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	<title>WikiBanda.it &#187; A scuola di web</title>
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		<title>L&#8217;identikit del Blogger, un professionista che adora la rete</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 23:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola di web]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi sono i blogger? quanti sono? dove abitano, cosa fanno nella vita, chi&#8230; Molte domande, alle quali grazie ad un ricerca di Technorati possiamo rispondere.
Per chi non conosce questo servizio, Technorati è il motore di ricerca più famoso dedicato ai blogs, ovvero quei siti, sviluppatisi prima come diari personali e diventati nel breve tempo gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chi sono i blogger? quanti sono? dove abitano, cosa fanno nella vita, chi&#8230; Molte domande, alle quali grazie ad un ricerca di Technorati possiamo rispondere.</em></p>
<p>Per chi non conosce questo servizio, <strong><a href="http://technorati.com/"  target="_blank">Technorati</a> è il motore di ricerca più famoso dedicato ai blogs</strong>, ovvero quei siti, sviluppatisi prima come diari personali e diventati nel breve tempo gli eredi dei forums e di molte community. <strong>Semplici da usare, facili da gestire</strong>: il sito che state leggendo ora è proprio un blog. Ma torniamo all&#8217;argomento principale di questo articolo: Technorati ha pubblicato di recente il suo rapporto annuale sullo status della blogosfera mondiale. Per far ciò, <strong>la società ha scelto 1000 Blogger in 66 nazioni dei cinque continenti</strong> che formano il nostro pianeta e poi ha analizzato e incrociato i risultati.</p>
<p><img class="size-full wp-image-760 alignleft" title="L'identikit del Blogger secondo Technorati" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/11/identikit.jpg" alt="" width="299" height="229" /></p>
<p><strong>Il Blogger tipico è maschio, con un&#8217;età solitamente compresa tra i 18 e i 34 anni</strong>, dedica dalle 3 alle 10 ore al giorno per aggiornare i contenuti del suo sito <strong>ed ha una buona istruzione</strong>. E un buon portafoglio, aggiungono alla fine, fattore probabilmente preponderante dato l&#8217;alto consumo di tempo per mantenere il proprio blog aggiornato. Il 2% degli intervistati <strong>ammette che comunque il suo piccolo sito è anche la fonte principale di guadagno</strong> mensile, con un fatturato di almeno 5.000 dollari all&#8217;anno.</p>
<p>Tutti insieme <strong>i Bloggers immettono nella rete circa 900 mila interventi al giorno</strong>, con un aumento pari al doppio del numero dei blogs attivi dal 2002 ad oggi. Una crescita esponenziale che sembra non arrestarsi e che arricchisce ogni giorno di informazioni, commenti e &#8220;umanità&#8221; il freddo mondo dell&#8217;informatica che si basa unicamente su numeri, cifre e interconnessioni. Col tempo, siamo certi, nel glossario di informatica il termine &#8220;blogger&#8221; avrà un posto d&#8217;onore.</p>
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		<title>Cos&#8217;è la Google Dance, il PageRank e come funzionano</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 06:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola di web]]></category>
		<category><![CDATA[google dance]]></category>
		<category><![CDATA[google dance webmaster]]></category>
		<category><![CDATA[pagerank google]]></category>
		<category><![CDATA[pagerank siti web]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non siete webmasters (cioè non amministrate siti internet) forse non avete mai sentito parlare di &#8220;Google Dance&#8221; e di &#8220;PageRank&#8221;. Ecco un piccolo vademecum.
