice, 200 euro a oggetto senza rilanci, allora ha un potenziale di 3000 euro. Questo è il valore economico più basso, perchè in realtà ci possono essere infiniti rilanci d&#8217;asta e quindi il prezzo aumenta.</p>
<p><strong>D: Che metodo di pagamento chiedono in queste truffe?</strong><br />
<strong>R: </strong>Bravo, hai centrato il punto. Dopo la fine dell&#8217;asta, arrivano le e-mail con i dati per il pagamento. E&#8217; qui c&#8217;è un primo campanello d&#8217;allarme poichè spesso il testo è questo:<br />
<em>Grazie per l&#8217;acquisto, l&#8217;oggetto verrà inviato a pagamento ricevuto. Per pagamento accetto esclusivamente il Vaglia Postale Veloce. Ecco l&#8217;informazioni su quale deve effettuare il versamento: Nome: xxxx, Cognome: xxxxx, Indirizzo: xxxxxxxxxxxxxxx, Città: xxxxxxxx, CAP: xxxxx, TEL: xxxxxxx</em><em> Per la parola chiave del Vaglia Veloce la prego di mettere SALVE. Domani mattina aspetto la sua conferma di pagamento e dopo provvederò a fare la spedizione. Cordiali Saluti.<br />
</em>Con una piccola ricerca su Google si possono trovare molteplici discussioni, alcune perfino nel forum ufficiale di eBay stessa, dove gli utenti si avvertono circa le truffe di questo tipo. Solo a titolo di curiosità, ti lascio il link di <a href="http://forums.ebay.it/thread.jspa?threadID=600102170"  target="_blank">questa</a> pagina.<br />
TUTTE le truffe hanno numeri telefonici che ricorrono più volte, mentre i nomi e le località variano moltissimo. C&#8217;è chi, con lo stesso numero di cellulare, ieri era a Roma e oggi abita in Francia!</p>
<p><strong>D: Vaglia veloce postale?</strong><br />
<strong>R: </strong>Si, chiedono espressamente <a href="http://www.poste.it/bancoposta/vagliaonline/"  target="_blank">il vaglia veloce postale</a>. Ha un costo pari a 10 euro e quando hai bonificato la somma non riesci più a recuperarla, in quanto il beneficiario andrà a ritirarla in qualsiasi ufficio postale della sua zona. E poi, come nei migliori films, scapperà!</p>
<p><strong>D: Non ho capito però come hai fatto ad accorgerti che ti stavano truffando.</strong><br />
<strong>R: </strong>E&#8217; stato un mio scrupolo. Il nome dato automaticamente da eBay nell&#8217;email in cui mi avvisava di essermi aggiudicato l&#8217;asta e quello del beneficiario del vaglia non combaciavano. Ho telefonato al numero scrittomi e ho capito che la persona dall&#8217;altra parte della cornetta era uno straniero. Allora, senza esitare, ho cercato il numero e il nome su Google, scoprendo l&#8217;amara verità.</p>
<p><strong>D: Qual&#8217;è la tua opinione in merito a questi avvenimenti?</strong><br />
<strong>R: </strong>Non posso che disapprovare e cercare di diffondere il più possibile questa notizia in modo che altre persone non vengano truffate in modo così subdolo. Tuttavia eBay dovrebbe considerare l&#8217;ipotesi di aprire un canale di collegamento con gli utenti che hanno subito truffe di questa tipologia oppure &#8211; per loro fortuna &#8211; l&#8217;hanno scampata bella. Il web è fatto dalle persone, e da loro dev&#8217;essere guidato.</p>
<p>E noi, non possiamo che essere d&#8217;accordo con lui <strong>e denunciare a tutto il web queste attività illecite</strong>.</p>
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		<title>Chiedono aiuto via e-mail, voi cosa fate? Vi fidate oppure no?</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 11:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci hanno insegnato ad aiutare i bisognosi. Ma nel web 2.0 le richieste arrivano anche via e-mail. Ma sono ugualmente strazianti. E voi, cosa fate?
