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	<title>WikiBanda.it &#187; Diritto in Rete</title>
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		<title>Un IP unico per ogni utente della rete: la strada giusta?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 23:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Assegnare un IP statico ad ogni utente della rete&#8221;, è la provocazione del Ministro Maroni ai media. Ma c&#8217;è chi ci ragiona sopra davvero.
Può sembrare una provocazione, ma sotto si nasconde una idea molto precisa: fornire ad ogni utente della rete internet un solo IP, sempre il medesimo, per tutti i collegamenti. E&#8217; quanto è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Assegnare un IP statico ad ogni utente della rete&#8221;, è la provocazione del Ministro Maroni ai media. Ma c&#8217;è chi ci ragiona sopra davvero.</em></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-946" title="maroni" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/12/maroni_1211255602-300x195.jpg" alt="" width="204" height="132" />Può sembrare una provocazione, <strong>ma sotto si nasconde una idea</strong> molto precisa: fornire ad ogni utente della rete internet <strong>un solo IP, sempre il medesimo, per tutti i collegamenti</strong>. E&#8217; quanto è stato ipotizzato <strong>dal Ministro Maroni</strong> alla redazione de<a href="http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=12160&amp;sez=HOME_SCIENZA&amp;npl=&amp;desc_sez=" title="ip unico per ogni utente" > Il Mattino</a> di qualche giorno fa. Un IP unico, ovvero un solo numero di identificazione per ogni utente, <strong>renderebbero molto più facili le operazioni di rintracciamento</strong> di pedofili, downloader illegali e furfanti che utilizzano l&#8217;anonimato della rete per perpetrare i loro crimini, come i terroristi.</p>
<p>Una soluzione <strong>condivisibile da chi non ha nulla da nascondere </strong>(la maggior parte di noi navigatori) ma fa subito spuntare<strong> due problemi: uno tecnico e uno burocratico</strong>. Il primo, tecnico, è che ogni ISP (il provider di accesso) ha una propria classe di indirizzi IP che assegna ai propri clienti in modo dinamico e dunque<strong> l&#8217;eventuale adozione di questo provvedimento renderebbe obsoleta</strong> tutta l&#8217;architettura di rete esistente. Il secondo è di natura burocratica: <strong>c&#8217;è un serio rischio di violare la privacy personale</strong>, quell&#8217;area emozionale-affettiva che riguarda il nostro più profondo io, dove non abbiamo piacere che esterni ne entrino in contatto.</p>
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		<title>La RAI chiede un corposo aumento del Canone TV</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 10:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica colpisce anche la RAI, che chiede subito un corposo aumento del canone TV. Anche chi ha un pc deve pagarlo.
In piena crisi economica, bisogna alzare le tasse. Lo sanno bene anche ai vertici RAI, che osano di più e chiedono un corposo aumento del canone televisivo. Nello specifico l&#8217;idea è di Cappon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La crisi economica colpisce anche la RAI, che chiede subito un corposo aumento del canone TV. Anche chi ha un pc deve pagarlo.</em></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-941" title="rai" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/12/rai.jpg" alt="" width="234" height="192" />In piena crisi economica, <strong>bisogna alzare le tasse</strong>. Lo sanno bene anche ai <strong>vertici RAI</strong>, che osano di più e <strong>chiedono un corposo aumento del canone televisivo</strong>. Nello specifico l&#8217;idea è di Cappon e Petruccioli, che ammettono come &#8220;<strong>la raccolta pubblicitaria diminuisce</strong> e non ha mai più raggiunto il livello che era stato raggiunto nel 2000. Quando negli anni precedenti cresceva del 10% rispetto all&#8217;anno prima&#8221;.</p>
<p>E allora <strong>come si fa a pagare gli stipendi dei conduttori,</strong> dei Festival di Sanremo (che qualcuno guarderà), <strong>dell&#8217;Isola dei Famosi </strong>e di tutti gli altri programmi? Ecco la ricetta: &#8220;<strong>il canone sarebbe insufficiente anche se il governo lo aumentasse di 1,5 euro </strong>all&#8217;anno&#8221;. Una soluzione per limitare l&#8217;evasione, sarebbe quello di legarlo a qualche altra bolletta, come ad esempio quella dell&#8217;energia elettrica.</p>
<p>Ma sulla qualità della nostra televisione pubblica, <strong>nessuno</strong> si esprime.</p>
<p>Fonte: <a href="http://punto-informatico.it/2497477/PI/News/rai-chiede-un-importante-aumento-del-canone.aspx"  target="_blank">Punto-Informatico</a>.</p>
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		<title>Il problema non è il RoC, ma la responsabilità. A dirlo è un blogger</title>
		<link>http://www.wikibanda.it/diritto-in-rete/il-problema-non-e-il-roc-ma-la-responsabilita-a-dirlo-e-un-blogger/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 23:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Guido Scorza, blogger, in un commento pubblicato oggi su PI, parla di legge &#8220;anti-Blog&#8221; e punta il dito sul fattore responsabilità, andando oltre il senso comune.