I webmasters (coloro che amministrano i siti internet), gli esperti Seo (Search Engine Optimization, cioè quelle persone che posizionano i siti internet) e gli appassionati di web in generale chiamano Google [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Se non siete webmasters (cioè non amministrate siti internet) forse non avete mai sentito parlare di &#8220;Google Dance&#8221; e di &#8220;PageRank&#8221;. Ecco un piccolo vademecum.</em></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-625" title="Un'immagine molto bella che spiega i diversi valori di pagerank :)" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/googlepagerankai9-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />I webmasters (coloro che amministrano i siti internet), gli esperti Seo (Search Engine Optimization, cioè quelle persone che posizionano i siti internet) e gli appassionati di web in generale <strong>chiamano Google Dance le ore in cui il noto motore di ricerca mondiale aggiorna i dati dei propri datacenter relativamente al PageRank</strong>. Il PageRank <strong>è un numero compreso tra 0 e 10</strong>, attribuito e di proprietà di Google, <strong>che definisce la qualità </strong>di una pagina di un sito internet. E&#8217; pensiero comune, infatti, che più alto è il valore di PageRank riconosciuto da Google sulla pagina web, <strong>maggiore è la qualità e la diffusione</strong> di quel contenuto. Possiamo definirlo, per semplicità, un voto.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-626" title="Lo sviluppo delle interconnessioni che poi danno il valore di PageRank" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/pagerank-hi-res-300x216.png" alt="" width="300" height="216" />Inutile dire che <strong>ogni webmaster appassionato del proprio sito punta ad ottenere un ottimo &#8220;voto&#8221; </strong>da parte di Google e &#8220;lavora&#8221; spesso in tal senso. Come fa il motore di ricerca ad assegnare il giudizio? Da una premessa molto importante: secondo Google <strong>un link in entrata ad un sito web da parte di un terzo sito è un voto positivo da parte del terzo sito verso il primo</strong> che è stato linkato. Esempio. Se qualcuno di  voi inserire un link che riporta al nostro Blog, il vostro sito (cioè voi) giudicate questo Blog come una fonte autorevole sull&#8217;informazione che volete dare ai vostri lettori. <strong>Google lo capisce e assegna al nostro Blog un primo giudizio positivo</strong>. Così facendo si creano quelli che tecnicamente vengono chiamati &#8220;backlinks&#8221; (collegamenti che tornano indietro) e si crea una ragnatela di interconnessioni che possiamo comprendere guardando la bellissima immagine che ho allegato a sinistra. (<a rel="nofollow" href="http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:PageRank-hi-res.png"  target="_blank">fonte immagine</a> WikiMedia su Licenza Creative Commons)</p>
<p>Ma torniamo alla <span style="text-decoration: underline;"><strong>Google Dance</strong></span>. Stanotte ( 26 settembre 2008 ) c&#8217;è stato <em>il famoso terremoto di Google</em>: <strong>molti siti sono stati rivisti e riqualificati</strong> dal motore di ricerca. Molti i webmasters che si sono trovati penalizzati (cioè hanno perso valore di PageRank) ma altrettanti, siamo certi, stanno ancora festeggiando perchè il loro PageRank è aumentato. Infatti c&#8217;è sempre da ricordare che <strong>tale valore può fluttuare sia in positivo che in negativo</strong> e che quindi è sensibile all&#8217;andamento e all&#8217;ottimizzazione che il fondatore del sito attua in generale alle proprie pagine web.</p>
<p>Rimane solo una cosa: <strong>installare sul proprio browser la toolbar</strong> (la barra degli strumenti) per poter visualizzare questo valore numerico così importante per chi ha un sito web. Google ci offre l&#8217;omonimo strumento, la <a rel="nofollow" href="http://toolbar.google.com/"  target="_blank">Google Toolbar</a>. Funziona sia con internet Explorer che con Firefox <strong>e permette di visualizzare il valore di PageRank durante la normale navigazione, senza interruzioni o ulteriori clicks</strong>. Ci sarebbero <strong><span style="text-decoration: underline;">ancora molte cose da dire</span></strong>, ma per il momento ci fermiamo qui. Magari riprenderemo insieme il discorso in un futuro post.</p>
<p>Chi vuole lasciare <strong>consigli, idee, correggere eventuali errori oppure inserire il proprio pensiero</strong> può farlo liberamente commentando l&#8217;articolo.</p>
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		<title>Il sito con Chrome si vede male: capiamone il motivo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 04:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola di web]]></category>
		<category><![CDATA[bug google chrome]]></category>
		<category><![CDATA[problemi google chrome]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi è mai successo di navigare su un sito con Google Chrome e di trovare stranezze nella pagina? Si, anche il nostro blog ne è affetto. Scopriamo perchè.