La e-mail di richiesta di aiuto familiare è senza dubbio la più straziante. Ormai ne riceviamo una alla settimana e spesso la cancelliamo senza troppo pensarci sopra, dato che la società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci hanno insegnato ad aiutare i bisognosi. Ma nel web 2.0 le richieste arrivano anche via e-mail. Ma sono ugualmente strazianti. E voi, cosa fate?</em></p>
<p>La <strong>e-mail di richiesta di aiuto familiare è senza dubbio la più straziante</strong>. Ormai ne riceviamo una alla settimana e spesso la cancelliamo senza troppo pensarci sopra, dato che la società ci ha insegnato che dietro ci sono spesso intere organizzazioni volte a truffarci. In queste e-mail, solitamente scritte in modo corretto <strong>e con forte sentimento umano dell&#8217;aiuto ai più bisognosi</strong>, vorrebbe nascondersi spesso <strong>una famiglia di origine poverissima</strong>, dove la madre (il padre mai, perchè la femmina statisticamente viene più aiutata; teoria sociologica) lavora ove c&#8217;è un collegamento ad internet. Assume quindi <strong>di aver trovato il vostro indirizzo elettronico nei meandri nella grande rete</strong> e vi scrive.</p>
<p>Ecco un esempio della più recente, arrivata stamattina in redazione, con una foto della famiglia:</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-796" title="La foto arrivata via e-mail" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/11/ourpicture-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /><em>Hi, My name is Elena, <strong>I am 31 year and I live in Russian</strong> province. I work in library and I use computer after work when it possible.<br />
<strong>I finded your address in internet </strong>and I decided to write you this letter.<br />
I have 7-year daughter Angelina, h<strong>er father abandoned us and we live with my mother</strong>.<br />
Due to the financial crisis in our country my mother lost job and our situation became very difficult.<br />
<strong>The prices for gas is very high</strong> in our region and we cannot use it to heat our home anymore.<br />
The winter is coming and weather become colder each day. <strong>We worry if the temperature will below 0 degrees in our home, we will not be able to survive.</strong><br />
For heating our home during winter we need portable stove which give heat from burning wood. We have many wood in our region, but we cannot buy the<br />
stove in local market because <strong>it costs equivalent of 193 Euros</strong> and very expensive for us.<br />
<strong>If you have any old portable stove</strong> and you don&#8217;t use it anymore, we will be very happy if you can donate it to us and organize transport of its to our address.<br />
We are located 200km from Moscow. This ovens are different, they made from cast iron and weight about 100kg.</em></p>
<p><em><strong>I downloaded our picture to free website </strong>and you can see it at:</p>
<p>http://elenaga.nextmail.ru/ourpicture.jpg</p>
<p>It is not of very good quality, but it will give you idea how we look.</em></p>
<p><em><strong>I pray for your help.</strong><br />
Elena.</em></p>
<p>Ora la domanda giusta da porsi è: come possiamo sapere <strong>se davvero questa stufa a legna arriva</strong> a destinazione? Voi <strong>sareste pronti a rischiare?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come difendersi dalle truffe dietro gli Annunci Gratuiti Online</title>
		<link>http://www.wikibanda.it/lato-oscuro/come-difendersi-dalle-truffe-dietro-gli-annunci-gratuiti-online/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 10:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni consigli utili (e gratuiti!) per difendersi dalle truffe online diffuse attraverso gli annunci gratuiti, una forte vetrina commerciale.
Sempre più persone, per risparmiare qualche soldino, utilizzano gli annunci gratuiti che si possono trovare su moltissimi siti internet. Possiamo averne un esempio visitando portali come AladinoAnnunci.com oppure Subito.it, dove fioccano ogni giorno nuove offerte di privati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Alcuni consigli utili (e gratuiti!) per difendersi dalle truffe online diffuse attraverso gli annunci gratuiti, una forte vetrina commerciale.</em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-700" title="Truffatori online: propongono prodotti su annunci gratuiti e poi scappano con i nostri soldi" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/10/ladro.jpg" alt="" width="109" height="106" />Sempre più persone, per risparmiare qualche soldino, utilizzano gli annunci gratuiti che si possono trovare su moltissimi siti internet. Possiamo averne un esempio visitando portali come AladinoAnnunci.com oppure Subito.it, dove fioccano ogni giorno nuove offerte di privati e aziende che affidano al web e al nuovo mezzo promozionale la vendita dei loro prodotti. Tuttavia <strong>troppo spesso dietro gli annunci gratuiti si nascondono persone senza scrupoli</strong>, che grazie all&#8217;anonimato che la rete conferisce loro, <strong>riescono impunemente a farsi pagare</strong> prodotti o servizi per poi sparire nel nulla, lasciando l&#8217;acquirente con la truffa in mano. Ma com&#8217;è fatto e come si riconosce un annuncio con ottime possibilità di essere una truffa?</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-701" title="Il truffatore è come il gatto e la volpe: fa leva sul desiderio dell'acquirente di possedere la merce a basso costo" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/10/truffa.jpg" alt="" width="200" height="155" />Solitamente l&#8217;annuncio è scritto in lingua italiana corretta, <strong>ha anche una foto del prodotto</strong> (il truffatore spesso ha realmente la merce) ma <strong>ciò che colpisce di più è senza dubbio il prezzo</strong>. E&#8217; concorrenziale, <em>troppo concorrenziale</em>: già questo dovrebbe insospettire il potenziale acquirente. <strong>Ricordate sempre, cari amici, che nessuno regala nulla, tantomeno sul web</strong>, quindi rintracciare proposte di vendita a 10 euro di un prodotto tecnologico di recente uscita sul mercato, è senza dubbio indice che dietro c&#8217;è qualcosa (o qualcuno) che non va. I truffatori più evoluti, tuttavia, <strong>si sono accorti che ormai troppe poche persone &#8220;abboccano&#8221; se l&#8217;esca è presentata in questo modo e così hanno iniziato a proporre prezzi maggiormente realistici</strong>. Il potenziale acquirente ha però ancora una potente arma in mano: il denaro.</p>
