Quella sottile linea che divide un blog da un giornale online

Aggancia il Feed! | Chiedi aiuto a SOSLinea | Scrivi sul Forum | Contattaci via e-mail | Leggi le FAQ!

“Accadde in Sicilia” era un blog, almeno secondo il suo creatore. Ma per Patricia di Marco, Giudice, era una testata online che andava registrata. Si apre un nuovo dibattito in rete.

Il reato contestato al Blogger è stampa clandestina, macchia per aver diffuso materiale informativo e di opinione attraverso una testata non regolarmente registrata presso il tribunale competente. Ecco come una riga può cambiare la vita di una persona e l’idea di blog di miliardi di internauti. Nato come gestore di un diario personale, di un appunto quotidiano, di informazione libera e non manipolata dal dio auditel e regina pubblicità, oggi il blog è sinonimo di pericolo legale.

Troppo facile incorrere nella violazione della legge sulla stampa (del 1948, integrata nel 2001) «da poter affermare l’assoluta equiparabilità di un sito internet ad una pubblicazione a stampa». Secondo il Giudice Di Marco, l’amministratore del Blog/Giornale, Carlo Ruta, avrebbe commesso due errori a priori nella costruzione dello stesso sito: «In primo luogo è lo stesso imputato che, intitolando il proprio prodotto “Accade in Sicilia giornale di informazione civile”, ha definito e qualificato il proprio prodotto come giornale diretto a svolgere attività di informazione e, dunque, come prodotto editoriale. Ad ulteriore conferma che quanto pubblicato dal Ruta sul sito in parola sia un prodotto editoriale proviene dal contenuto degli articoli in esso pubblicati, i quali hanno ad oggetto fatti di cronaca locale, inchieste giudiziarie, testimonianze dirette e fatti storici. [...] In secondo luogo, l’attività istruttoria ha consentito di accertare che il sito internet creato dall’imputato presentava le caratteristiche di un periodico per la sistematicità con cui veniva aggiornato e con cui venivano pubblicati gli articoli».

Ed è infatti la periodicità il maggior campanello d’allarme a cui devono stare attenti i Blogger: più si aggiorna frequentemente il proprio sito, maggiori sono le possibilità che venga equiparato ad una testata giornalistica “in nero”. La pena? Pagare una ammenda pecuniaria di 150 euro, maggiorata di ulteriori 5000 euro a titolo di rimborso delle spese giudiziarie.

Ma non è tutto: la sentenza crea un precedente sia in Italia che nell’Unione Europea, aprendo di fatto pericolosi scenari in una rete ormai densamente popolata di Blogger. La linea che divide l’ipotetico confine tra blog personale e testata giornalistica si assottiglia sempre più.

Lascia il tuo commento:

Improve the web with Nofollow Reciprocity.

Per maggior chiarezza dichiariamo che questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Il presente sito è gestito da privati appassionati di rete che non vogliono confrontarsi con il mondo editoriale e notiziario. Crediamo tuttavia nella forza positiva di Internet per diffondere il sapere e la conoscenza.