Anche il nostro sito è affetto da un errore di interpretazione, benchè il codice xhtml e css siano validati perfettamente: compare una antiestetica linea bianca sotto la parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vi è mai successo di navigare su un sito con Google Chrome e di trovare stranezze nella pagina? Si, anche il nostro blog ne è affetto. Scopriamo perchè.</em></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-563" title="L'errore di Chrome sul nostro sito: si vede una antiestetica linea bianca" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/chromebug.jpg" alt="" width="300" height="229" /></p>
<p>Anche <strong>il nostro sito è affetto da un errore di interpretazione</strong>, benchè il codice xhtml e css siano validati perfettamente: compare <strong>una antiestetica linea bianca sotto la parte alta</strong> della pagina.</p>
<p>La spiegazione è semplice: Chrome <span style="text-decoration: underline;">è ancora pieno</span> di bug. Ci sono <strong>1637 pagine</strong>, tutte disponibili <a rel="nofollow" href="http://code.google.com/p/chromium/issues/list"  target="_blank">qui</a>, <strong>di problematiche sollevate da utilizzatori del noto nuovo browser californiano che lamentano defezioni di interpretazione del codice css</strong> dei proprio siti. Questo succede perchè <strong>il progetto Chrome trae le sue radici dal progetto Safari</strong> (ricordate? lo abbiamo già detto nel nostro articolo (<a title="Google Chrome, è ancora presto per sfidare Microsoft" href="../caduti-nella-rete/google-chrome-e-ancora-presto-per-sfidare-microsoft/">Google Chrome, è ancora presto per sfidare Microsoft</a>) che a sua volta usa un motore di interpretazione delle pagine web (tecnicamente, motore di rendering) <strong>diverso da quello di Internet Explorer e di Firefox</strong>.</p>
<p>Il nome di questo motore è <strong>WebKit</strong>, <a href="http://webkit.org/"  target="_blank">un progetto open source</a> che non manca certo di essere costantemente sotto aggiornamento: infatti <strong>è già uscito un update pochi giorni fa, il 22 settembre</strong>. Scaricando e installando questa patch su Safari Browser, i problemi di molti siti (tra i quali il nostro) scompaiono. Ma <strong>c&#8217;è un problema: la patch è pensata unicamente per il browser Safari</strong>, quindi gli utenti che <strong>invece hanno scelto Chrome per la propria navigazione dovranno necessariamente attendere il prossimo aggiornamento</strong> da parte del team di Google che segue il progetto (nella speranza che sia risolutivo).</p>
<p>Google stesso <a href="http://www.google.it/chrome/intl/it/webmasters-faq.html#renderie"  target="_blank">consiglia</a>, a chi si trova in questa situazione, di operare nei seguenti modi:</p>
<ul>
<li><em>Se il tuo sito non viene visualizzato correttamente in alcun browser, assicurati che il tuo codice HTML e CSS non contengano errori eseguendo un test alla pagina <a href="http://validator.w3.org/" >http://validator.w3.org/</a>.</em></li>
<li><em>Se il tuo sito non viene visualizzato correttamente in Google Chrome o Apple Safari, invia una segnalazione di bug a <strong>webkit.org</strong> come descritto alla pagina <a href="http://webkit.org/quality/reporting.html" >http://webkit.org/quality/reporting.html</a>.</em></li>
<li><em>Se il tuo sito viene visualizzato correttamente in Apple Safari, ma non in Google Chrome, invia una segnalazione di bug specifica per Google Chrome alla pagina <a rel="nofollow" href="http://code.google.com/p/chromium/issues/list" >http://code.google.com/p/chromium/issues/list</a>.</em></li>
</ul>
<p>Il nostro consiglio <strong>è attendere ancora lo sviluppo del progetto</strong> prima di scegliere Chrome come browser predefinito per la propria navigazione. E soprattutto, <strong>per operazioni particolari quali azioni bancarie e trattamento di dati sensibili, di utilizzare</strong> il già largamente aggiornato e testato <strong>Mozilla FireFox</strong>. Per Google Chrome è ancora presto. Troppo presto.</p>
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		</item>
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		<title>TBot, il contatto robot che traduce le conversazioni su Msn</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 22:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola di web]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è un semplice contatto, ma un vero e proprio traduttore multilingua progettato da Microsoft, che aggiunto al vostro Msn, vi permetterà traduzioni istantanee di intere conversazioni.