<p>Subito dopo aver visionato l&#8217;annuncio, infatti, <strong>il potenziale acquirente molto probabilmente invierà una e-mail per conoscere maggiori dettagli</strong> sul prodotto, sulla spedizione e sul pagamento. Ed è proprio in questo momento che è bene ricordare queste regole:</p>
<ul>
<li>Diffidare subito da chi scrive con grammatica correttezza l&#8217;annuncio <strong>e poi nella e-mail non riesce a mettere in ordine ben poche parole</strong> di italiano;</li>
<li>Andate <strong>sempre a ritirare la merce di person</strong>a. In questo modo la potete visionare, osservare, delinearne eventuali imperfezioni non citate nell&#8217;annuncio;</li>
<li>Scegliete, per favorire il ritiro a mano, <strong>oggetti vicini al vostro domicilio</strong>. Alcune tipologie di prodotto potrebbero necessitare di qualche giorno di test prima di definirsi realmente funzionanti e il vostro venditore potrebbe già essere &#8220;scomparso&#8221;;</li>
<li><strong>Mai, mai e poi mai, pagare prodotti o servizi con la carta PostePay</strong>. E&#8217; un metodo nato dagli adolescenti, cioè soggetti spesso privi di conto corrente, che scambiano cifre ridotte con determinati soggetti. Fino a 10 euro molti ritengono si possa rischiare, ma certamente oltre non è consigliabile. Una ricarica della PostePay, infatti, non è rintracciabile e recuperabile;</li>
<li>Convincete il vostro acquirente, qualora voi siate il venditore, che <strong>l&#8217;assegno, anche circolare, è sempre bene cambiarlo insieme in Banca</strong>, magari dopo un caffè in compagnia.</li>
</ul>
<p><strong>Il venditore o l&#8217;acquirente che, per qualsiasi motivo, fosse reticente</strong> a fornirvi ogni informazione inerente l&#8217;oggetto, l&#8217;acquisto o la vendita, <strong>è passabile di truffatore e va segnalato immediatamente allo Staff del Sito</strong> che potrà valutare anche la rimozione dell&#8217;inserzione.</p>
<p>Mettiamo in pratica queste piccole regole di buonsenso e rendiamo Internet un posto migliore.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CriminalSearches.com, il sito che pubblica le fedine penali</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 07:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva dagli Stati Uniti il primo sito che raccoglie tutte le fedine penali dei cittadini. Che gli altri cittadini &#8211; quelli per bene &#8211; possono consultare. Libertà di informazione o etichettatura?

Il primo tentativo, più per curiosità, si fa col proprio nome: ma purtroppo nessuno si chiama come me oltreoceano. O meglio, nessuno che ha commesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Arriva dagli Stati Uniti il primo sito che raccoglie tutte le fedine penali dei cittadini. Che gli altri cittadini &#8211; quelli per bene &#8211; possono consultare. Libertà di informazione o etichettatura?</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-289" title="CriminalSearch, il sito che ti fa conoscere i precedenti penali di chi vuoi tu" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/08/criminalsearch.gif" alt="" width="500" height="115" /></p>
<p>Il primo tentativo, più per curiosità, si fa col proprio nome: ma <strong>purtroppo nessuno si chiama come m</strong>e oltreoceano. O meglio,<strong> nessuno che ha commesso reati si chiama come me</strong>. Scopro quasi per caso <strong>il sito <a href="http://criminalsearches.com/"  target="_blank">CriminalSearches.com</a></strong>, navigando su e giù per un Blog di Libero, &#8220;Elaborando&#8221;. <strong>E&#8217; sufficiente inserite nome e cognome di una persona e potete comodamente visualizzare i precedenti penali</strong>, se è stato condannato negli Stati Uniti.</p>
<p>E&#8217; addirittura il sito stesso che <strong>vi consiglia di monitorare con particolare scrupolo alcuni conoscenti, tra i quali, vicini, operai vari, insegnanti, babysitter e governanti, amici dei figli</strong>. L&#8217;uso che potete fare delle informazioni son le più disparate: supponiamo ad esempio che volete assumere una babysitter per i vostri figli ma non vi piacciono le brutte sorprese. Sarà davvero semplice <strong>digitare il nome e cognome della persona interessata e verificare se magari non è fermata allo stop</strong> cinque anni prima.</p>
<p>Inutile soffermarsi a descrivere il successo del sito, che <strong>qualche giorno fa</strong> (30 luglio) <strong>ha pubblicato un avviso sulla possibile lentezza</strong>, proprio per il sovraffollamento di ricerche eseguite e l&#8217;alto traffico pervenuto.<br />
<strong>Un progetto di questo tipo in Italia solleverebbe sicuramente un vespaio</strong>. Mancata privacy, etichettatura dei delinquenti, soluzione socialmente non accettabile: solo per elencare tre aspetti. Tuttavia <strong>non si può non ritenere coerente</strong> ciò che l&#8217;America propone: anche noi italiani affidiamo spesso compiti delicati (e non serve andare certo ai piani alti, è sufficiente anche una babysitter, alla quale affidiamo il nostro unico figlio/a) a persone che non conosciamo, o che pensiamo non abbiano conti in sospeso con la giustizia.</p>
<p>E queste cose <strong>sarebbe molto meglio saperle</strong>. Possibilmente <strong>prima</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Chiesa censura il Papabanner: e la libertà di pensiero?</title>
		<link>http://www.wikibanda.it/lato-oscuro/la-chiesa-censura-il-papabanner-e-la-liberta-di-pensiero/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 12:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il famoso banner che ritrae il Pontefice mentre &#8220;condanna il blog&#8221; dopo tre anni di proliferazione viene rimosso dal web. Ne parla l&#8217;autore, Burbero Scontroso, e 500 webmaster, indignandosi.
