IPv6: problemi di privacy?
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Ogni connessione ad internet include da parte dei computer l’uso di una stringa numerica che permette la localizzazione( e non solo) degli stessi computer collegati al WWW ( World Wide Web). Parliamo degli indirizzi IP.
In questi ultimi anni il numero dei computer connessi e’ aumentato esponenzialmente, facendo sorgere il problema di un esaurimento degli indirizzi IP che avverrebbe entro il 2010.
Si parla, per es. di circa 1,2 miliardi di computer portatili e circa tre miliardi di persone collegate ad internet in tutto il mondo, quindi appare evidente la preoccupazione circa l’insufficienza degli indirizzi; se poi teniamo in conto il ” fattore commerciale”, ove piu’ aziende usano questi indirizzi che consentono di elaborare profili dettagliati degli utenti Internet col fine di sondare il potenziale consumatore virtuale, il gioco e’ fatto.
Il passaggio al protocollo internet IPv6 sembra essere abbligato; con l’abbandono graduale di quello IPv4.Oltre ai problemi dovuti agli eventuali esborsi economici da parte dell’utenza( per es. permettere che i dispositivi riescano a connettersi in rete, i router andrebbero sostituiti) appare sempre di piu’ lo spettro della comparazione dei dati personali al nuovo protocollo internet, cosa che provocherebbe non pochi problemi per le aziende commerciali che sarebbero costrette a richiedere il consenso preventivo all’utente.
Nell’IPv6, la tracciabilita’ dei computer in rete e quindi dell’identificazione delle persone fisiche crescerebbe: gli indirizzi IP consentirebbero una maggiore identificazione con una aumentata possibilita’ di violazioni della privacy nonche’ furti di dati sensibili. L’esigenza di garantire una adeguata protezione e’ un punto importante nella futura intrapresa, che a questo punto diverrebbe un obiettivo primario.