Utilizzarlo è davvero semplice: è sufficiente aggiungere alla propria lista contatti di Windows Live Messenger il contatto mtbot@hotmail.com ed aspettare qualche secondo che automaticamente vi accetti. Il suo nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Non è un semplice contatto, ma un vero e proprio traduttore multilingua progettato da Microsoft, che aggiunto al vostro Msn, vi permetterà traduzioni istantanee di intere conversazioni.</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-371" title="TBot, il traduttore multilingua automatico di Windows Live Messenger" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/tbot.gif" alt="" width="400" height="264" /><strong>Utilizzarlo è davvero semplice</strong>: è sufficiente <strong>aggiungere alla propria lista contatti </strong>di Windows Live Messenger<strong> il contatto mtbot@hotmail.com</strong> ed aspettare qualche secondo che automaticamente vi accetti. Il suo nome diventerà immediatamente <a rel="nofollow" href="http://wltbot.spaces.live.com/"  target="_blank">Tbot</a> e come immagine avrà un piccolo robottino azzurro con un paio di cuffie sul capo e due antenne che spuntano dalle orecchie.</p>
<p>Quando vi avrà attivato, i<strong>l passo successivo sarà impostare la vostra lingua preferita</strong>, ovvero quella di base: per farlo, <strong>e per conoscere altri comandi</strong> al quale può rispondere, potete digitare nella comune finestra di chat <strong>il comando <em>Tbot </em>?</strong>. Una volta impostato attravero il semplicissimo menù che vi apparirà tradotto in più lingue, <strong>il nostro nuovo amico robotico sarà in grado di tradurre ogni parola o frase che digiteremo</strong>, oppure, <strong>se chiamato a conversare in una multi-chat</strong>, sarà in grado di eseguire un vero e proprio lavoro di mediatore linguistico, traducendo ai nostri ospiti stranieri il nostro messaggio.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-372" title="Nelle conversazioni fra più utenti msn, Tbot fungerà da interprete" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/tbot2.jpg" alt="" width="96" height="96" />Nella progettazione, <strong>Microsoft infatti lo ha dotato di un potente server traduttore</strong> che consente a TBot di gestire efficacemente conversazioni dall&#8217;Inglese verso l&#8217;Arabo, il Cinese (semplificato e tradizionale), l&#8217;Olandese, il Francese, il Tedesco, l&#8217;Italiano, il Giapponese, il Coreano, il Portoghese, il Russo e lo Spagnolo.</p>
<p>E&#8217; già al vaglio degli sviluppatori <strong>la possibilità di implementare nuove lingue per espandere le funzionalità</strong> di questo robottino virtuale, insieme ovviamente <strong>a nuovi aggiornamenti del programma </strong>che ne permette il funzionamento.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;account Google AdWords non si può eliminare. Mai.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 22:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola di web]]></category>
		<category><![CDATA[account Google AdWords]]></category>
		<category><![CDATA[Cancellare account Google]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai provato ad eliminare un account Google AdWords nel quale avete scelto il pagamento anticipato? Noi si, con Pietro, utente immaginario. Il risultato però non è stato positivo.
Un piccolo passo indietro per chi non è del mestiere, prima di cominciare. AdWords è un servizio che Google mette a disposizione dei WebMasters (cioè di quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Avete mai provato ad eliminare un account Google AdWords nel quale avete scelto il pagamento anticipato? Noi si, con Pietro, utente immaginario. Il risultato però non è stato positivo.</em></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-361" title="Come si cancella un account AdWords?" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/pic2-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" />Un piccolo passo indietro per chi non è del mestiere, prima di cominciare. <strong>AdWords è un servizio che Google mette a disposizione dei WebMasters</strong> (cioè di quelle persone che gestiscono uno o più siti internet) che ha come fine, dietro pagamento, <strong>di far figurare il sito mediante apposite campagne pubblicitarie nei riquadri &#8220;Collegamenti Sponsorizzati&#8221;</strong> all&#8217;interno delle normali ricerche. Un esempio che balza subito all&#8217;occhio può essere <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=adsl&amp;btnG=Cerca&amp;meta="  target="_blank">questo</a>. Bene, adesso che è tutto chiaro possiamo procedere. Capita a tutti, a volte, di voler porre fine alla registrazione su un sito internet. Per tanti motivi, <strong>un bel giorno si decide che è il momento di eliminare l&#8217;account che magari avete creato molto tempo addietro</strong>. E qui iniziano certe volte alcuni ostacoli (forse messi apposta per scoraggiare utenti ribelli?), perchè come è prevedibile molti siti mal digeriscono questa sorta di &#8220;fuga&#8221;.</p>