E&#8217; nato tutto per libertà di pensiero, racconta lo stesso Burbero Scontroso, nel suo blog ospitato nella piattaforma Splinder. Ma da quella che era solo una idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il famoso banner che ritrae il Pontefice mentre &#8220;condanna il blog&#8221; dopo tre anni di proliferazione viene rimosso dal web. Ne parla l&#8217;autore, Burbero Scontroso, e 500 webmaster, indignandosi.</em></p>
<p><img class="size-full wp-image-208 alignright" title="Censurati i PapaBanner in rete, e la libertà di pensiero?" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/censura_0.jpg" alt="" width="327" height="275" /><strong>E&#8217; nato tutto per libertà di pensiero</strong>, racconta lo stesso Burbero Scontroso, <a href="http://burbero.splinder.com/post/17834222/Denuncia+per+il+Papabanner"  target="_blank">nel suo blog</a> ospitato nella piattaforma Splinder. Ma da quella che era solo una idea di un giovane ragazzo italiano, da subito battezzata come il &#8220;papabanner&#8221;, di strada ne ha fatta, anche fuori dei nostri confini linguistici. <strong>Ben 500 webmaster</strong> (su tutti, i blogger)<strong> avevano deciso di inserire nelle loro pagine il bannerino che ritrae il Pontefice</strong> mentre sotto riporta la frase ironica &#8220;Il Papa condanna questo Blog&#8221; o nell&#8217;altra versione &#8220;Sito Scomunicato&#8221;.</p>
<p><strong>Non voleva tuttavia trasformarsi in un&#8217; offesa</strong> contro il Pontefice, come dichiara lo stesso Burbero Scontroso, soffermandosi su questo punto: <em>&#8220;Mi sembra chiaro, a parte il tono ironico, il significato: i<strong>l banner etichetta in modo goliardico il sito come un luogo in cui si esprimono opinioni</strong> (filosofiche, politiche, chiamatele come volete) <strong>DIFFORMI da quelle della Chiesa Cattolica </strong>(si parla quindi di semplice diritto di critica). Le posizioni della Chiesa sono rappresentate dal Papa, suo principale rappresentante, solo per sineddoche, non si tratta di un attacco personale.<br />
<strong>Il tono goliardico è dato dalle frasi</strong>.  E&#8217; ovvio, che non si tratta di frasi da me falsamente attribuite al Papa col malizioso intento di spacciarle per vere ai poveri gonzi là fuori, nessun sano di mente credo arriverebbe a pensare questo. <strong>La ragione viene dai metodi </strong>da crociata (per non dire da inquisizione) con cui molti esponenti della Chiesa, come Bertone o Bagnasco, <strong>stigmatizzano senza mezzi termini ciò che non li compiace, dando delle assassine alle donne che abortiscono</strong> solo per dirne una delle più infami. <strong>Mi pareva simpatico autoscomunicarmi per il mio ateismo filosofico e il mio laicismo</strong> <strong>politico</strong>, e così inserirmi idealmente tra le persone invise alla Chiesa&#8221;</em>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ma cosa è successo? </span>Tutto parte <strong>da una forte pressione da parte di alcuni esponenti della Curia</strong>, che evidentemente non hanno colto la medesima libertà di pensiero del Blogger e hanno optato per informare la Polizia Postale di una eventuale azione legale. La Polizia a sua volta ha avvisato l&#8217;azienda che fornisce lo spazio web a Burbero Scontroso, e così risalendo al Blogger, <strong>che si è ritrovato poi con il sito oscurato per precauzione</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Cosa succederà adesso?</span> <strong>Apparentemente nulla</strong>, il caso finisce già qui. Perchè <strong>di fatto non c&#8217;è una denuncia</strong> in atto e quindi è da catalogarsi solo come <strong>un &#8220;caloroso consiglio a non rifarlo più&#8221;</strong> da parte della Curia. &#8220;Questa non è proprio censura in effetti, &#8211; sottolinea <em>Burbero scontroso</em> -  ma un modo tutto italiano di ottenere lo stesso risultato: <strong>non è che ti impediamo di fare una cosa, tu la puoi fare, ma sappi che se lo fai dovrai vedertela con gente molto più potente di te</strong> che, magari anche a torto, può vincere in tribunale perché si può permettere dei buoni avvocati&#8221;.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il PapaBanner avrà un futuro? </span><strong>Sembra di si</strong>, almeno leggendo le parole del suo creatore, <strong>che sottolinea la volontà di andare avanti</strong>. &#8220;<strong>Sposterò i banner su un server americano</strong>, li renderò a prova di <em>ambiguità</em>, darò al banner una pagina tutta sua fuori da questo blog (se la merita) <strong>e scriverò a tutti i siti che si schierano dalla parte dei laici e a quelli che combattono per la libertà di espressione</strong>&#8220;, parola di <em>Burbero Scontroso</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>16 anni dopo Via D&#8217;Amelio, Paolo Borsellino continua a vivere nella lotta alla mafia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 22:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 Luglio di 16 anni fa, l&#8217;attentato mafioso stroncava la vita di Paolo Borsellino, Giudice antimafia, e dei suoi collaboratori. 
