Google Chrome, è ancora presto per sfidare Microsoft

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Il punto sul progetto Chrome, che tra luci e ombre ha iniziato a conquistare le prime fette di pubblico e attirato appassionati da tutto il mondo. Ma è ancora presto per sfidare Microsoft.

Da quando Google, il motore di ricerca più potente del mondo, ha inserito il link nella sua home page per il download della prima versione beta di Chrome, si è scatenato il finimondo. Come pedine impazzite senza controllo, dita senza padrone hanno iniziato a battere uno dopo l’altro tutti i tasti possibili per descrivere, commentare e analizzare quello che tutti con forte convinzione dichiarano come la rivoluzione del browser italiano. Tutti sanno cos’è Chrome: è un browser, cioè un programma che permette la navigazione nelle pagine web. E’ il nuovo concorrente di Mozilla FireFox, Internet Explorer, Opera e molti altri. Il suo scopo finale? Sicuramente rendere la navigazione più piacevole con un valido strumento, ma soprattutto iniziare a “mangiare” una fetta del monopolio di Microsoft, da sempre al primo posto in questo settore.

Ma torniamo alle dita impazzite. All’inizio c’è stata l’apoteosi digitale: si potevano leggere in moltissimi blog articoloni dal titolo “Chrome alla conquista del mondo”, dove veniva minuziosamente spiegata la validità del browser. Poi però è successa una cosa che nessuno si aspettava: il browser open source aveva un contratto d’uso che strideva con questo concetto. Allora tutti coloro che lo avevano installato, perchè nessuno lo fa, sono tornati a leggere quel contratto che occorre spuntare su “accetta” quando si installa il programma. Sgomento. Chrome memorizza e invia poi al suo padrone le informazioni sulle vostre abitudini, sui siti che visitate e le azioni compiute. Un meccanismo studiato ad hoc, in un momento successivo, vi potrà sottoporre messaggi promozionali inerenti la vostra navigazione. Privacy violata? Il sentore è evidente. Non passano certo 24 ore prima che gli strumenti di Google rivelino questo sentore in rete e la crescente ostilità che accerchia quella piccola parte (articolo 11) del contratto tra il motore di ricerca e gli utenti finali del browser, ed è proprio il Team di sviluppo ad annunciare il cambio dell’intero paragrafo.

Certo, le premesse per l’uso di questo nuovo applicativo non sono state finora delle più rosee. Non fosse perchè dietro c’è un colosso titanico come Google, il progetto forse non avrebbe goduto di una così intensa luce. Non ultime le vulnerabilità, già ampiamente conosciute sul browser Safari (una sorta di papà di Chrome, dal quale Google ha preso ispirazione) e stranamente non patchate immediatamente al momento dello sviluppo. Allo stato iniziale quindi non si può sostenere che Chrome sia il diretto concorrente di Microsoft. Occorrerà saper attendere con pazienza lo sviluppo del progetto e poi sostenerne la diffusione.
Lo scettro, per il momento, resta saldamente nelle mani di Microsoft.

2 Commenti a “Google Chrome, è ancora presto per sfidare Microsoft”

  1. DoZ Scrive:

    Bisogna pensare ad una cosa: ormai Google sta facendo la strada di Microsoft! Da bella e simpatica “startup” sta diventando (è diventato?) un colosso monopolista che fa prima di tutto i propri interessi.

    Era chiaro che da un browser made-in-G dovevamo aspettarci qualcosa del genere! Dopotutto loro campano sul loro motore di ricerca e tutti i servizi associati! E come tutti i suoi servizi gratuiti (Analytics, Reader, …) anche questo implica il monitoraggio delle abitudini dei clienti per migliorare i risultati di ricerca e la pubblicità contestuale.

    Per esempio, su un mio articolo sulla navigazione anonima un gentile utente mi ha fatto notare che Chrome la permette: non è vero!!
    http://tinyurl.com/5f9uhl

    Secondo me è inutile il discorso che hanno creato Chrome (tra l’altro sulla base di un browser pre-esistente) per migliorare l’esperienza con le applicazioni web! Per questo esiste già FireFox, che dalla vers. 2 alla 3 è migliorato tantissimo, e non potrà che fare altro in futuro. In più è open, e ricco di plugin, anche per la VERA navigazione anonima.

    Hanno creato Chrome con la vera intenzione di monitorare gli utenti in maniera più facile. PUNTO.

  2. BrunoTore Scrive:

    Ciao DoZ,
    come ogni società commerciale che si rispetti, anche Google certamente non si mette a regalare niente a nessuno. E poi, questo nuovo applicativo nasce poco dopo che il motore di ricerca ha ufficializzato un nuovo accordo con Mozilla per estenderne la validità della reciproca collaborazione (che era già in essere da anni) nel progetto FireFox.

    Ps: una curiosità: pochi minuti fa guardando le statistiche del Blog ho potuto riscontrare che già il 4,95% dei visitatori unici ha utilizzato Chrome per visitarlo.

    Grazie del tuo commento.

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