<p><strong>Se avete un&#8217;account anche voi su Adwords</strong>, <strong>provateci</strong>. Noi <strong>ci faremo accompagnare da Pietro, un utente immaginario che vuole cancellare il suo account Google AdWords</strong>. Il nostro amico, Pietro, accederà normalmente al sito, poi sceglierà la scheda &#8220;<em>Account Personale</em>&#8220;, poi ancora &#8220;<em>Preferenze Account</em>&#8221; e poi leggerà in basso a destra dove ci sarà il rettangolino &#8220;<em>Cancellazione Account</em>&#8221; e sotto un link nel quale potete leggere &#8220;<em>Contatta il Team di assistenza</em>&#8220;. A questo punto, cliccandoci, apparirà davanti al suo naso un pop-up con questa domanda:<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-360" title="E' impossibile eliminare l'account AdWords: vediamo perchè" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/cancellare-account-googleadwords1.png" alt="" width="424" height="180" />Pietro <strong>a questo punto già inizia a sentirsi smarrito</strong> perchè <strong>non solo non raggiunge l&#8217;obiettivo, ma viene perfino catapultato in una scelta che non lo interessa</strong> affatto.</p>
<p>Dopo una prima lettura, <strong>l&#8217;unica scelta opzionabile è la prima</strong>, ovvero &#8220;Ho un account AdWords&#8221;. Successivamente, alla nuova pagina finalmente si selezionerà la terzultima opzione, ovvero<strong> &#8220;Cancellazione account&#8221;</strong>, e nuovamente il click del mouse andrà a colpire il tasto continua. <strong>Sembra che l&#8217;avventura su un sito di Google per Pietro sia terminata, e invece si trova davanti un modulo online da compilare.</strong> Ma il nostro utente immaginario non demorde e con buona perizia e attenzione, fiducioso compila il modulo. Le informazioni sono sempre quelle: nome, cognome, indirizzo email dell&#8217;account, motivo della cancellazione, eventuali allegati. Tutto bene, il modulo è inviato. <strong>E&#8217; finita</strong>: Pietro non è più un utente AdWords, <strong>ora è solo un webmaster in pensione</strong>.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-362" title="Al nostro amico Pietro arriva una e-mail da parte di Google..." src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/09/emailjpg-300x222.gif" alt="" width="141" height="105" /><strong>Dopo qualche giorno nella casella di posta</strong>, utilizzata per il servizio di Google, <strong>Pietro riceve una e-mail dal team</strong> che ha contattato, <strong>che ha come oggetto cancellazione profilo/account adwords. </strong>E&#8217; molto lunga, e <strong>indica le varie procedure per chiudere l&#8217;account</strong> con esito positivo, in base alle proprie preferenze, se ha optato per il pagamento posticipato o anticipato delle proprie quote. Nel nostro caso,<strong> il nostro amico ha scelto il pagamento anticipato</strong> con carta di credito, facendosi poi rimborsare da Google stessa la parte eccedente del credito non utilizzata.</p>
<p>Sulla base di questa preferenza, <strong>le istruzioni della e-mail sono le seguenti</strong>:<br />
<em>Se si è scelto la modalità di pagamento anticipato e non si dispone di un<br />
saldo residuo, per cancellare il suo account procedere nel seguente modo:</em></p>
<p><em>1. Accedere all&#8217;account AdWords.<br />
2. Fare clic sulla scheda &#8220;Account personale&#8221;, nella parte superiore della<br />
pagina.<br />
3. Fare clic sul link &#8220;Preferenze account&#8221; sotto le schede.<br />
4. Individuare la sezione &#8220;Cancellazione account&#8221;.<br />
5. Fare clic su &#8220;Contatta il team di assistenza&#8221;.</em></p>
<p><em>In tutti i casi descritti sopra la pubblicazione degli annunci viene<br />
interrotta entro un&#8217;ora dalla cancellazione.</em></p>
<p>Evidentemente qualcosa è andato storto, poichè <strong>a Pietro sono arrivate semplici informazioni sulla cancellazione dell&#8217;account e non lo svolgersi della procedura</strong> stessa. Infatti, <strong>il nostro sfortunato amico, ricollegandosi al sito AdWords ritrova esattamente tutto come qualche giorno prima</strong> e così anche nei giorni successivi. Solo <strong>un avviso lo ricorda che i fondi sono terminati</strong>, e se vuole nuovamente utilizzare questo tipo di sponsorizzazione online, deve effettuare un nuovo versamento.</p>