Cari bloggers, il problema non è la registrazione del vostro blog o meno al RoC, il Registro per gli Operatori di Comunicazione, ma si deve ricercare altrove. A sostenerlo è Guido Scorza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Guido Scorza, blogger, in un commento pubblicato oggi su PI, parla di legge &#8220;anti-Blog&#8221; e punta il dito sul fattore responsabilità, andando oltre il senso comune.</em></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-910" title="Anti Blog? Non è questo il problema" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/12/antiblog-774160.jpg" alt="" width="180" height="200" />Cari bloggers, <strong>il problema non è la registrazione del vostro blog o meno al RoC</strong>, il Registro per gli Operatori di Comunicazione, ma si deve ricercare altrove. A sostenerlo è <strong>Guido Scorza</strong> (<a href="http://www.guidoscorza.it" >www.guidoscorza.it</a>) che oggi pubblica nelle pagine di Punto-Informatico un proprio commento sulla notizia che ha fatto il giro della rete in pochi giorni, ovvero la volontà da parte del Governo di rimetter mano alla legge &#8220;<strong><a href="http://www.wikibanda.it/diritto-in-rete/fare-il-blogger-e-una-attivita-dimpresa-il-governo-si-prepara/"  target="_blank">anti-Blog</a></strong>&#8220;.</p>
<blockquote><p>Il problema della registrazione <strong>è un falso problema che non risolve le preoccupazioni</strong> che quanti hanno a cuore la sorte dell&#8217;informazione online dovrebbero nutrire e che, d&#8217;altra parte, si risolve con una norma più equilibrata di quelle che si sono sin qui proposte presi dalla foga del momento: <strong>basterebbe una norma che chiarisca che alla registrazione si possa procedere online</strong> e in pochi click nello stesso momento in cui si apre il proprio blog, <strong>che la registrazione è completamente gratuita</strong> (niente marche né balzelli), che non vi sono requisiti né limiti di sorta per ottenerla e che l&#8217;AGCOM potrà comunicare i dati acquisiti a seguito della registrazione <strong>esclusivamente all&#8217;Autorità giudiziaria</strong> nell&#8217;ambito di un procedimento avente ad oggetto l&#8217;eventuale responsabilità penale per il reato di diffamazione del titolare del blog o del sito internet di informazione.</p>
<p>Comprendo perfettamente la posizione di chi ritiene che la Rete debba essere libera ma, come insegnano i padri della Costituzione, <strong>non c&#8217;è libertà senza responsabilità ed è sacrosanto che chi esercitando una propria libertà ne abusi in danno altrui</strong>, <strong>si faccia carico dell&#8217;eventuale responsabilità</strong> da accertarsi, peraltro, nell&#8217;ambito di un processo che la stessa carta costituzionale vorrebbe fosse sempre giusto ed equo.<br />
<em>(tratto dall&#8217;articolo </em><a href="http://punto-informatico.it/2491640/PI/Commenti/internet-libera.aspx"  target="_blank"><em>Internet è libera</em></a><em>)</em></p></blockquote>
<p>La posizione del blogger è condivisibile. <strong>Internet deve poter crescere e svilupparsi</strong>, ma non per questo può esimersi dal venir utilizzato con la dovuta responsabilità. E tu, lettore di questo blog, <strong>cosa ne pensi?</strong></p>
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		<title>Da Roma arriva una proposta di legge contro il P2P</title>
		<link>http://www.wikibanda.it/diritto-in-rete/da-roma-arriva-una-proposta-di-legge-contro-il-p2p/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 07:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova proposta di legge contro il P2p appare nell&#8217;Ordine del Giorno della Camera dei Deputati. Un nuovo fuoco fatuo o l&#8217;inizio di una discussione?
La notizia è quasi, sempre, la stessa. Una nuova proposta di legge contro il p2p. Non cambia troppo l&#8217;idea di fondo, cioè impedire il più possibile la proliferazione di materiale privo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una nuova proposta di legge contro il P2p appare nell&#8217;Ordine del Giorno della Camera dei Deputati. Un nuovo fuoco fatuo o l&#8217;inizio di una discussione?</em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-883" title="una nuova proposta di legge contro il peer to peer, a Roma" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/11/download_c-300x258.jpg" alt="" width="215" height="185" />La notizia è quasi, sempre, la stessa. Una nuova proposta di legge contro il p2p. Non cambia troppo l&#8217;idea di fondo, cioè <strong>impedire il più possibile la proliferazione di materiale privo di bollino SIAE,</strong> ma a dirlo questa volta è un&#8217;altra persona. La Camera dei Deputati ha votato un Ordine del Giorno proposto da Stracquadanio Giorgio (Popolo delle Libertà) <strong>per iniziare a far lavorare la giustizia contro il file sharing anche su base civile</strong>.</p>
<p>Il problema infatti è che, nelle moderne indagini, <strong>per scoprire il downloader abusivo occorre di fatto sviscerare la sua privacy</strong>, ledendo un suo diritto. Questo avviene perchè occorre metter mano &#8211; e occhi &#8211; alle trascrizioni delle connessioni, i  cosiddetti &#8220;logs&#8221;, file di immense dimensioni dove viene registrato ogni collegamento dell&#8217;utente. In questo Ordine del Giorno la Camera intende confrontarsi su questo tema: &#8220;la questione dell&#8217;obbligo di riservatezza dei dati rileva sempre più in termini di tutela dei diritti e delle libertà altrui, <strong>in particolare per il contrasto alla diffusione, tramite internet, di materiale protetto da diritto d&#8217;autore</strong>, il cui traffico illecito genera <strong>danni per centinaia di milioni di euro</strong> per autori e produttori&#8221;.</p>
<p>Mentre i politici italiani dibattono sul campo della priorità tra diritto privato e indagini delle forze di polizia, <strong>ieri il Consiglio d&#8217;Europa ha rifiutato l&#8217;emendamento 138</strong>, il cosiddetto &#8220;Sarkozy&#8221; (primo ministro francese), <strong>che puniva con la disconnessione</strong> le utenze che facevano uso di software peer to peer.</p>
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		<title>Arriva la controproposta al disegno di legge Anti-BLOG</title>
		<link>http://www.wikibanda.it/diritto-in-rete/arriva-la-controproposta-al-disegno-di-legge-anti-blog/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 09:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva la controproposta alla proposta di legge &#8220;Anti-Blog&#8221;. A presentarla è Roberto Cassinelli, membro della Commissione Giustizia della Camera.
