Dal 2009 si licenzierà anche nell’ICT, informatici a casa
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Secondo la ricerca condotta da Goldman Sachs, una delle piu grandi e affermate banche d’affari del mondo, dal 2009 inizieranno i primi licenziamenti anche nel settore informatico IT.
Parola d’ordine: tagliare. Licenziare, mandare a casa, in cassa integrazione, all’INPS: l’importante è risollevare i bilanci della società. Perfino il settore informatico italiano inizia a “sentire” sulle proprie spalle la dura legge di mercato. L’indagine sviluppata da Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo, ha rivelato un forte timore degli andamenti del mercato nelle parole di 100 manager di grandi e solide società, che guardano con grande scetticismo l’arrivo del nuovo anno.
Vediamo qualche numero per capire l’ampiezza del fenomeno: 48 manager su 100 prevedono che nel corso del prossimo anno rinunceranno ai lavoratori a contratto, quindi non si proteggeranno più con servizi di sorveglianza; il 30% si dichiarano non interessati a mantenere lavoratori assunti mediante agenzie interinali (forse perchè troppo poco preparati?); 11 manager su 100 infine tracciano un quadro pessimistico anche per gli stessi diretti dipendenti, ai quali potrebbe toccare uguale destino. Gli unici che finora resistono a queste oscillazioni, sono i lavoratori prestati da fornitori di servizi internazionali: solo il 12% dei manager farebbe a meno del loro contributo.
Un risparmio che non toccherà solo i contratti – non più rinnovati – di molte persone, ma anche ridimensionerà il “cuore” del servizio: si risparmierà nella sostituzione dei server, nei computer del personale, nei dispositivi di protezione e di archiviazione. Molto meglio ottimizzare l’hardware già acquistato – annuiscono i manager – fondando su questo pensiero uno degli obbiettivi primari da raggiungere.
E’ quasi imbarazzante parlare di licenziamenti, di stagnazione, di timore delle società che operano in uno dei settori più moderni e trainanti della nuova economia. Ricordiamo infatti quante volte ci siamo fermati a confrontarci sulla necessità, sempre più avvertita, di personale altamente qualificato che sia in grado di apportare redditività all’azienda presso cui lavora.
Ora che iniziamo ad avere le risorse umane formate ad hoc, mancherà il lavoro?