« La lotta alla mafia dev&#8217;essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell&#8217;indifferenza, della contiguità e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 19 Luglio di 16 anni fa, l&#8217;attentato mafioso stroncava la vita di Paolo Borsellino, Giudice antimafia, e dei suoi collaboratori. </em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-159" title="Paolo Borsellino, Giudice antimafia ucciso in un attentato nel 1992" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/114-198x300.jpg" alt="" width="182" height="276" /><span style="font-style: normal; font-size: 125%;"><strong>«</strong></span> La lotta alla mafia dev&#8217;essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell&#8217;indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. <span style="font-size: 125%;"><strong>»<br />
</strong></span></p>
<p>Città di Palermo, Via D&#8217;Amelio, 16 anni dopo. <strong>Non si spegne mai il ricordo</strong> dell&#8217;attentato mafioso in cui <strong>ha perso la vita</strong> <strong>il Giudice antimafia Paolo Borsellino</strong> e i suoi collaboratori, per complessivamente sei vite umane e un ferito. <strong>Persero la vita infatti gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina</strong>. L&#8217;unico sopravvissuto è Antonino Vullo. La bomba venne radiocomandata a distanza e posizionata su una Fiat Panda (e non in una Fiat 126 come a lungo erroneamente supposto) ma ancora oggi non si è fatta chiarezza su come venne organizzata la strage, nonostante il giudice sapesse di un carico di esplosivi arrivato a Palermo appositamente per lui.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-160" title="I due Giudici antimafia assassinati, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/falcone-borsellino-300x220.jpg" alt="" width="306" height="224" />Pochi mesi prima, il 23 Maggio, <strong>moriva l&#8217;amico d&#8217;infanzia Giovanni Falcone</strong>, nell&#8217;attentato sempre mafioso che sarà ricordato come &#8220;la Strage di Capaci&#8221;. Nell&#8217;occasione morì anche la moglie Francesca Morvillo in Falcone, anch&#8217;ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro.</p>
<p><strong>Molte saranno le occasioni per ricordare</strong> il Magistrato scomparso, tra cui anche quella della magistratura. <strong>Alle undici si terrà un incontro nell&#8217;aula magna del Palazzo di Giustizia</strong> a cui parteciperanno il presidente della Corte d&#8217;Appello Armando D&#8217;Agato, il presidente dell&#8217;Anm, Guido Lo Forte, il presidente del Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati, Enrico Sanseverino, il vicepresidente dell&#8217;Anm nazionale Gioacchino Natoli e il pm Antonino Di Matteo.</p>
<p>&#8220;<strong>Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe</strong>&#8220;, le parole scritte al funerale del Magistrato su un immenso lenzuolo. Quelle stesse parole che valgono ancora oggi, che sono sparpagliate in migliaia di riferimenti nella Rete e che ogni sito oggi vorrà rievocare.</p>
<p><strong>L&#8217;ultima lettera di Borsellino</strong>, inviata ad una scuola dove aveva preso impegno di recarsi in conferenza,<strong> è una viva eredità consegnata nelle giovani mani delle future generazioni</strong>.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: left;"><em><span>Io sono vissuto in una società in cui, quando avevo 15 anni, un mio compagno di scuola si vantava di essere figlio di un capo mafia del suo paese e io lo invidiavo. Oggi, aldilà di quello che sarà lo sbocco giudiziario delle indagini, aldilà delle eventuali condanne le inchieste hanno avuto, di riflesso, una valenza culturale proprio perchè sono state diffuse, rese pubbliche, perchè la gente se n&#8217;è interessata. Oggi probabilmente non ci sono più a Palermo giovani come me, che a 15 anni invidiavano il compagno di classe figlio di un mafioso. Sono diventato giudice perchè nutrivo grandissima passione per il Diritto Civile e entrai in magistratura con l&#8217;idea di diventare un civilista, poi il 4 Maggio 1980 uccisero il capitano Manuele Basili e il Consigliere Chinnici volle che mi occupassi io dell&#8217;istruttoria, nel mio stesso ufficio frattanto era approdato il mio amico d&#8217;infanzia Giovanni Falcone e sin d&#8217;allora capii che il mio lavoro doveva essere un altro. Avevo scelto di rimanere in Sicilia e a questa scelta dovevo dare un senso, i nostri problemi era quelli dei quali avevo preso ad occuparmi quasi casualmente, ma se amavo questa terra di essi dovevo esclusivamente occuparmi. La Mafia è un&#8217;organizzazione criminale unitaria e verticisticamente organizzata che tende a esercitare sul territorio la stessa sovranità che su i suoi eserciti poteva esercitare lo Stato. Il conflitto irreversibile con lo Stato cui Cosa Nostra è in sostanziale concorrenza è risolto condizionando lo Stato dall&#8217;interno, con infiltrazione negli organi pubblici. Ma io sono ottimista perchè vedo che nei confronti della Mafia i giovani, siciliani e non, hanno oggi un&#8217;attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni fino ai 40 anni. Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta.</span></em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em> Paolo Borsellino</em></p>
<div class="floatleft"><strong> </strong><img class="alignnone size-full wp-image-158" title="Paolo Borsellino, medaglia al valor civile" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/medaglia.png" alt="" width="80" height="22" /> <strong><span class="mw-redirect">Medaglia d&#8217;oro al valor civile</span></strong></div>
<div style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; padding-left: 90px; margin-bottom: 0.5em;">
<div style="font-style: normal;"><span style="font-size: 125%; font-family: serif;"><strong>«</strong></span>Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo, esercitava la propria missione con profondo impegno e grande coraggio, dedicando ogni sua energia a respingere con rigorosa coerenza la proterva sfida lanciata dalle organizzazioni mafiose allo Stato democratico. Nonostante le continue e gravi minacce, proseguiva con zelo ed eroica determinazione il suo duro lavoro di investigatore, ma veniva barbaramente trucidato in un vile agguato, tesogli con efferata ferocia, sacrificando la propria esistenza, vissuta al servizio dei più alti ideali di giustizia e delle Istituzioni.<span style="font-size: 125%; font-family: serif;"><strong>»</strong></span></div>
<p>— Palermo, 19 luglio 1992</p></div>
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		<title>Il Cybercrimine è organizzato come la mafia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 19:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è più il piccolo spammer di quartiere, affamato di qualche ora di notorietà in rete, ad impossessarsi dei nostri dati personali. Secondo l&#8217;America sono associazioni molto ben strutturate. E, ovviamente, pericolose.