<p>Sconsolato e titubante, <strong>per nulla arreso all&#8217;idea di cancellare la sua presenza su AdWords</strong>, inizia a cercare informazioni <strong>e trova un GoogleGroups</strong>, ovvero uno dei molti gruppi di aiuto sul servizio stesso. E qui può leggere una conversazione molto importante, della quale abbiamo il<a href="http://groups.google.it/group/adwords-help-guidelines-it/browse_thread/thread/3e8d48271c152d16"  target="_blank"> link</a>. In questa discussione, <strong>dove un utente chiede come eliminare il proprio account, la risposta di un altro utente è la seguente: &#8220;In realtà non si può eliminarli per sempre, però se vai dentro al menù My account-&gt;Account preferences c&#8217;è la procedura per cancellarlo. In realtà viene disattivato e può essere riattivato in qualsiasi momento. Fil&#8221;</strong>. E&#8217; dunque così? <strong>E&#8217; davvero impossibile l&#8217;eliminazione completa di un account Google AdWords, anche se richiesta dall&#8217;utente titolare?</strong> Noi crediamo di no, tuttavia abbiamo un precedente. Il precedente di Pietro, che a tutt&#8217;oggi ha inviato una ulteriore richiesta di eliminazione.</p>
<p>Speriamo ben presto di poter dire che effettivamente l&#8217;account è stato del tutto eliminato, così come richiesto, oppure fornire maggiori informazioni su un aspetto di questo servizio non ancora del tutto chiaro.</p>
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		<title>INPS, lo sportello è online</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 11:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caduti nella Rete]]></category>
		<category><![CDATA[contributi inps]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;INPS, l&#8217;Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, accetta la sfida del web presentando una serie di servizi appositamente strutturati per essere disponibili comodamente da casa. Con una password per ogni contribuente ora si può avere la propria posizione contributiva online.
Sempre più internet nella Pubblica Amministrazione. La rivoluzione comunicativa abbraccia anche INPS, che attraverso le pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;INPS, l&#8217;Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, accetta la sfida del web presentando una serie di servizi appositamente strutturati per essere disponibili comodamente da casa. Con una password per ogni contribuente ora si può avere la propria posizione contributiva online.</em></p>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/logo_inps.gif" alt="inps on line" width="241" height="153" />Sempre<strong> più internet nella Pubblica Amministrazione</strong>. La rivoluzione comunicativa abbraccia anche INPS, che attraverso le pagine del proprio sito, <strong>mette a disposizione una serie innumerevoli di servizi</strong> in base alla tipologia di utenza che vi accede. <a href="http://www.inps.it/home/default.asp?sID=%3B0%3B&amp;iMenu=2&amp;SERVAction=elencoTipoUtente&amp;SERVSubAction=1"  target="_blank">Visitare il sito</a> per credere. Ecco la lista dei possibili usufruitori di questi servizi: <strong>cittadino, enti pubblici, aziende, patronati, associazioni, caf, dirigenti di aziende, servizi di convenzione</strong>. Tutti con la possibilità <strong>sia di ricevere un determinato servizio che di inviare la propria documentazione o richiesta</strong>. Oppure <strong>richiedere documentazione specifica</strong> circa la propria situazione contributiva nell&#8217;Istituto (estratto contributivo) <strong>e calcolare l&#8217;ipotesi di pensione</strong> (calcolo simulato). A titolo esemplificativo, l&#8217;utente più comune, <strong>il cittadino</strong>, <strong>potrà ottenere accedendo nella sua area privata</strong>:</p>
<p style="padding-left: 30px;">estratto contributivo e calcolo simulato della pensione<br />
richiesta accredito del servizio di leva<br />
stampa dei modelli CUD e Obis/M per il pensionato<br />
versamenti, situazione debitoria, modello F24 e calcolo eccedente il minimale per artigiani e commercianti<br />
variazione dell&#8217;indirizzo di residenza<br />
estratto conto parasubordinati<br />
servizi rapporto di lavoro domestico<br />
cruscotto estratto conto generalizzato<br />
Certificazione del diritto alla pensione<br />
Invio moduli online<br />
consultazione dei pagamenti di prestazioni<br />
rendiconto EMens emissione generalizzata 2005-2006<br />
pagamento online contributi di uno o più riscatti e/o ricongiunzioni<br />
pagamento online contributi lavoratori domestici di uno o più rapporti di lavoro<br />
pagamento online contributi versamenti volontari</p>
<div style="color: black;">