Vi ricordate la proposta di legge &#8220;Anti-Blog&#8220;, che abbiamo commentato nel nostro articolo Fare il Blogger è una attività d&#8217;impresa: il governo si prepara ? Bene, ci sono novità interessanti. E&#8217; nata, a cura di un noto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Arriva la controproposta alla proposta di legge &#8220;Anti-Blog&#8221;. A presentarla è Roberto Cassinelli, membro della Commissione Giustizia della Camera.</em></p>
<p>Vi ricordate la proposta di legge &#8220;<strong><span style="text-decoration: underline;">Anti-Blog</span></strong>&#8220;, che abbiamo commentato nel nostro articolo <a href="http://www.wikibanda.it/diritto-in-rete/fare-il-blogger-e-una-attivita-dimpresa-il-governo-si-prepara/"  target="_blank"><em>Fare il Blogger è una attività d&#8217;impresa: il governo si prepara</em></a> ? Bene, ci sono novità interessanti. <strong>E&#8217; nata</strong>, a cura di un noto membro del PDL <strong>la controproposta, ribattezzata &#8220;Salva-Blog&#8221;</strong>.</p>
<p><img class="alignright size-thumbnail wp-image-866" title="L'Onorevole Roberto Cassinelli, 51 anni, genovese" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/11/as06_018-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><strong>Roberto Cassinelli</strong> (Pdl), membro della commissione Giustizia della Camera, ha presentato una <strong>controproposta da lui ribattezzata &#8220;Salva-Blog&#8221; con l&#8217;intento di limitare la burocrazia ai soli siti internet che realmente sviluppano una attività economica, lasciando liberi i piccoli Blog personali</strong>. «Segniamo un deciso passo avanti» commenta sul proprio blog Cassinelli «rispetto alle proposte della sinistra che aveva ipotizzato l&#8217;inserimento di nuovi obblighi e di registrazioni per i blog. La legge risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni, senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli. Per questo mi piace ribattezzare la mia legge come legge &#8220;salva-blog&#8221; in piena antitesi con il ddl &#8220;ammazzablog&#8221; presentato dall&#8217;ex sottosegretario all&#8217;editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi».</p>
<p>Ma <strong>chi è Roberto Cassinelli?</strong> Dal <a rel="nofollow" href="http://www.blogger.com/profile/12340190284451059899"  target="_blank">suo profilo</a> si può leggere: &#8220;<em>Sono nato a Genova nel 1956, sono sposato ed ho due figli. Svolgo la professione di avvocato. Ho sempre avuto la passione per la politica; sono stato eletto al Consiglio Comunale di Genova, per la prima volta, a 25 anni. In Forza Italia sin dalla sua nascita, oggi sono Deputato del Popolo della Libertà.</em>&#8221; Potete <strong>visitare anche il suo <a rel="nofollow" href="http://robertocassinelli.blogspot.com/2008/11/cassinelli-pdl-presenta-un-ddl-salva.html"  target="_blank">Blog</a></strong> , dove l&#8217;Onorevole <strong>ha pubblicato il testo integrale </strong>della proposta ( <a href="http://www.robertocassinelli.it/pdl%20blog.pdf"  target="_blank">clicca qu</a>i ), oppure ancora <strong>inviare all&#8217;indirizzo e-mail </strong><a href="mailto:salvablog@robertocassinelli.it">salvablog@robertocassinelli.it</a> tutto ciò che si ritiene utile ai fini della stesura della controproposta stessa.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;E&#8217; una legge che <strong>applica l&#8217;art. 21 della Costituzione e libera blog</strong>, social network e community dai lacci e lacciuoli stabiliti dalla legge per i prodotti editoriali&#8221;. Roberto Cassinelli presenta così la sua proposta di legge, recante modifiche all&#8217;art. 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, che rischia di individuare come &#8220;prodotto editoriale&#8221; &#8211; sottoponendola alla relativa normativa &#8211; anche la diffusione on-line di opinioni e di libera circolazione delle idee. &#8220;Questa proposta di legge &#8211; spiega ancora Cassinelli &#8211; <strong>limita l&#8217;estensione degli obblighi di cui all&#8217;art. 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 7, ai soli prodotti editoriali realizzati su prodotto cartaceo</strong>, escludendo perciò la registrazione in tribunale di ogni sito internet. <strong>Tale obbligo permane soltanto per i cosiddetti &#8216;giornali on-line&#8217;</strong>, ovvero quei siti internet simili, se non identici, alla stampa tradizionale, <strong>con una redazione giornalistica regolarmente stipendiata e con la vendita di spazi pubblicitari al proprio interno</strong>&#8220;. Sono questi ultimi, in estrema sintesi, i criteri, puntualmente codificati, che la proposta di legge Cassinelli individua in sette punti diversi, ricorrente uno dei quali fa scattare l&#8217;obbligo di iscrizione in tribunale per quei siti che abbiano come scopo &#8220;la diffusione o la pubblicazione di notizie di attualità, cronaca, economia, costume o politica&#8221;. Dal punto di vista politico, Cassinelli ricorda che l<strong>a legge da lui proposta &#8220;risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni,</strong> senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli. Per questo mi piace ribattezzare la mia legge come legge ‘salva-blog’ in piena antitesi con il ddl ‘ammazzablog’ presentato dall&#8217;ex sottosegretario all&#8217;editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi&#8221;. Quel testo, lo ricordiamo, prevedeva l&#8217;iscrizione al Registro degli operatori della Comunicazione per tutti i blog. &#8220;Una misura <strong>assolutamente illiberale e inaudita che metteva il bavaglio alla libera circolazione delle idee&#8221;</strong> conclude Cassinelli, &#8220;per cui apprezziamo che lo stesso onorevole Levi abbia deciso di fare retromarcia ritirando il capitolo della sua proposta dedicato ad Internet&#8221;.</em></p>
<p class="post-title entry-title">(tratto dall&#8217;intervento <a rel="nofollow" href="http://robertocassinelli.blogspot.com/2008/11/cassinelli-pdl-presenta-un-ddl-salva.html" >CASSINELLI (PDL) PRESENTA UN DDL &#8220;SALVA-BLOG&#8221;</a>)</p>
</blockquote>
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		<title>Fare il blogger è una attività d’impresa: la Partita IVA</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 23:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avere un Blog con Google Adsense o altri prodotti diventerà come dirigere una impresa, servirà la Partita IVA. Ma quando, e in quale caso, bisogna aprirla?
