Sempre più phishing bancario nelle e-mail
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L’home Banking si stà diffondendo sempre più a macchia d’olio. Risparmia le code allo sportello, consente di operare con serenità da casa propria e fa guadagnare qualche soldino in più. Però spesso è irto di tranelli che ci vengono recapitati quotidianamente nella nostra cassetta della posta virtuale. Vediamo come possiamo difenderci.
Quante volte aprite la vostra casella di posta elettronica in un giorno? E quante volte vi trovate dentro messaggi indesiderati o da voi non richiesti? Bè, io penso tanti. Quello sappiamo tutti come si chiama, cioè SPAM. Ma in questo spam si annidano spesso messaggi subdoli, preparati a puntino per carpirci le nostre informazioni personali (il nome, dove abitiamo, il telefono) e le nostre abitudini di consumo. Quest’ultime poi sono veicolo preferenziale di ricerca, perchè una volta fornite, l’eventuale pubblicità non richiesta recapitata si configurerà in base alle nostre scelte. Vi piace il formaggino con le erbette? Se rispondete “si” al questionario proposto in una e-mail, state pur certi che da oggi riceverete solo offerte di formaggini con le erbette! Ma il più subdolo di tutti è quello pseudo-bancario.
E-mail di questa tipologia ne arrivano ogni giorno, in continuazione, indistintamente dall’operatore che vi ha concesso la casella elettronica di posta. E’ ormai una invasione.
Ecco l’esempio tipico di questa truffa ai danni del privato:
Per motivi di sicurezza abbiamo sospeso il vostro conto di operazioni bancari in linea a ***Banca
Dovette scattare il collegamento qui sotto e riempire la forma alla seguenta pagina per realizzare
il processo di verifica.
(qui trovate il link da NON cliccare mai)
Grazie per aver scelto i servizi online di ***Banca.
Servizio Clienti
***Banca
P.Iva 05646578
Se si clicca sul collegamento che viene fornito, si apre una pagina web esattamente uguale a quella “vera” della Banca in questione, peccato che se forniti i dati arriveranno al truffatore di turno e non al vostro banchiere di fiducia.
Allora ecco alcuni accorgimenti utili per non essere facile preda di questi messaggi, confidando che un giorno la Legge Italiana sia più severa in argomento:
- Mai pensare che sicuramente non si sarà mai preda di questi trabocchetti, la presunzione è proprio ciò che ci fa sbagliare;
- Sapere fin da subito che nessuna Banca o Istituto di Credito invia messaggi con richieste di tale tipo;
- Una telefonata al numero verde della vostra Banca o Istituto di Credito può togliervi ogni dubbio;
- Solitamente è scritta in un italiano lessicalmente molto povero, con errori ortografici e sintattici.
Come difendersi allora? La parola d’ordine è conoscere: anche se ormai esistono programmi più o meno funzionali, browser (come FireFox) che impediscono di aprire pagine ritenute “pericolose”, l’arma finale consigliata è la prevenzione personale.
In gergo informatico queste metodologie finalizzate alla raccolta dei nostri dati viene chiamata phishing.