<p>Usufruire del servizio online non sarà difficile. <strong>Occorre richiedere il proprio PIN</strong> (Personal Identification Number, ovvero il numero personale di indentificazione), <strong>inserendo i dati </strong>richiesti nella pagina <a href="https://servizi.inps.it/servizi/pinonline/internet/InserimentoRichiesta.asp"  target="_blank">Assegnazione PIN</a>. Con questa prima parte <strong>vi sarà presentata metà del vostro PIN</strong>, ovvero i primi 8 caratteri.<strong> I rimanenti 8</strong>, validi per l&#8217;accesso a tutti i servizi, <strong>saranno recapitati entro pochi giorni all&#8217;indirizzo di residenza</strong>. Potete trovare ulteriori informazioni e modalità <a href="http://www.inps.it/home/default.asp?sID=%3B0%3B&amp;iMenu=2&amp;SERVAction=Richiesta+PIN+On+Line&amp;iiDServizio=88&amp;sURL=http%3A%2F%2Fservizi.inps.it%2Fservizi%2FPinOnLine%2FInternet%2F"  target="_blank">in questa pagina</a>.</p>
</div>
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		<title>Da idea a mito, la storia di YouTube</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 11:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola di web]]></category>
		<category><![CDATA[Caduti nella Rete]]></category>
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		<category><![CDATA[glauco benigni youtube]]></category>
		<category><![CDATA[il libro su youtube]]></category>
		<category><![CDATA[la storia di youtube]]></category>
		<category><![CDATA[libro youtube]]></category>
		<category><![CDATA[memoria youtube]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante l&#8217;ultima battaglia &#8211; ancora aperta &#8211; per i diritti d&#8217;autore con Viacom, Il fenomeno mediatico di YouTube continua a non avere limiti. Facciamo un piccolo viaggio nel tempo e andiamo a ripercorrere le origini di un sito di successo.




Dobbiamo tornare un pò indietro nel tempo, diciamo il 23 febbraio 2005. Per molti sarà stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nonostante l&#8217;ultima battaglia &#8211; ancora aperta &#8211; per i diritti d&#8217;autore con Viacom, </em><em>Il fenomeno mediatico di YouTube continua a non avere limiti. Facciamo un piccolo viaggio nel tempo e andiamo a ripercorrere le origini di un sito di successo.<br />
</em></p>
<div class="imageframe alignleft" style="width: 200px;">
<div class="imagecaption"></div>
</div>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.wikibanda.it/wp-content/uploads/2008/07/youtubela-storia.jpg" alt="youtubelastoria" width="200" height="277" />Dobbiamo tornare <strong>un pò indietro nel tempo</strong>, diciamo <strong>il 23 febbraio 2005</strong>. Per molti sarà stata una normalissima giornata, forse di pioggia forse di sole, ma <strong>per la Rete è una data storica</strong> che nessun appassionato potrà dimenticare: <strong>nasce proprio in quel giorno YouTube</strong>. Quasi come sfida, tre ragazzi californiani, <strong>Chad, Steve e Jawed</strong> decidono di mettere online un video realizzato con scarsi mezzi, di appena 18 secondi e con un soggetto non troppo interessante: un gruppo di elefanti ripreso in un parco. <strong>Ma ciò che colpisce è la dinamica</strong>, la tecnica di esposizione, <strong>il nuovo pensiero di rete</strong>. Il video era proprio di Jawed che serbava l&#8217; idea <strong>di realizzare uno stratagemma per inviare video in internet in modo veloce</strong> e <strong>ad un numero illimitato di persone</strong>. Come sempre però, <strong>per realizzare una grande idea serve un gran portafoglio</strong>, ed ecco arrivare in scena <strong>una azienda di investimento in software</strong>, la Venture Capitalist Roelof Botha, <strong>che crede nell&#8217;idea</strong> dei giovani ragazzi. <strong>La società concede ai ragazzi 3,5 milioni di dollari</strong> e fa diventare di fatto una idea nata in una comune conversazione in un gigante mediatico.</p>
<p>Non ho dimenticato Google, il re dei motori di ricerca. Adesso entra in scena proprio <strong>BigG</strong>, <strong>che nell&#8217;ottobre 2006 acquisisce di fatto il progetto YouTube</strong> e <strong>lo spinge ai massimi livelli </strong>in internet grazie al dominio incontrastato della sua piattaforma di ricerca.</p>
<p>Da oggi però c&#8217;è una novità: <strong>YouTube è anche un libro</strong>. Infatti la sua storia, che brevemente ho raccontato, è possibile trovarla in libreria pubblicata da <a href="http://www.salani.it/sal-index.asp"  target="_blank">Salani Editore</a>, a cura di Glauco Benigni (immagine a sinistra della copertina).</p>
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		<title>Sempre più phishing bancario nelle e-mail</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 17:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BrunoTore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;home Banking si stà diffondendo sempre più a macchia d&#8217;olio. Risparmia le code allo sportello, consente di operare con serenità da casa propria e fa guadagnare qualche soldino in più. Però spesso è irto di tranelli che ci vengono recapitati quotidianamente nella nostra cassetta della posta virtuale. Vediamo come possiamo difenderci.