E&#8217; di pochi giorni fa la notizia che la Commissione Cultura della Camera ha riaperto il dossier sui blog e sui suoi protagonisti, da noi riassunta e commentata nell&#8217;articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Se avere un Blog con Google Adsense o altri prodotti diventerà come dirigere una impresa, servirà la Partita IVA. Ma quando, e in quale caso, bisogna aprirla?</em></p>
<p>E&#8217; di pochi giorni fa la notizia che la Commissione Cultura della Camera <strong>ha riaperto il dossier sui blog</strong> e sui suoi protagonisti, da noi riassunta e commentata nell&#8217;articolo <a href="../diritto-in-rete/fare-il-blogger-e-una-attivita-dimpresa-il-governo-si-prepara/">Fare il blogger è una attività d’impresa: il governo si prepara</a>. Ed <strong>è proprio da uno dei commenti dell&#8217;articolo</strong>, quello <strong>del </strong><img class="alignright size-medium wp-image-831" title="La GDF mentre controlla un modello 730." src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/11/fiscogdf.jpg" title="Fare il blogger è una attività d’impresa: il governo si prepara" rel="bookmark"  alt="" width="129" height="126" /><strong>Blogger Reloaded</strong> (<a href="http://www.mytechnology.eu" target="_blank">www.mytechnology.eu</a>), che oggi vogliamo iniziare una interessante &#8211; e speriamo rivelatoria &#8211; campagna di informazione sull&#8217;argomento. La bozza contenuta nel dossier che riguarda i blog (e i blogger) <strong>prevede che qualsiasi sito internet che al suo interno ospita Google Adsense, banner pubblicitari, affiliazioni esterne</strong> o qualsiasi forma di sponsorizzazione che convogli denaro nelle tasche del proprietario dello spazio stesso<strong> sia definita come attività d&#8217;impresa</strong>. Senza mezzi termini: è un lavoro, una occupazione. Forse non la prevalente nella vita contributiva di una persona, ma a pari modo deve essere tassata perchè <strong>se ciò non avviene, si viene ritenuti evasori</strong>.</p>
<p>E su questo punto <strong>nel web si trovano i commenti e i consigli più fantasiosi</strong> e disparati, che spesso portano in errore il giovane contribuente o lo demoralizzano perchè stigmatizzano costi da capogiro, insostenibili per poche centinaia di euro l&#8217;anno. <strong>C&#8217;è anche chi parla di un limite a 5000 euro</strong>: sembrerebbe infatti, che non sia necessario aprire la Partita IVA se non si supera questo limite. Anche in questo caso il bianco si mischia con il nero diventando un irreale grigio: in realtà <strong>non esiste un limite prima di procedere all&#8217;apertura di una regolare Partita IVA</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Per stabilire in modo concreto come stanno le cose e cosa prevede la legge italiana, è necessario affidarsi a persone qualificate nel loro settore. Riporto quindi sul Blog il video del <a href="http://www.civile.it/internet/chisiamo.php"  target="_blank">Dott. Valentino Spataro</a>, esperto nel campo fiscale che collabora con i webmasters già da molti anni attraverso il sito www.civile.it/internet .</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mSB4Sr7v1fw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01&amp;border=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/mSB4Sr7v1fw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0xe1600f&amp;color2=0xfebd01&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Fare il blogger è una attività d&#8217;impresa: il governo si prepara</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 09:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione Cultura della Camera sta in questi giorni lavorando segretamente ad un decreto legge per tassare i blogger. Se n&#8217;è accorto Minotti.
La linea che abbiamo denunciato poco tempo fa nel nostro articolo &#8220;Quella sottile linea che divide un blog da un giornale online&#8220;, è stata varcata. Il Governo italiano vuole passare il Rubicone: far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Commissione Cultura della Camera sta in questi giorni lavorando segretamente ad un decreto legge per tassare i blogger. Se n&#8217;è accorto Minotti.</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-802" title="La fine del Blog?" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/11/blog-privacy-150x150.jpg" alt="" width="128" height="128" />La linea che abbiamo denunciato poco tempo fa nel nostro articolo &#8220;<a href="http://www.wikibanda.it/caduti-nella-rete/quella-sottile-linea-che-divide-un-blog-da-un-giornale-online/"  target="_blank">Quella sottile linea che divide un blog da un giornale online</a>&#8220;, è stata varcata. Il Governo italiano vuole passare il Rubicone: <strong>far iscrivere tutti i Blog al ROC, il  <a href="http://www.agcom.it/operatori/roc/roc.htm"  target="_blank">Registro degli Operatori di Comunicazione</a></strong>. Ad accorgersi <strong>che nel silenzio più completo la commissione Cultura del Parlamento sta portando avanti il progetto è Daniele Minotti</strong>, il noto avvocato che collabora con Punto Informatico e al quale affida la diffusione del comunicato.</p>
<p>L&#8217;articolo che inchioderebbe di fatto milioni di blogs sarebbe il seguente:<br />
<em>Art. 2.<br />
</em><em>(Definizione di prodotto editoriale)</em>.</p>
<p>1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Qualsiasi blog rientra in questa definizione.</span></p>
<p>Art. 8.<br />
<em>(Attività editoriale sulla rete internet).</em></p>
<p>1. L&#8217;iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete <em>internet</em> <strong>rileva anche ai fini dell&#8217;applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa</strong>.</p>
<p>3. Sono esclusi dall&#8217;obbligo dell&#8217;iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete <em>internet</em> o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un&#8217;organizzazione imprenditoriale del lavoro.</p>
<p>(<a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0014370"  target="_blank">PDL 1269</a>)</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-803" title="una vignetta satirica dell'ultima legge che fortunatamente, non è passata: quella di Levi e Prodi" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/11/leviprodilowkx1.jpg" alt="" width="215" height="242" />L&#8217;insidia maggiore si nasconde proprio nel punto 3 dell&#8217;articolo: sebbene a prima vista &#8211; ribadisce Minotti &#8211; sembra che siano esclusi la maggior parte di bloggers, nella realtà non è affatto così. <span style="text-decoration: underline;">Secondo la definizione di attività d&#8217;impresa dell&#8217;Agenzia delle Entrate, un Blog che ha al suo interno i banner Adsense di Google o qualsiasi altro prodotto affiliativo (banners, links testuali, etc) <strong>è da considerarsi una impresa</strong> a tutti gli effetti.</span> Perciò va adeguatamene tassata <strong>e il titolare deve onorare le spese dell&#8217;apertura e della gestione di una apposita Partita IVA</strong>. Ciò significa che se il Blogger non svolge una attività professionale sul web si ritrova a dover pagare di tasca propria la sua passione.</p>
<p>Cosa succederà, dunque? Qual&#8217;è lo scenario apocalittico che devono aspettarsi i Blogger? Se passa il disegno di legge, <strong>per prima cosa una vera e propria fuga dall&#8217;Italia</strong> di tutti i piccoli Blog. Infatti i quattro soldini che Adsense fruttava ai Blog servivano proprio per il suo mantenimento, e non per pagare gli stipendi dell&#8217;Agenzia delle Entrate. Gli studenti non potranno più fare i blogger; e chi di loro resisterà, dovrà onorare ogni anno tasse IVA e contributi INPS.</p>
<p>Come dire, chi è ricco continuerà ad arricchirsi, e chi è povero, peggiorerà la sua condizione.</p>
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		<title>Disdici il canone TV, l&#8217;iniziativa dell&#8217;ADUC arriverà via e-mail</title>
		<link>http://www.wikibanda.it/diritto-in-rete/disdici-il-canone-tv-liniziativa-delladuc-arrivera-via-e-mail/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 09:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriverà direttamente nella casella e-mail di ogni abbonato ADUC la semplice guida per disdire il canone TV, la più vecchia delle tasse italiane.