Interessante l&#8217;articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera, &#8220;Il cybercrimine opera come Cosa Nostra&#8220;, nel quale il giornalista Nicola Bruno sostiene come ormai siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non è più il piccolo spammer di quartiere, affamato di qualche ora di notorietà in rete, ad impossessarsi dei nostri dati personali. Secondo l&#8217;America sono associazioni molto ben strutturate. E, ovviamente, pericolose.</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-110" title="Il pericolo CyberCrimine ora è organizzato" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/fbi-cybercrime.jpg" alt="" width="172" height="124" /><strong>Interessante l&#8217;articolo pubblicato oggi sul Corriere</strong> della Sera, &#8220;<a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_luglio_17/cybercrime_mafia_6793c5a0-53f8-11dd-a440-00144f02aabc.shtml"  target="_blank">Il cybercrimine opera come Cosa Nostra</a>&#8220;, <strong>nel quale il giornalista Nicola Bruno sostiene come ormai siano attivi e prolifici in rete i gruppi che si dedicano a carpirci più informazioni possibili</strong>. A sostenerlo non siamo noi italiani, ma <strong>la società di informatica americana <a href="http://www.finjan.com/Pressrelease.aspx?id=1998&amp;amp;PressLan=1819&amp;amp;lan=3" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Finjan</span></a>, che ha pubblicato il suo ultimo studio</strong> sull&#8217;argomento.</p>
<p>Secondo questo studio, <strong>il pericolo proviene non più dal ragazzo adolescente desideroso di notorietà</strong> ma da associazioni con una gerarchia ben precisa, <strong>suddivisa in almeno cinque figure principali</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>il Boss,</strong> che opera come capo supremo senza però mai intervenire direttamente nelle operazioni;</li>
<li><strong>un sotto-boss</strong> che si occupa di fornire gli strumenti &#8211; i trojan &#8211; agli intermediari;</li>
<li>questi <strong>intermediari</strong>, che smistano gli strumenti ad altri subalterni;</li>
<li>sono proprio questi <strong>subalterni</strong> a far prolificare in rete i malware e decidere i bersagli;</li>
<li><strong>ultimi sono i rivenditori</strong>, che si occupano di far fruttare &#8211; in denaro &#8211; i dati raccolti.</li>
</ul>
<p>Una lettura interessante <strong>dell&#8217;attuale stato della Rete</strong>, che vede <strong>i navigatori sempre più impegnati a proteggere il proprio pc</strong>, a cifrare i dati inviati ad istituti di credito, <strong>a rinforzare l&#8217;attenzione modificando passwords di accesso ai servizi online</strong> e proteggendo la propria privacy.</p>
<p>Sono proprio questi infatti <strong>i dati più ricercati dal cybercrimine</strong>: i numeri <strong>delle carte di credito</strong>, password <strong>per accedere ai conti online</strong>, indirizzi mail privati, nomi utenti e password per accedere ai database aziendali.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La lotta alla pedofilia in rete è instancabile</title>
		<link>http://www.wikibanda.it/lato-oscuro/la-lotta-alla-pedofilia-in-rete-e-instancabile/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 10:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>
		<category><![CDATA[lotta alla pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia online]]></category>
		<category><![CDATA[segnala sito pedofilo]]></category>

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		<description><![CDATA[I numeri della Polizia Postale sono importanti: 205 arresti, 177 siti chiusi, una folta black list, 4000 perquisizioni, quasi 300 mila siti sotto controllo, per un settore, quello della pedofilia, che viene combattuto dalla Rete nella Rete.
Quello della pedofilia in rete, lo sappiamo tutti, è un problema che affianca la nascita e lo sviluppo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I numeri della Polizia Postale sono importanti: <span>205 arresti, 177 siti chiusi, una folta black list, 4000 perquisizioni, quasi 300 mila siti sotto controllo, per un settore, quello della pedofilia, che viene combattuto dalla Rete nella Rete.</span></em></p>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/nopedorete1.jpg" alt="no alla pedofilia!" width="175" height="220" />Quello della pedofilia in rete, lo sappiamo tutti, <strong>è un problema che affianca la nascita e lo sviluppo di internet</strong> da sempre. <strong>Dentro alcune abitazioni</strong> &#8211; ha detto Domenico Vulpiani, direttore della polizia postale e delle comunicazioni &#8211; <strong>abbiamo trovato intere videoteche di materiale pedopornografico&#8221;</strong>. Una dichiarazione rilasciata durante il convegno &#8220;Bimbi nella rete. Il turismo contro la pedofilia on-line&#8221;, <strong>che ha sottolineato come il binomio bambini &#8211; Internet</strong> spesso <strong>diventa un territorio oscuro</strong>, dove persone<strong> senza scrupoli</strong> possono commettere reati agendo nell&#8217;anonimato che la rete consente di preservare.</p>
<p>Cosa usa il pedofilo? Strumenti comuni <strong>quali siti web, chat, sms ed mms</strong> che <strong>rappresentano i trabocchetti ideali</strong> nei quali cadono più spesso in maglie fitte i minori, <strong>lontani dalla sorveglianza dei genitori</strong>. Ed è proprio la lontananza del genitore, <strong>che non si cura del tempo speso dal proprio figlio/a in Rete</strong>, il vero problema del fenomeno.</p>