Quante volte aprite la vostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;home Banking si stà diffondendo sempre più a macchia d&#8217;olio. Risparmia le code allo sportello, consente di operare con serenità da casa propria e fa guadagnare qualche soldino in più. Però spesso è irto di tranelli che ci vengono recapitati quotidianamente nella nostra cassetta della posta virtuale. Vediamo come possiamo difenderci.<br />
</em></p>
<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.danielesalamina.it/wp-content/uploads/2007/06/phishing.jpg" alt="Sempre più phishing bancario nelle e-mail" width="265" height="270" />Quante volte aprite la vostra casella di posta elettronica in un giorno? E quante volte vi trovate dentro messaggi indesiderati o da voi non richiesti? Bè, io penso tanti. Quello sappiamo tutti come si chiama, cioè <strong>SPAM</strong>. Ma in questo spam <strong>si annidano spesso messaggi subdoli</strong>, preparati a puntino <strong>per carpirci le nostre informazioni personali</strong> (il nome, dove abitiamo, il telefono) <strong>e le nostre abitudini di consumo</strong>. Quest&#8217;ultime poi sono veicolo preferenziale di ricerca, perchè una volta fornite, l&#8217;eventuale pubblicità non richiesta recapitata <strong>si configurerà in base alle nostre scelte</strong>. Vi piace il formaggino con le erbette? Se rispondete &#8220;si&#8221; al questionario proposto in una e-mail, state pur certi che da oggi riceverete solo offerte di formaggini con le erbette! Ma il più subdolo di tutti è <strong>quello pseudo-bancario</strong>.<br />
E-mail di questa tipologia <strong>ne arrivano ogni giorno</strong>, in continuazione, <strong>indistintamente dall&#8217;operatore</strong> che vi ha concesso la casella elettronica di posta. <strong>E&#8217; ormai una invasione</strong>.<br />
Ecco l&#8217;esempio tipico <strong>di questa truffa</strong> ai danni del privato:<br />
<em>Per motivi di sicurezza abbiamo sospeso il vostro conto di operazioni bancari in linea a ***Banca<br />
Dovette scattare il collegamento qui sotto e riempire la forma alla seguenta pagina per realizzare<br />
il processo di verifica.<br />
(qui trovate il link da NON cliccare mai)<br />
Grazie per aver scelto i servizi online di ***Banca.<br />
Servizio Clienti<br />
***Banca<br />
P.Iva 05646578</em></p>
<p>Se si clicca sul collegamento che viene fornito, <strong>si apre una pagina web esattamente uguale</strong> a quella &#8220;vera&#8221; della Banca in questione, peccato che <strong>se forniti i dati arriveranno al truffatore di turno</strong> e non al vostro banchiere di fiducia.</p>
<p>Allora ecco <strong>alcuni accorgimenti utili </strong>per non essere facile preda di questi messaggi, <strong>confidando</strong> <strong>che un giorno la Legge</strong> Italiana <strong>sia più severa </strong>in argomento:</p>
<ul>
<li><strong>Mai pensare</strong> che sicuramente non si sarà mai preda di questi trabocchetti, la presunzione è proprio ciò che ci fa sbagliare;</li>
<li>Sapere fin da subito che <strong>nessuna Banca o Istituto di Credito invia messaggi</strong> con richieste di tale tipo;</li>
<li>Una telefonata <strong>al numero verde della vostra Banca</strong> o Istituto di Credito può togliervi ogni dubbio;</li>
<li>Solitamente <strong>è scritta in un italiano lessicalmente molto povero</strong>, con errori ortografici e sintattici.</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;">Come difendersi allora?</span> <strong>La parola d&#8217;ordine è conoscere</strong>: anche se ormai esistono programmi più o meno funzionali, browser (come FireFox) che impediscono di aprire pagine ritenute &#8220;pericolose&#8221;, l&#8217;arma finale consigliata è la prevenzione personale.</p>
<p><strong>In gergo informatico</strong> queste metodologie finalizzate alla raccolta dei nostri dati viene chiamata <strong><a rel="nofollow" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phishing" >phishing</a>.<br />
</strong></p>
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