Pubblichiamo con piacere e interesse l&#8217;iniziativa &#8220;Disdici il canone TV: ristabilire la legalità&#8221; promossa da Aduc, famosa associazione dei consumatori. Ricordiamo a tutti che il canone TV è dovuto anche per chi possiede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Arriverà direttamente nella casella e-mail di ogni abbonato ADUC la semplice guida per disdire il canone TV, la più vecchia delle tasse italiane.</em></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-711" title="Disdici il canone TV, l'iniziativa dell'aduc" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/10/page18_1-300x281.jpg" alt="" width="300" height="281" />Pubblichiamo con piacere e interesse l&#8217;iniziativa &#8220;Disdici il canone TV: ristabilire la legalità&#8221; promossa da Aduc, famosa associazione dei consumatori. <strong>Ricordiamo a tutti che il canone TV è dovuto anche per chi possiede un pc</strong>, in quanto è tecnicamente uno strumento in grado di ricevere le frequenze radio televisive.<br />
Firenze, 18 Ottobre 2008. <strong>Se la Rai, il Governo ed il Parlamento non rispettano le leggi, perche&#8217; dovrebbero farlo gli utenti della Rai pagando il canone-imposta tv?</strong><br />
Da anni siamo impegnati per l&#8217;abolizione di questa imposta e abbiamo sempre invitato i contribuenti a rispettare la legge pagando l&#8217;odioso balzello se in possesso di un apparecchio televisivo. Da troppo tempo, pero&#8217;, e&#8217; imbarazzante invocare questo rispetto, quando sono le istituzioni per prime a violare la legge.</p>
<p>Ecco l&#8217;elenco di alcune violazioni piu&#8217; eclatanti:</p>
<p>- <strong>mancato insediamento della Commissione parlamentare di vigilanza Rai</strong>, cioe&#8217; il controllo del legislatore sull&#8217;operato dell&#8217;informazione di Stato (1);<br />
- <strong>la Rai non ha ancora pubblicato sul proprio sito l&#8217;elenco delle consulenze esterne e relativi compensi</strong> in violazione della legge n. 244/2007 e della circolare DPCM 16/3/07. Anche una interrogazione parlamentare e un esposto alla procura della repubblica non hanno per il momento dato alcun risultato (2);<br />
- <strong>la Rai impedisce ai cittadini di disdire il canone</strong>, ignorando le richieste di suggellamento e di disdetta (3);<br />
- <strong>richieste intimidatorie e continue</strong> di pagamento del canone a coloro che non hanno un apparecchio televisivo (4);<br />
- <strong>&#8220;condotta della truffa&#8221; da parte di incaricati Rai che, intrufolandosi nelle case dei contribuenti in modo arrogante e spesso irrispettoso</strong>,  invitano chi e&#8217; sprovvisto di tv a firmare dichiarazioni di possesso di apparecchi televisivi spiegando che si tratta solo di una &#8216;firma per ricevuta&#8217; o per presa visione (5);<br />
- <strong>il ministero delle Comunicazioni (oggi Sviluppo Economico) da due anni non risponde a sei interrogazioni parlamentari e un interpello dell&#8217;Agenzia delle Entrate </strong>su quali apparecchi, oltre al televisore, sono soggetti al canone. Ma <span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>la Rai richiede illegittimamente il pagamento del canone anche per il possesso di un pc, di un cellulare o di altri apparecchi non televisivi</strong></em></span></span>; (6)<br />
-<strong> la Rai viola le norme sulla pluralita&#8217; dell&#8217;informazione</strong>, dando spazio in maniera sproporzionata ad alcune forze politiche, come recentemente ribadito dall&#8217;Autorita&#8217; per le garanzia nelle comunicazioni (e non e&#8217; la prima volta). (7)<br />
- <strong>mancata attuazione della legge che prevede l&#8217;esenzione dal canone</strong> per i cittadini ultrasettantacinquenni con reddito minimo. (8)</p>
<p>Fino a quando non sara&#8217; ristabilita&#8217; la legalita&#8217;, <strong>lanciamo l&#8217;iniziativa &#8220;Disdici il canone Rai&#8221;</strong>.<br />
Non chiediamo ai cittadini di smettere di pagare con &#8220;scioperi&#8221; o altro, in quanto sarebbero sanzionati.  Li informiamo su come disdire il canone legalmente, attraverso la richiesta di suggellamento della propria tv (un impegno a non guardare i programmi televisivi). Ecco il modulo: <a href="http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40168" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40168</a><br />
<strong>Se la richiesta e&#8217; inviata entro il 31 dicembre 2008, dal 1 gennaio 2009 il canone non sara&#8217; piu&#8217; dovuto. </strong>Nonostante sia praticamente impossibile per le autorita&#8217; verificare se qualcuno utilizza o meno il televisore suggellato, invitiamo chi lo fara&#8217; a rispettare la legge, cosi&#8217; come dovrebbero fare le istituzioni&#8230;</p>
<p>(1) <a href="http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=236358" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=236358</a><br />
(2) <a href="http://www.aduc.it/dyn/parlamento/noti.php?id=223583" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.aduc.it/dyn/parlamento/noti.php?id=223583</a><br />
<a href="http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=213359" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=213359</a><br />
(3) <a href="http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=213523" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=213523</a><br />
(4) <a href="http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=174358" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=174358</a><br />
(5) <a href="http://www.aduc.it/dyn/rai/comu.php?id=170597" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.aduc.it/dyn/rai/comu.php?id=170597</a><br />
(6) <a href="http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=214058" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=214058</a><br />
(7) <a href="http://www.aduc.it/dyn/tlc/noti.php?id=236984" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.aduc.it/dyn/tlc/noti.php?id=236984</a><br />
(8) <a href="http://www.abbonamenti.rai.it/generici/PaginaJ1.asp" class="moz-txt-link-freetext" >http://www.abbonamenti.rai.it/generici/PaginaJ1.asp</a></p>
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		<title>Blog tra espressione e diritto di stampa</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 22:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zovin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero &#8220;traccia su rete&#8221;.Wikipedia.