<p>Nel suo compito, <strong>la Polizia Postale</strong> e delle Comunicazioni, <strong>ha due strade principali</strong> per far valere la<img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/poliziotto_amico_piu.jpg" alt="poliziotto amico" width="180" height="230" /> propria azione: <strong>se il sito o la risorsa web è ospitata in Italia</strong> <strong>può procedere al blocco</strong> del sito stesso (diniegando i dns autoritativi del dominio, ad esempio); <strong>se invece il sito o la risorsa risiede oltre il confine nazionale</strong>, lo aggiunge alla già fornita <strong>black list da inviare alle più grandi aziende italiane per l&#8217;oscuramento</strong> (finora 163 siti segnalati).</p>
<p>Ma<strong> non tutto il lavoro può essere fatto dalle Forze dell&#8217;Ordine</strong>. I navigatori della grande Rete che &#8211; purtroppo &#8211; si ritrovassero <strong>a navigare su siti che contengono materiale pedopornografico</strong> possono rendersi a loro volta parte attiva <strong>segnalando il link a questi recapiti</strong>:<br />
<a href="http://www.poliziadistato.it/pds/informatica/contatti.html"  target="_blank">Polizia di Stato &#8211; Divisione Polizia Postale e Comunicazioni</a><br />
<a href="http://www.associazionemeter.org/it/contattaci/view-2.html"  target="_blank">Associazione Meter di Don Fortunato di Noto &#8211; Lotta alla Pedofilia Online</a><br />
<a href="http://www.telefonoarcobaleno.org/it/monitoraggio.php"  target="_blank">Telefono Arcobaleno &#8211; Segnalazione Pedofilia Online</a></p>
<p>Se si opta <strong>per l&#8217;invio del link ad una Associazione</strong>, sarà poi l&#8217;Associazione stessa ad inoltrare (<strong>in forma anonima per il segnalatore</strong>) la dovuta <strong>denuncia</strong> all&#8217;Autorità preposta.</p>
<p><strong>E&#8217; instancabile la lotta</strong> contro il fenomeno pedofilia. <strong>La stessa Rete</strong> che offre l&#8217;anonimato ai deliquenti <strong>consente anche la facoltà di combatterli efficacemente</strong>, e di non lasciare mai che un problema così grave rischi di venir dimenticato o di passare in secondo piano.<br />
Perchè <strong>della vita dei bambini non si fa mercato</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="play" value="false" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kxGAgV0LDwM" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/kxGAgV0LDwM" play="false"></embed></object>
</p>
<p style="text-align: center;">Lo spot per la <span>XII GIORNATA DEI BAMBINI VITTIME della violenza, dello sfruttamento della indifferenza.<br />
<a href="http://www.associazionemeter.org/it/sportelli-meter/moratoria-contro-la-pedofilia.html"  target="_blank">Associazione Meter</a></span></p>
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		<title>Ci lascia Olive Riley, 108 anni, blogger per passione</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 21:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lato Oscuro]]></category>
		<category><![CDATA[anziana blogger]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[Olive Riley]]></category>

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		<description><![CDATA[Una storia incredibile, quella di Olive Riley, australiana, che resterà nell&#8217;eterna memoria della Rete. 108 anni, una casa di riposo, un cane e un blog: la blogger più anziana del mondo ci lascia.
Nata il  20 ottobre 1899,  Olive Riley è considerata la blogger più anziana del pianeta. Dalla eccezzionale vetta dei suoi 108 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una storia incredibile, quella di Olive Riley, australiana, che resterà nell&#8217;eterna memoria della Rete. 108 anni, una casa di riposo, un cane e un blog: la blogger più anziana del mondo ci lascia.</em></p>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/olive-at-computer.jpg" alt="Olive, la regina dei Blogger" width="400" height="335" />Nata il  20 ottobre 1899,  <span class="linkblu"><strong>Olive Riley</strong></span> è considerata <strong>la blogger più anziana del pianeta</strong>. Dalla eccezzionale vetta dei suoi 108 anni <strong>amava scrivere &#8220;a persone vicine e lontane</strong>,  in Russia e in America&#8221; attraverso il suo <a rel="nofollow" href="http://www.allaboutolive.com.au/"  target="_blank">sito/blog</a>. Visitare <strong>il suo sito è un tuffo pieno di fotografie</strong> dove l&#8217;anziana signora aveva In poco più di un anno scritto oltre 70 racconti.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.allaboutolive.com.au/2008/07/13/1311/" title="Permanent Link to She’s gone" rel="bookmark" >She’s gone</a>, il titolo che oggi purtroppo è scritto nel suo bel blog. <strong>Colei che di diritto può vantare il trono di regina dei blogger ci ha lasciato</strong>: a darne l&#8217;amara notizia la pronipote Darren Stone di Brisbane.</p>
<p>Nell’ultimo, che risale al 26 giugno scorso, <strong>la Riley diceva che non riusciva</strong> «a mandar via una brutta tosse».</p>
