Alta velocità in internet? un miraggio, la banda sta finendo

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Il traffico dati per l’uso di software peer to peer è sempre in continuo aumento, ma calano le risorse disponibili. In America iniziano a correre ai ripari, e l’Italia cosa farà?

Per funzionare la rete internet ha bisogno di bruciare banda. Ogni utente infatti, collegandosi alla rete, sviluppa un proporzionale traffico dati in base all’attività che sta compiendo (apre una pagina web, scarica una e-mail, usa il p2p, ecc..). E’ chiaramente osservabile che un utente, utilizzatore in modo costante programmi p2p (come ad esempio eMule o BitTorrent) crea un traffico dati molto elevato che va a sproporzionare le risorse di rete tra un utente e l’altro.

Le soluzioni per ovviare al problema sono storicamente due: inibire il traffico p2p ( quindi bloccare a livello di rete – quindi se ne occupa il provider di accesso – con i famosi filtri ) oppure limitare il quantitativo massimo di traffico mensile. Comcast, provider statunitense, è il precursore dell’adozione della seconda opzione: ha deciso di porre dei limiti al proprio servizio di connettività, con un tetto massimo di 250Gb di traffico dati al mese per utente che entrerà in vigore da Ottobre. 250 gigabyte al mese consentirebbero secondo la Società l’invio di 50 milioni di email, la possibilità di scaricare 62.500 canzoni e 125 film in definizione standard (non HD). Al cliente che verrà scoperto vicino al limite massimo verranno inviate apposite segnalazioni via email.

E in italia? Ovviamente anche il nostro paese ha problemi sul consumo di banda per l’uso spesso smodato dei programmi di file sharing. Le portanti aumentano a vista d’occhio (il passaggio da 7 a 20 mega rappresenterà il prossimo upgrade) ma la banda disponibile non riesce a stare al passo. Ben presto potremmo ospitare in casa una linea adsl a 20 mega che a malapena raggiunge effettivamente 2 mega di velocità.

La fine dell’alta velocità? No, o almeno non subito. Ma occorre intervenire sulle infrastrutture di rete, ammodernando le linee ormai antiquate oppure passare a nuove forme di transito delle rete (banda larga elettrica, wifi a livello comunale). Diventa prioritario anche sviluppare una nuova generazione di programmi peer to peer che siano in grado di monitorare lo stato della rete e non appesantiscano inutilmente con connessioni ridondanti le già risicate risorse di rete.

Ci vuole cultura, anche nel p2p.

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