Blog, ovvero espressione di pensiero, sentimento, azione diretta in rete della voglia di comunicare. La diffusione e l&#8217;estensione di questo fenomeno ha creato, grazie anche all&#8217;avanzare della tecnologia, la possibilità a tutti di avere uno spazio per poter scrivere, esternare il proprio pensiero, informare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine <em>blog</em> è la contrazione di <em>web-log</em>, ovvero &#8220;traccia su rete&#8221;.<a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Blog" >Wikipedia</a>.<a href="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/10/censorship-7915031.jpg" ><img class="alignright size-medium wp-image-665" title="censorship-7915031" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/10/censorship-7915031.jpg" alt="" width="250" height="186" /></a></p>
<p>Blog, ovvero espressione di pensiero, sentimento, azione diretta in rete della voglia di comunicare. La diffusione e l&#8217;estensione di questo fenomeno ha creato, grazie anche all&#8217;avanzare della tecnologia, la possibilità a tutti di avere uno spazio per poter scrivere, esternare il proprio pensiero, informare, commentare senza il bisogno di intermediari.</p>
<p>Recentemente il mondo dei blog è stato al centro di alcune sentenze di merito che hanno provocato numerose discussioni non solo tra i blogger e gli utilizzatori di internet ma anche e soprattutto tra i giuristi.</p>
<p>Nel 2006, il Tribunale di Aosta si espresse circa una diffamazione causata da un blog, sancendo il principio &#8220;dell&#8217;assimilazione della figura del blogger (inteso per colui che gestisce un blog) a quella del direttore responsabile -<a href="http://www.comunicazione.uniroma1.it/materiali/11.13.22_Reati%20attinenti%20alla%20professione%20giornalistica.pdf" >Art. 596 bis c.p.</a></p>
<p>Anche a chi non mastica di leggi e diritto balza all&#8217;occhio la &#8220;analogia&#8221; ( assimilazione intesa in questi termini) blog-mezzi di stampa e blogger &#8211; direttore o vice direttore dell&#8217;organo di stampa e, di guisa, l&#8217;applicazione della fattispecie penale ad entrambi riconducibile in &#8220;anologia&#8221;.</p>
<p>Analogamente( mi scuserete il giro di parole) un&#8217;altra sentenza, questa volta del 2008 ha per oggetto l&#8217;obbligo della registrazione del blog e conseguenzialmente la fattispecie di &#8220;reato di stampa clandestina&#8221; nell&#8217;eventualita&#8217; di inadempienza a tale assolvimento.</p>
<p>&#8220;L&#8217;obiezione avanzata dalla difesa circa la semplice &#8220;pubblicazione di un blog&#8221; inteso come mezzo di informazione civile, ha permesso al giudice di specificare che: <em>diverso può essere l&#8217;uso che si fa del blog, nel senso che lo si puo&#8217; utilizzare semplicemente come strumento di comunicazione ove tutti indistintamente possono esprimere proprie opinioni sugli argomenti più svariati, che non corrono l&#8217;obbigo di registrazione; ovvero quale strumento informativo, atto a fare informazione&#8221;.</em></p>
<p>Ora queste sentenze dovrebbero, oltre che generare discussioni, essere veicolo costruttivo per il legislatore chiamato a disciplinare e dividere chi professionalmente fa informazione da chi invece esprime la sua opinione.</p>
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		<title>Le aste al ribasso online: abilità o gioco d&#8217;azzardo illegale?</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 22:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>
		<category><![CDATA[aste al ribasso]]></category>
		<category><![CDATA[gioco online]]></category>
		<category><![CDATA[legge sulle aste al ribasso]]></category>

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		<description><![CDATA[Navighiamo nei siti delle aste al ribasso, la nuova pazza moda che in questo periodo ha invaso il web. Ma è davvero così tutto legale?