<p><strong>Le nostre condoglianze alla famiglia</strong> e <strong>l&#8217;amara consapevolezza</strong> che una &#8220;collega di blog&#8221; <strong>di grandissimo spessore umano e tecnologico</strong> ci ha lasciato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quel farmaco online che non ti salva la vita</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 06:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una delle attività illegali che dobbiamo contrastare in rete è l&#8217;acquisto ( e la vendita) di farmaci, soprattutto di quelli che si possono ottenere solo con una specifica ricetta medica. I siti che offrono questi servizi, mascherandosi di continuo, sfuggono al controllo delle forze dell&#8217;ordine, diventando una minaccia per la salute pubblica. La prevenzione, come sempre, è la migliore alleata.</em></p>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/farmaciuc7.jpg" alt="farmaci on line" width="284" height="190" /><strong>L&#8217;allarme proviene da Parigi</strong>, dall’Epfia, l’associazione europea delle aziende del settore farmaceutico, dove uno studio <strong>ha rilevato che sono in costante aumento le ordinazioni di farmici contraffatti</strong> (o comunque di illegale provenienza) su internet. Troppo spesso, infatti, è sufficiente r<strong>icercare su Google il nome del prodotto desiderato</strong>, scegliere uno dei tantissimi siti che si propongono come facili venditori <strong>e compilare il form con i dati della carta di credito</strong>. Si riceverà in seguito <strong>il farmaco a casa</strong>, imballato e &#8211; nemmeno a dirlo &#8211; <strong>anonimo</strong>.</p>
<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://img231.imageshack.us/img231/4246/poliziapostale03gg4.jpg" alt="polipost" width="270" height="240" />Potrebbe essere anche un buon servizio a prima vista, di &#8220;facile&#8221; uso, peccato che spesso <span style="font-weight: bold;">«Sono medicinali fasulli </span>che nella migliore delle ipotesi non servono a nulla, <strong>a volte sono dannosi e persino letali</strong>», ci spiega Domenico Di Giorgio, responsabile per l’Agenzia del farmaco della lotta alla contraffazione e membro della task force europea. E quando si avvera la peggiore ipotesi, <strong>è difficile risalire al colpevole</strong>. Dapprima l&#8217;ordine viene inviato (dal sito del venditore) su un server nordamericano, <strong>il quale a sua volta smista</strong> le informazioni in paesi dell&#8217;est Europa, che a loro volta lo ri-smistano in Cina, Corea, Malaysia o Vietnam, <strong>da dove poi finalmente</strong> inizia la spedizione del prodotto. Questi siti, ovviamente, <strong>vengono ripetutamente aperti e chiusi</strong>, trasferiti in altri servers, <strong>cambiati con nuovi nomi, ma l&#8217;organizzazione è sempre la stessa</strong>.</p>
<p><strong>Cosa si acquista più spesso? Illusioni</strong>. L&#8217;illusione con una pastiglia<strong> di perdere peso</strong> continuando a mangiare, l&#8217;illusione <strong>di un genitale maschile più da &#8220;macho&#8221;</strong>, <strong>droghe contro la depressione</strong>. Si arriva <strong>fino all&#8217;EPO</strong>, <strong>una sostanza</strong> (l’eritropoietina) <strong>che favorisce il trasporto dell’ossigeno nel sangue</strong>, spesso usata da alcuni ciclisti (doping).</p>
<p>Senza contare che<strong> la vendita di farmaci su internet</strong> (sia con ricetta che senza) <strong>in Italia è vietata dalla legge</strong>.</p>
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		<title>Quando un post ti costa la vita</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 11:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Potrebbe essere un bel film dell&#8217;orrore, al pari di The Ring, invece è realtà. In Iran si sta discutendo di inserire pene più severe anche per chi esprime la propria libertà di pensiero attraverso la rete, fino alla pena capitale.
La sicurezza delle persone contro l&#8217;uso libero della Rete. Questo è il capisaldo che funge da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Potrebbe essere un bel film dell&#8217;orrore, al pari di The Ring, invece è realtà. In Iran si sta discutendo di inserire pene più severe anche per chi esprime la propria libertà di pensiero attraverso la rete, fino alla pena capitale.</em></p>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://img396.imageshack.us/img396/5112/iranhq0.jpg" alt="" width="193" height="237" />La sicurezza delle persone contro l&#8217;uso libero della Rete. Questo è il capisaldo che funge da baricentro della nodosa questione che in queste ore fa discutere l&#8217;Iran: <strong>i blogger e i netizen</strong> che sfruttano le nuove tecnologie<strong> per esprimere il loro pensiero mettono realmente in pericolo la realtà? </strong>Sembra proprio di si. Addirittura fino a diventare <strong>mohareb, cioè nemici di dio</strong>.<br />
L&#8217;Iran <strong>aveva già messo in vigore alcune limitazioni</strong>, come la banda per i privati cittadini, <strong>la chiusura degli internet cafè</strong> e il blocco dei siti (anche blog) <strong>considerati dallo Stato veicoli di &#8220;corruzione, pornografia e ateismo&#8221;</strong>.<br />
Le punizioni? E&#8217; presto detto: <strong>l&#8217;amputazione della mano destra</strong>, <strong>del piede sinistro </strong>e<strong> l&#8217;impiccagione</strong>. Per i casi meno gravi, l&#8217;esilio. <strong>Un fortissimo giro di vite</strong>, dato che la legge non prevederebbe la revoca della pena. <strong>Rintracciare i colpevoli</strong>, poi, <strong>sarà molto più semplice</strong> che negli altri paesi: dall&#8217;anno scorso infatti <strong>tutti i siti internet sono censiti</strong> in un apposito registro statale.</p>
<p>Ma <strong>per fortuna al momento questa realtà è solo un disegno di legge</strong>, ancora da approvare.</p>
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