Google pensa di trasferire i suoi server in mare

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Trasferire i server di Google in mare forse non è una idea così bizzarra come si pensa: potrebbe infatti funzionare davvero. Commentiamo i primi dettagli.

Sembra un’idea strampalata, quasi campata in aria, e invece c’è un fondo – tutto marino a quanto pare – di verità. Secondo indiscrezioni che girano in rete da qualche giorno, Google avrebbe intenzione di trasferire un primo segmento dei propri servers – tecnicamente, un datacenter – su delle piattaforme collocate al largo, a pochi chilometri dalla costa. Secondo i tecnici del colosso infomatico, sarebbe più semplice in questo modo raggiungere anche i più lontani meandri del pianeta e non doversi preoccupare per calamità naturali che “a terra” possono sempre sorprendere un’azienda. Ma non è tutto qui: il moto ondoso potrebbe essere convogliato in apposite apparecchiature e sfruttato per il raffreddamento delle macchine stesse, messe a dura prova dall’enorme mole di lavoro giornaliera. Sarà solo googlescienza oppure vedremo fra qualche anno una piattaforma mobile marina di BigG? L’idea sicuramente rimane avvincente.

3 Commenti a “Google pensa di trasferire i suoi server in mare”

  1. luppo Scrive:

    speriamo poi che i server nn facciano acqua da tutte le parti….

  2. BrunoTore Scrive:

    L’idea di raffreddare le macchine attraverso il moto ondoso potrebbe essere il punto più interessante del progetto. Tuttavia non penso che venga avviato prima di qualche anno (se davvero questo è il progetto di casa Google).

  3. Daniel F. Scrive:

    Bah, secondo me più che per proteggere i suoi server da calamità e cataclismi naturali, mi sa che Google vuole “ripararsi” da quelli che possono “scatenare” le (umanissime) leggi.
    Voglio dire, Google è stata spesso soggetta a proteste e anche ad azioni legali per il mancato rispetto di leggi sui copyright e affini (pensiamo al progetto Google book-search, oppure GoogleVideo/Youtube) oppure alle controversie con alcuni paesi per servizi con Google Maps/Street View, oppure le varie “censure” richieste sui risultati di ricerca, etc…

    Insomma, piazzi i server nel mezzo del niente (vieppiù in mare), non sei più soggetto al rispetto delle leggi dello stato in cui ti trovi (perchè di fatto saranno sicuramente piattaforme in acque internazionali), NE’ dei vari trattati/convenzioni a cui tale stato ha aderito/ha sottoscritto.

    E, diversamente, se non ti sta bene, vieni pure a sequestrarmi i server …se trovi come fare (ovvio). ^_^

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