Aggiudicarsi un computer portatile da 1.200 euro con poco più di 4 euro. Impossibile recandosi nel negozio di informatica sotto casa, ma possibilissimo nei nuovi siti di &#8220;aste al ribasso&#8221;. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Navighiamo nei siti delle aste al ribasso, la nuova pazza moda che in questo periodo ha invaso il web. Ma è davvero così tutto legale?</em></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-557" title="Ecco come funziona l'asta al ribasso: vince chi offre meno, ma è unico offerente" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/astealribasso.jpg" alt="" width="300" height="200" /><strong>Aggiudicarsi un computer portatile da 1.200 euro con poco più di 4 euro</strong>. Impossibile recandosi nel negozio di informatica sotto casa, ma <strong>possibilissimo nei nuovi siti di &#8220;aste al ribasso&#8221;</strong>. In questi siti infatti non vince, come su eBay, l&#8217;acquirente che fa l&#8217;offerta più alta, ma <strong>la persona che riesce a fare l&#8217;unica offerta più bassa</strong>. La spiegazione del funzionamento è sostanzialmente la medesima per tutti i siti: <strong>occorre registrarsi, versare un certo credito mediante paypal</strong> o carta di credito, <strong>e poi fare un offerta</strong> per il prodotto desiderato. Ovviamente, <strong>ogni offerta (o puntata) ha un suo costo</strong>, solitamente di 1 o 2 euro, che viene scalata dal credito residuo del possibile acquirente. A questo punto <strong>scatta il meccanismo delle offerte, che sono sempre segrete</strong>, finchè non viene decretato il vincitore: se siamo stati fortunati <strong>possiamo portarci a casa l&#8217;oggetto alla cifra più bassa che abbiamo sostenuto con la nostra proposta e con l&#8217;aggiunta di 10 euro</strong> a titolo di spese fisse di spedizione.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-554" title="Vincere alle aste al ribasso: come gettare due dati alla roulette?" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/strategie_aste_al_ribasso.jpg" alt="" width="114" height="114" />I siti che trattano aste al ribasso e loro derivati si stanno moltiplicando a vista d&#8217;occhio, ma <strong>potete facilmente rendervi conto dell&#8217;interesse che si è creato attorno al fenomeno </strong>visitando siti come <a href="http://www.youbid.it"  target="_blank">YouBid</a> (www.youbid.it), <a href="http://www.bidvillage.net"  target="_blank">BidVillage</a> (www.bidvillage.net) oppure ancora <a href="http://www.asteclick.com"  target="_blank">AsteClick</a> (www.asteclick.com). Tutte strutture online pronte a difendersi con i denti <strong>da chi le accusa di favorire o, addirittura, proporre un sistema di gioco d&#8217;azzardo</strong>: sostengono che in queste aste, non prevalga la fortuna, ma la tecnica utilizzata. Una tecnica di gioco che, se conosciuta, <strong>porterebbe giovamento ai già rodati utenti che hanno esperienza, e di fatto annullerebbe ogni possibilità di vittoria da parte invece di quella fetta d&#8217;utenza apprendista</strong> o comunque non ancora ben inserita nel meccanismo.</p>
<p>Proprio su questo sottile confine che separa l&#8217;asta al ribasso dal gioco d&#8217;azzardo (in Italia punito dalla legge) <strong>si sono sviluppate le prime community e non mancano certo dissidenti o delusi</strong>. Molti infatti sostengono addirittura che <strong>le aste siano pilotate, poichè troppo spesso risulta apparire il nome di una stessa persona</strong> come vincitore. Anche <strong>alcune Associazioni di Consumatori</strong>, come AltroConsumo che ha denunciato un sito d&#8217;aste al ribasso per pubblicità ingannevole, sostengono a gran voce l&#8217;illegalità di queste strutture di gioco puramente basate sulla fortuna e <strong>ne propongono la chiusura a norma di legge.</strong> I siti di aste al ribasso si difendono sostenendo che non si  tratta di gioco d&#8217;azzardo, ma <strong>semmai di gioco d&#8217;abilità, una tipologia permessa dai Monopoli  di Stato</strong>.</p>
<p>Accuse, delusioni e contraccolpi a parte, le aste al ribasso sono il nuovo fenomeno del web: piacciono e fanno discutere, due ingredienti che uniti rendono impossibile non fare almeno una visita in uno di questi siti.</p>
<p>Ringraziamo per alcune informazioni <a href="http://www.webmasterpoint.org/speciale/2008apr20-cosa-sono-e-come-funzionano-le-aste-al-ribasso.asp"  target="_blank">l&#8217;articolo </a>di WebMasterPoint.org.</p>
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		<title>Anche gli utenti affari (linea adsl business) potranno disdire senza penali grazie al Decreto Bersani</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 12:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto in Rete]]></category>
		<category><![CDATA[ADSL affari]]></category>
		<category><![CDATA[AGCOM Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[business contratto Decreto Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[disdetta anticipata]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la guida per la corretta disdetta a Libero Adsl, l&#8217; Avvocato Minciotti pubblica in rete un intervento che guiderà i clienti business alla disdetta in conformità con il decreto Bersani.
Autore: Francesco Minciotti, in rete conosciuto con lo pseudonimo di PapZ.
Pubblico con piacere il nuovo lavoro dell&#8217;amico PapZ, rimandandovi alla lettura del suo blog www.silenzi.com. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo la guida per la corretta disdetta a Libero Adsl, l&#8217; Avvocato Minciotti pubblica in rete un intervento che guiderà i clienti business alla disdetta in conformità con il decreto Bersani.</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-395" title="L'Avv. Minciotti, al quale si deve la realizzazione di molte guide utili sui diritti dei navigatori italiani" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/avvminciotti.png" alt="" width="84" height="84" /><strong>Autore:</strong> Francesco Minciotti, in rete conosciuto con lo pseudonimo di PapZ.<br />
Pubblico con piacere il nuovo lavoro dell&#8217;amico <a href="http://www.silenzi.com/lautore/"  target="_blank">PapZ</a>, rimandandovi alla lettura del suo blog www.silenzi.com. Francesco Minciotti (in foto qui a sinistra), ormai voce accreditata nella rete per rispondere alle problematiche legislative che intercorrono nei rapporti tra consumatori e Internet Service Provider, si è laureato in giurisprudenza il 3 aprile 2008, con una tesi in diritto delle telecomunicazioni dal titolo «<em>Evoluzione delle reti di telecomunicazioni nel contesto nazionale ed internazionale</em>» con votazione di 110/110 e lode. Al momento scrive nel suo Blog personale e collabora nella sezione &#8220;A Tutta Banda&#8221; di P2pForum Italia in qualità di Responsabile di Sala.</p>
<p><strong>Guida:</strong> <a href="http://www.silenzi.com/2008/09/09/anche-gli-utenti-affari-potranno-disdire-senza-piu-penali/" title="Permanent Link to Anche gli utenti affari potranno disdire senza più penali" rel="bookmark" >Anche gli utenti affari potranno disdire senza più penali</a><br />
E’ una novità di cui ho preso visione da poco, e ora trovo il tempo per parlarvene.<br />
<img class="alignright size-medium wp-image-398" title="La guida per liberare l'utenza business dai contratti adsl con il decreto Bersani" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/liberi_adsl.jpg" alt="" width="300" height="225" />Come saprete — e mi rivolgo a quei visitatori che approdano qui in cerca di assistenza giuridica per problematiche ADSL, servizio le cui condizioni sono riassunte <a href="http://www.silenzi.com/assistenza-giuridica-per-problematiche-telefonia-e-adsl/"  target="_blank">a questa pagina</a> — <strong>il decreto Bersani del 2007 vieta ai gestori di telefonia di applicare penali di qualsivoglia specie al cliente che decida di disdire prima della naturale scadenza del contratto</strong>; prassi, questa, inveterata, e che &lt;nota agiografica&gt; mi convinse a fine 2005, fra l’altro, a scrivere la prima, storica <a href="http://www.silenzi.com/2005/12/20/guida-alla-corretta-disdetta-di-libero-adsl-2/"  target="_blank">guida per la corretta disdetta a Libero ADSL</a>, dopo essermi arrovellato per mesi su come fare per non pagare una penale di ben 200€ che Libero voleva appiopparmi, pur non fornendomi un ***** di ADSL funzionante da sei mesi &lt;/nota agiografica&gt;.<br />
Questa regolamentazione bersaniana, tuttavia, prendeva le difese del «consumatore»; figura che, legalmente parlando, richiama l’utente che fruisce d’un bene o d’un servizio a scopo personale, senza trarne lucro.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Quanto agli utenti affari, invece, il discorso è era diverso</strong>: la <em>ratio</em> era infatti questa: <em>se tu, o utente affari, usi questo servizio per lavoro, e ne trai guadagno, <strong>non sei proprio proprio la parte debole del contratto</strong>; onde, le mie norme di tutela non si applicano a te e a tutti quelli come te</em>.<br />
Tutto bello, tutto logico, questo ragionamento di Bersani e soci; non foss’altro, per il fatto che non è così. Quello che voglio dire è che <strong><em>teoricamente </em>gli utenti affari hanno un potere negoziale più forte dell’utente privato; <em>praticamente</em>, però, in questo campo il singolo studente fuori sede che s’attiva un’ADSL e il piccolo negoziante al dettaglio hanno un potere negoziale, nei confronti del gestore telefonico fornitore del servizio ADSL, assolutamente identico.</strong> E allora — si son detti quelli dell’ADUC, da cui la richiesta di chiarimento è partita — perché questo doppio regime di tutela? Chi figli e chi figliastri, caro Regolatore?<br />
No, o quantomeno non più: l’AGCom, chiarendo inequivocabilmente il punto, <strong>ha esteso la «copertura legislativa» dell’assenza di penali per disdetta anticipata anche agli utenti affari</strong>, proprio in virtù del fatto che, di fronte ad un contratto per adesione — tali sono i contratti prestampati, in cui la parte debole non può che firmare o non stipulare, senza modificare alcunché —, <strong>«siamo tutti uguali»</strong>, e cioè tutti proni a prendercelo in quel posto.<br />
Più aulicamente, nelle sue parole:</p>
<blockquote><p>l’Autorità ha ritenuto che le specifiche tutele previste dall’articolo 1, comma 3, in caso di recesso, si applichino anche agli utenti non residenziali che non godono di un sostanziale potere negoziale e che, quindi, si limitano a sottoscrivere clausole predisposte dal contraente “forte”.<br />
Anche questi utenti, infatti, tra i quali figurano numerose piccole e medie imprese, sono limitati nell’esercizio di qualsiasi rilevante potere di trattativa in quanto, nell’aderire al contratto, possono solo procedere alla mera accettazione di tutte le clausole contrattuali, al pari del singolo consumatore. (<a href="http://www.agcom.it/comunicazioni/testo_esplicativo_com_28_06_07.pdf"  target="_blank">AGCom</a>, pdf)</p></blockquote>
<p>Questa, di conseguenza, la nuova lettera delle linee guida approntate dall’Autorità in materia di applicazione del decreto Bersani:</p>
<blockquote><p>1- bis. La suddetta disposizione [<em>la disdetta immediata senza penali, NdA</em>] si applica a tutti coloro che sottoscrivono contratti per adesione con operatori di telefonia, reti televisive e comunicazione elettronica, inclusi gli utenti finali non residenziali. La previsione non si applica ai contratti, quali quelli in uso per la fornitura di servizi alla clientela business di maggiori dimensioni, nei quali le clausole sono negoziate e, pertanto, non ricorre la fattispecie del contratto per adesione. (<a href="http://www.agcom.it/comunicazioni/com_28_06_07.htm"  target="_blank">AGCom</a>)</p></blockquote>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-400" title="&quot;non siete legittimati a pretendere questo trattamento «di favore» solo se la vostra azienda è così potente da negoziare soggettivamente il contratto di fornitura del vostro servizio&quot;" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/tribunale01-150x150.jpg" alt="" width="101" height="101" />Ecco il punto decisivo: <strong>non siete legittimati a pretendere questo trattamento «di favore» solo se la vostra azienda è così potente da negoziare soggettivamente il contratto di fornitura del vostro servizio </strong>di telecomunicazione con l’operatore telefonico prescelto. Se così non è — e non lo è per la stragrande maggioranza delle aziende — siete coperti dalla nuova normativa<br />
Per cui, <strong>quando vorrete dare disdetta del vostro telefono, o della vostra ADSL che usate per lavoro, non fatevi spaventare dagli sgherri telefonici delle compagnie telefoniche</strong>, se vi dovessero dire che per la vostra linea il decreto Bersani non si applica; si applica, si applica eccome!<br />
N.B.: aggiornerò le guide alla corretta disdetta delle ADSL dei vari operatori nel corso di questi giorni.</p>
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